Ruhollah Khomeyni

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Ruhollah Khomeyni

Ruhollāh Mosavi Khomeyni (1900 – 1989), politico e religioso iraniano.

Citazioni di Ruhollah Khomeyni[modifica]

  • Affermiamo che le scuole miste sono un ostacolo per una vita piena; sono un affronto materiale e morale al paese e contrarie alla volontà divina. Affermiamo che la musica genera immoralità, lussuria e licenziosità, e che soffoca il coraggio, il valore e lo spirito cavalleresco; è proibita dalla legge coranica e non deve essere insegnata nelle scuole. Radio Tehran, trasmettendo musica occidentale, orientale e iraniana, riveste un ruolo nefasto instillando immoralità e licenziosità nelle famiglie rispettabili.[1]
  • Ai ragazzi e alle ragazze giovani, nel pieno dell'effervescenza sessuale, viene negato di sposarsi prima della maggiore età. Questo va contro la volontà delle leggi divine. Perché mai il matrimonio tra ragazzi e ragazze pubescenti dovrebbe essere proibito in base alla minore età, mentre è concesso loro di ascoltare la radio e musica sessualmente eccitante?[1]
  • Al figlio che scelse l'infedeltà di essere non musulmano sarà chiesto di pentirsi (e tornare all'Islam), altrimenti sarà messo a morte.[2]
  • Chi dovesse addormentarsi nel corso della preghiera dovrà ripeterla se si rende conto di essersi assopito durante di essa; ma se non ne fosse certo la preghiera resterebbe valida. Tossire, ruttare fragorosamente o singhiozzare non invalidano la preghiera. D'altro canto, la preghiera è invalida se si pronunciano interiezioni di due o più lettere.[1]
  • Con la parziale libertà di culto concessa in alcune Repubbliche Sovietiche Lei ha dimostrato di non pensare più che la religione è l'oppio della società. A proposito, la religione che, di fronte alle superpotenze, ha reso l'Iran saldo come una roccia è forse l'oppio della società? La religione che vuole l'attuazione della giustizia nel mondo, che vuole liberare gli uomini dalle pastoie materiali e psichiche, è forse l'oppio della società? Sì, una religione che si faccia strumento attraverso cui porre a disposizione delle potenze, grandi o piccole, le risorse materiali e spirituali dei Paesi Islamici e non, una fede che gridi alla gente che la religione deve essere separata dalla politica, è sì l'oppio della società. Ma questa non è la vera religione, ma una religione che il nostro popolo chiama americana.
    Concludendo, dichiaro chiaramente che la Repubblica Islamica dell'Iran, che è il bastione più saldo dell'Islam nel mondo, può facilmente riempire il vuoto ideologico del vostro sistema. (da una lettera inviata a Michail Gorbačëv nel gennaio 1989[3])
  • Dopo l'urinazione, si deve lavare prima l'ano se è stato sporcato dall'urina; poi si deve premere tre volte con il dito medio della mano sinistra la parte tra l'ano e la radice del pene; dopodiché si deve impugnare il pene tra il pollice (ponendolo al di sopra di esso) e l'indice (ponendolo al di sotto) e tirarne la pelle in avanti tre volte fino all'anello di circoncisione; dopodiché spremere tre volte la punta del pene.[1]
  • È proibito consumare gli escrementi degli animali o le loro secrezioni nasali. Ma se questi sono mischiati in piccola proporzione con altri cibi la loro consumazione non è proibita.[1]
  • È proibito urinare e defecare in quattro luoghi: (1) vicoli ciechi, eccetto avendo il permesso di coloro che vi vivono; (2) la proprietà di una persona che non ha dato il permesso di farlo; (3) luoghi di culto, quali le medersas [scuole Arabe]; (4) le tombe di credenti, a meno che lo non si faccia per insultarli.[1]
  • Egregio Signor Gorbaciov, è chiaro a tutti che d'ora in poi bisognerà cercare il comunismo nei musei della storia politica del mondo. Il marxismo, infatti, non rappresenta una risposta a nessunissimo reale bisogno dell'uomo. Si tratta di una dottrina materialistica e col materialismo non si può certo far uscire l'umanità dalla crisi provocata proprio dalla non credenza nello spirito. È questo il male principale della società umana, all'Est come all'Ovest. (da una lettera inviata a Michail Gorbačëv nel gennaio 1989[3])
  • Gli ebrei e i loro sostenitori stranieri sono contrari ai fondamenti stessi dell'Islām e desiderano stabilire il dominio ebraico in tutto il mondo.[2]
