Velayat-e faqih

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Citazioni sul Velayat-e faqih

  • Il sistema del velayat-e faqih ha infatti rappresentato una rottura con l'ortodossia teologica e politica sciita che predica la taqiya, la dissimulazione dei propri sentimenti, un atteggiamento di quietismo politico. Ai credenti si chiede di simulare un'obbedienza al sovrano, nell'attesa che finisca l'occultamento del dodicesimo imam Mohammad al Mahdi, che gli sciiti ritengono scomparso dal mondo nell'anno 874 e che con la sua ricomparsa ripristinerà la giustizia. Questa eresia si è concretizzata nell'attribuzione a Khomeini che nella gerarchia religiosa sciita aveva il rango di ayatollah ozma del titolo di imam, che gli sciiti riservano al vicario del profeta Maometto. Nessuno ha oggi in Iran l'autorità e il carisma per farsi venerare e obbedire ciecamente così come è stato con Khomeini. (Magdi Allam)
  • Nella sua forma più semplice, il Governo Islamico era derivato da principi fondamentali sciiti. Il governo della comunità dei fedeli dev'essere assicurato dagli imam infallibili. Ali, il quarto Califfo, e i suoi undici discendenti maschi, avevano rappresentato il potere divino sulla terra. Il dodicesimo imam, Muhammad ben Hassan, conosciuto come Mahdi (il Ben Guidato), si era occultato per un periodo di tempo indeterminato. Al suo ritorno, avrebbe restaurato la pace e la giustizia nell'intero universo. Durante la sua assenza, il potere temporale doveva essere esercitato da un teologo rinomato, casto, disinteressato e esperto. Questo era il principio di Velayat-e faqih (La Tutela del Giurisperito) ovvero il governo del clero. Perciò, il regime dello Scià era quindi illegittimo e andava sostituito con un vero governo "islamico". (Amir Taheri)
  • Quello che abbiamo sotto gli occhi oggi è un chiaro esempio di quello che succede quando la religione è direttamente coinvolta nel governo. (Reza Ciro Pahlavi)

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