Ali Akbar Hashemi Rafsanjani

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Ali Akbar Hashemi Rafsanjani

'Ali Akbar Hāshemi Rafsanjāni (1934 - 2017), politico iraniano.

Citazioni di Ali Akbar Hashemi Rafsanjani[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Se l'Iran non dovesse più riuscire ad esportare petrolio anche l'Arabia Saudita verrà messa nelle stesse condizioni.[1]
  • Saddam si trova ormai nelle stesse condizioni dello scia nel 1978: sull'orlo del baratro. Se non riceverà aiuti, cadrà molto presto.[1]
  • Se ci accorgeremo che i messaggi che gli iracheni ci inviano sono in malafede e servono solo a perdere tempo, riprenderemo a combattere e arriveremo sino a Gerusalemme passando per Bagdad.[2]
  • Se non punirete Saddam, se non pagherete le somme dovute all'Iran, se persisterete nel vostro sostegno ad un criminale [allora] l'Iran ricorrerà alla forza per far valere i propri diritti.[3]
  • Queste tigri di carta che la gente crede siano grosse e tali da non potere essere contrastate, non sono niente... Sono deboli... Rinsaviscono quando noi trattiamo loro come essi trattano noi.[4]
  • Quando avrà sconfitto l'Iraq, l'Iran si preparerà a far la guerra al regime sionista di Israele.[5]
  • Ho sempre detto che gli Stati Uniti, come l'Urss, assomigliano ad una fragile casa di vetro: se lanciano sassi contro i nemici rischiano di sbriciolarsi alla prima reazione. Io penso che questo attacco probabilmente si realizzerebbe sul serio: Reagan è una persona vecchia e malata, sotto la pressione dei suoi nemici potrebbe prendere decisioni insensate. Ma gli costerebbe caro. Noi ci siamo preparati. Consiglio agli americani di pensarci bene.[6]
  • L'Iran deve essere pronto a dare battaglia agli Usa nel golfo Persico.[7]
  • Per i combattenti iraniani c'è più soddisfazione a uccidere o a far prigionieri dei militari americani che non dei militari iracheni. Se gli Stati Uniti e i suoi alleati commettono atti satanici mettendo fuoco al Golfo, il fumo di questa guerra arriverà fino al popolo americano, agli alleati di Washington e ai paesi rivieraschi.[8]
  • Se i nostri centri economici saranno attaccati [dall'Iraq] noi risponderemo immediatamente colpendo le installazioni petrolifere degli alleati dell'Iraq nella regione.[9]
  • Il nostro materiale militare è costituito essenzialmente da tecnologia americana, comperata al tempo dello scià e siamo obbligati, nostro malgrado, a continuare gli acquisti di armi statunitensi sul mercato libero, sul quale è presente Israele. Conoscendo le nostre necessità di armi e la sensibilità degli americani in materia di ostaggi, Israele ha tentato di sfruttare la situazione.[10]
  • Se l'Iraq pensa di salvarsi creando tensione nel Golfo Persico e stimolando l'intervento delle grandi potenze si sbaglia di grosso.[11]
  • La vittoria contro Saddam è già dolce per i nostri combattenti, ma il piacere di una guerra santa contro coloro che hanno istigato gli iracheni contro di noi, sarà di gran lunga più dolce.[12]
  • Se l'amministrazione Reagan e i regimi arabi conservatori fermeranno gli attacchi iracheni, l'Iran è pronto a cessare i suoi attacchi agli impianti petroliferi e al traffico mercantile nel Golfo. Abbiamo chiesto più volte agli Usa, agli sceicchi della regione e ai capifila dell'arroganza internazionale, di dire all'Iraq di farla finita con le incursioni sulle nostre petroliere e sui nostri interessi petroliferi. Non è servito a nulla. Finora non siete stati capaci di provare che i missili che distruggono i vostri interessi vengono sparati dall'Iran. Ma non importa, noi ora diciamo: Dichiarate la vostra neutralità e noi considereremo chiusa la vicenda.[13]
  • Mi spiace che la guerra sia scoppiata, soprattutto per le vittime... ma la guerra c'è stata imposta e dobbiamo far qualcosa per sradicare per sempre il rischio di guerra nella nostra regione. Abbiamo proposto una soluzione. Si dichiari chi è l'aggressore, si crei un tribunale per punirlo, solo così la guerra finirà.[14]