[...] the Jews and their foreign backers are opposed to the very foundations of Islam and wish to establish Jewish domination throughout the world. (da Islamic Government, p. 79)
  • Gli Imam erano luci splendenti nell'oscurità dei cieli, infinitamente dotati e superiori agli altri uomini per nascita e indole – talmente superiori che l'angelo Gabriele dichiarò “Se mi fossi avvicinato troppo a Loro, mi sarei bruciato.”[1]
  • Gli infedeli non hanno diritto di promuovere la loro religione né di pubblicare i loro libri nei paesi islamici ed è fatto divieto ai musulmani e ai loro figli di avvicinare i loro libri e le loro riunioni.[2]
  • I leader del nostro paese sono talmente influenzati dall'Occidente che hanno impostato l'ora legale secondo quella europea (Greenwich Mean Time). Che incubo! Il secolo scorso, mentre la medicina e la chirurgia europea venivano introdotte in Iran, i nostri leader si sono dimenticati la nostra medicina tradizionale, e incoraggiarono un pugno di giovani e inesperti uomini a studiare questa maledetta medicina europea. Oggi abbiamo capito che malattie come il tifo, la febbre tifoidea e simili malattie, sono curabili esclusivamente per mezzo dei rimedi tradizionali.[1]
  • I missionari occidentali, perpetrando trame segrete ordite secoli fa,crearono le proprie scuole religiose all'interno dei paesi islamici. Noi non reagimmo a tutto ciò, ed ecco dove ci ha condotto: questi missionari infiltrarono i nostri villaggi e le nostre campagne, per tramutare i nostri bambini in Cristiani o atei![1]
  • Il movimento islamico conobbe i suoi primi sabotatori negli Ebrei, la fonte di tutte le calunnie anti-islamiche e degli intrighi tuttora in opera. Poi venne il turno degli imperialisti, quei rappresentanti di Satana ancor più maledetti. Negli ultimi tre secoli, o forse più,costoro hanno invaso ogni paese islamico, con l'intenzione di distruggere l'Islam. Sin dai tempi delle Crociate, essi sono consapevoli che soltanto l'Islam, con le sue leggi e il suo credo, può intralciare i loro interessi materiali e il loro potere politico.
    Il loro piano consiste nel mantenerci in uno stato di arretratezza, nel preservare la nostra arretratezza, nel salvaguardare il nostro patetico stile di vita, così che possano sfruttare l'incredibile ricchezza delle nostre risorse sotterranee, della nostra terra, della nostra forza lavoro. Vogliono che restiamo destituiti, distratti dai banali problemi della sopravvivenza quotidiana, della nostra vita in povertà, così che non diverremo mai consapevoli delle leggi dell'Islam – che contengono la soluzione alla miseria e alla povertà! Tutto questo l'hanno perpetrato in modo da poter sedere comodi nei loro immensi palazzi e viversi le loro stupide e insignificanti vite![1]
  • Il popolo ha voluto la Repubblica islamica e tutti debbono accettarla. Chi non ubbidirà, sarà annientato.[2]
  • Il cane ed il maiale sono impuri, a meno che non vivano nell'acqua; ed impuri sono anche i loro peli, le loro ossa, i loro artigli, ed i loro escrementi; al contrario il cane ed il maiale marini sono puri.[1]
  • In caso di terremoto, fulmini o tuoni si deve pregare immediatamente. Non farlo costituirebbe un peccato tale da non essere perdonabile fino a compimento della preghiera, non importa quanto tempo dopo, anche l'ultimo giorno di vita.[1]
  • In certi casi l'inganno si rende necessario per la sussistenza dell'Islam e della religione in generale; senza di esso la fede non potrebbe sopravvivere. Chiunque interpreti, al fine di ottenere la giustizia islamica, la Legge in una maniera contraria alla volontà divina, avrà commesso il peccato dell'innovazione. Le persone dotte sono vincolate a condannarlo, o saranno condannate esse stesse.[1]
  • In qualsiasi governo islamico che si rispetti, le branche legislative, esecutive e giuridiche vengono rimpiazzate da un Consiglio per la Pianificazione Religiosa. Il Consiglio mantiene informati tutti i dipartimenti di gabinetto sulle leggi islamiche che li riguardano, indica loro quale debba essere il proprio programma in conformità con la legge religiosa e, in base alla totalità di questi programmi, stabilisce le politiche generali per l'intero Paese.[1]