  • Hanno voluto far credere che avevamo piani di conquista, di essere fautori della guerra, mentre Bagdad chiedeva la pace. È propaganda pura. La conquista di terre straniere e l'imposizione della rivoluzione non ci hanno mai interessato.[15]
  • I sionisti non continueranno le loro scelleratezze se per rappresaglia per ogni palestinese ucciso in Palestina i palestinesi uccidono e mettono a morte, non in Palestina, cinque americani o britannici o francesi. Non è difficile uccidere americani o francesi. È un po' difficile uccidere israeliani. Ma ci sono così tanti americani e francesi ovunque nel mondo.[16]
  • Quello che in altri paesi è considerato un trasferimento di poteri, nella Repubblica Islamica è poco più che un trasferimento di responsabilità.[17]
  • La giustizia islamica è clemente e impone di trattare con grande mitezza coloro che sono stati arrestati. [...] Il nostro sistema segue il cammino tracciato dal Corano che prescrive la compassione accanto alla severità.[18]
  • Se un giorno il mondo islamico si doterà anch'esso di armamento quale quello che oggi possiede Israele, allora la strategia degli imperialisti entrerà in stallo perché l'impiego di anche un solo ordigno nucleare su Israele distruggerà ogni cosa. Sebbene il mondo islamico non abbia alcuna intenzione di nuocere non è irrazionale prendere in considerazione ogni eventualità.
If one day, the Islamic world is also equipped with weapons like those that Israel possesses now, then the imperialists' strategy will reach a standstill because the use of even one nuclear bomb inside Israel will destroy everything. However, it will only harm the Islamic world. It is not irrational to contemplate such an eventuality.[19]
  • [Sulla guerra in Iraq] Tre mesi dopo la fine della guerra, nel Paese regna l'instabilità.[20]
  • [Sulla proibizione del velo in Francia] Spero che il governo francese, il presidente Jacques Chirac e lo stesso parlamento comprendano che hanno insultato un miliardo e mezzo di musulmani.[21]
  • [Sulla proibizione del velo in Francia] La Francia si è imbarcata in un'avventura che fallirà e, se ciò non avvenisse, provocherà la maledizione di milioni di persone contro quella Nazione, e macchierà i rapporti tra Parigi e i paesi islamici.[21]
  • Se vi sarà un processo pubblico contro Saddam e Al Qaeda, molte cose saranno rivelate e gli Stati Uniti perderanno la faccia.[22]
  • Chiunque sia familiare con questo tipo di tecnologia, sa che chi ne è in possesso può anche accedere ai passi successivi.[23]
  • Se qualcuno guarda nella casa di un altro e gli arriva una freccia nell'occhio la colpa è sua perché non doveva guardare.[24]
  • L'Iran ha tutte le risorse, umane e naturali, per diventare il primo paese della regione e uno dei più importanti del mondo.[24]
  • Tornare indietro a una politica di arretratezza e di dogmatismo sarebbe sbagliato in una situazione globale e regionale così delicata. Occorre affrontare le nuove sfide globali con spirito di libertà e saggezza collettiva. Non è possibile mantenere lo stesso approccio dell'inizio della rivoluzione islamica.[25]
  • Il mio obiettivo è una politica di distensione, ed è una politica che intendo applicare anche agli Stati Uniti. Se poi gli Stati Uniti sono sinceri quando sostengono di voler collaborare con l'Iran dovrebbero cominciare con l'adottare misure positive invece che negative.[25]
  • Porteremo avanti il negoziato con l'Europa cercando di guadagnare la fiducia degli europei e fugare ogni dubbio circa la natura pacifica del nostro programma nucleare, garantendo che non ci saranno diversioni verso un uso militare.[25]
  • I limiti della legge devono essere la guida di ogni nostra azione.[25]
  • Se esiste una libertà di stampa che arriva a offendere i valori sacri dell'Islam, io sono contro questa libertà.[26]
  • Il popolo ha fatto cadere lo Scià. Ed è stato il popolo che ha portato il leader islamico al potere e lo ha legittimato. Quando il popolo non è presente, quando il suo voto non c'è, questo significa la fine della rivoluzione islamica.[27]

Citazioni su Ali Akbar Hashemi Rafsanjani[modifica]

  • La rivoluzione sarà viva fino a che vivrà Rafsanjani. (Ruhollah Khomeyni)
  • Rafsanjani è diventato l’oppositore di Khamenei quando ha scelto di perseguire la via del denaro e lasciare a Khamenei quella del potere politico. (Amir Taheri)
  • Se Khomeini intendeva davvero nominare Khamenei quale proprio successore, perché non l'aveva annunciato ufficialmente, limitandosi a dirlo solo a Rafsanjani? (Arash Hejazi)

Magdi Allam[modifica]

  • Il comune denominatore di tutta la sua carriera è decisamente il fiuto per gli affari e per il successo.
  • Politicamente Rafsanjani si caratterizza come un abile mediatore e un protagonista attento, dinamico e spregiudicato, che non si lascia sfuggire le occasioni per farsi strada e per liquidare i propri avversari. La sua sete di potere è tangibile e incolmabile.
  • Se il suo pragmatismo lo presenta come un interlocutore accettabile per l'occidente, viceversa la sua spregiudicatezza lo rende un personaggio infido e imprevedibile.

Note[modifica]

  1. a b Citato in Teheran ai sauditi. "Attenti ai pozzi", la Repubblica, 7 luglio 1984.
  2. Citato in Rafsanjani. "Con l'Iraq preferiamo l'accordo", la Repubblica, 7 luglio 1984.
  3. Citato in Khomeini all'offensiva. Nuova avanzata in Iraq, la Repubblica, 11 febbraio 1986.
  4. Citato in Teheran dice 'l'Italia è una tigre di carta', la Repubblica, 20 dicembre 1986.
  5. Citato in Eccidio a Teheran. Esplode una caserma. Cinquecento miliziani morti, la Repubblica, 30 dicembre 1986.
  6. Citato in La Bibbia di Reagan diventa un'arma in mano ai mullah, la Repubblica, 29 gennaio 1987.
  7. Citato in Teheran. Nessuna mediazione dell'Onu, la Repubblica, 6 giugno 1987.
  8. Citato in Gli iraniani 'entusiasti di uccidere i soldati americani, la Repubblica, 18 luglio 1987.
  9. Citato in All'alba esplosione nel Golfo, la Repubblica, 25 luglio 1987.
  10. Citato in A Teheran divampa la guerra tra ayatollah, la Repubblica, 6 agosto 1987.
  11. Citato in Le navi Usa a destinazione ma il Golfo è pieno di mine, la Repubblica, 12 agosto 1987.
  12. Citato in Da domani nel Golfo le fregate italiane. Rafsanjani: "attenti", la Repubblica, 3 ottobre 1987.
  13. Citato in "Andatevene prima che sia tardi", la Repubblica, 24 ottobre 1987.
  14. Citato in I paesi moderati del Golfo lanciano un monito all'Iran, la Repubblica, 30 dicembre 1987.
  15. Citato in Il regime dei "mullah" si sgretola sul fronte, la Repubblica, 16 luglio 1988.
  16. Citato in Appello iraniano. 'Dovete uccidere gli occidentali', la Repubblica, 6 maggio 1989.
  17. Citato in In Iran Rafsanjani lascia il posto a Khatami, la Repubblica, 4 agosto 1997.
  18. Citato in Rafsanjani prova a mediare Clemenza per gli studenti, la Repubblica, 24 luglio 1999.
  19. (EN) Dal discorso di Rafsanjāni per il Qods Day (Giornata di Gerusalemme), Voce della Repubblica Islamic dell'Iran, Tehran, in lingua farsi; tradotto in inglese dal BBC Worldwide Monitoring, trasmissione originale del 4 dicembre 2001; disponibile su Globalsecurity.org.
  20. Citato in Rafsanjani attacca. Sarà un Vietnam, la Repubblica, 2 luglio 2003.
  21. a b Citato in L'anatema di Rafsanjani Sarete maledetti dall'islam, la Repubblica, 10 gennaio 2004.
  22. Citato in Anche l'Iran nel processo contro Saddam, La Repubblica, 5 luglio 2004.
  23. a b Citato in L'Iran ha un missile che può colpire l'Europa, la Repubblica, 6 ottobre 2004.
  24. a b Citato in Con Rafsanjani all'università tra gli applausi degli studenti, la Repubblica, 22 giugno 2005.
  25. a b c d Citato in La Rivoluzione è il passato io cerco la distensione, la Repubblica, 24 giugno 2005.
  26. Citato in Teheran ritorna in piazza per Maometto, e per l'atomo, la Repubblica, 4 febbraio 2006.
  27. Citato in Contro Rafsanjani l'ira del regime, la Repubblica, 19 luglio 2009.

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