  • Jihad significa conquistare tutti i territori non islamici. Simili guerre possono essere legittimamente dichiarate una volta instaurato un governo islamico degno del proprio nome, tramite la guida dell'Imam o per suo ordine. Sarà allora dovere di ogni maschio adulto e sano unirsi spontaneamente a questa guerra conquistatrice, il cui fine ultimo è instaurare al potere la legge coranica da un capo all'altro della Terra. Ma il mondo intero dovrebbe comprendere che la supremazia universale dell'Islam si distingue considerevolmente dall'egemonia di altri conquistatori. È quindi necessario creare prima un governo islamico affidato all'autorità dell'Imam così che questi possa intraprendere tale conquista, che si distinguerà da tutte le altre guerre conquistatrici, che sono ingiuste e tiranniche e disdegnano i princìpi morali e civilizzatori dell'Islam.[1]
  • L'Europa [l'Occidente] non è altro che un accorpamento di dittatori e inique; tutta l'Umanità deve percuotere questi seminatori di zizzania con un pugno di ferro, se desidera riconquistare la propria tranquillità. Se la civilizzazione islamica avesse governato l'Occidente, non ci ritroveremmo a confrontarci con simili eventi barbarici, indegni persino delle bestie selvatiche.[1]
  • L'Iran continuerà a combattere l'influenza degli Stati Uniti nella regione e a chiedere che le marine straniere sgomberino le acque del golfo.[4]
  • L'Islam è la religione di coloro che lottano per la verità e la giustizia, di coloro che proclamano la libertà e l'indipendenza. È la scuola di coloro che combattono il colonialismo.
    I Musulmani che desiderano ristabilire l'equilibrio politico della società, e obbligare quelli al potere a adattarsi alle leggi e princìpi dell'Islam, non hanno alternative all'infuori della Jihad armata contro i governi profani.[1]
  • L'Islam ha precetti per ogni cosa che riguardi l'uomo e la società. Questi precetti vengono dall'Onnipotente e sono trasmessi all'uomo tramite il Suo Profeta e Messaggero. C'è da sorprendersi di fronte alla maestosità di questi comandamenti, i quali ricoprono ogni aspetto della vita, dal concepimento alla tomba! Non vi è argomento sul quale l'Islam non abbia espresso un giudizio.[1]
  • L'Islam o è politica o non è nulla [...] la guerra è una benedizione per il mondo e per ogni nazione [...] una religione senza guerra è zoppa [...] Allah ordina agli uomini di condurre una guerra e uccidere [...] i nostri giovani combattenti sanno che l'uccisione degli infedeli è uno dei compiti più nobili che Allah affida all'umanità. (da un discorso del dicembre 1984[5][6])
  • L'islam rende obbligatorio per tutti i maschi adulti, a condizione che non siano disabili o incapaci, di prepararsi per la conquista di altri paesi in modo che le scritture dell'Islam siano obbedite in ogni paese del mondo. [...] Ma coloro che studiano la guerra santa Islamica capiranno perché l'islam vuole conquistare il mondo intero. [...] Coloro che non sanno nulla dell'Islam fingono che l'Islam consigli la guerra. Quelli [che dicono questo] sono senza senso. L'Islam dice: uccidi tutti gli increduli proprio come vi ucciderebbero tutti! Significa che i musulmani dovrebbero restare indietro finché non vengono divorati dai [non credenti]? L'Islam dice: uccidi [i non musulmani], mettili alla spada e disperdi [i loro eserciti]. Significa rimanere indietro fino a che i non-musulmani ci superano? L'Islam dice: uccidi al servizio di Allah quelli che vogliono ucciderti! Significa che dovremmo cedere [al nemico]? L'Islam dice: ogni bene esiste grazie alla spada e all'ombra della spada! Le persone non possono essere obbedienti se non con la spada! La spada è la chiave del Paradiso, che può essere aperto solo per i Santi guerrieri! Ci sono centinaia di altri salmi [coranici] e di hadith [parole del profeta] che esortano i musulmani a valorizzare la guerra e combattere. Tutto ciò significa che l'Islam è una religione che impedisce agli uomini di fare la guerra? Sputo su quelle anime sciocche che fanno una tale affermazione.
Islam makes it incumbent on all adult males, provided they are not disabled or incapacitated, to prepare themselves for the conquest of [other] countries so that the writ of Islam is obeyed in every country in the world. [...] But those who study Islamic Holy War will understand why Islam wants to conquer the whole world. [...] Those who know nothing of Islam pretend that Islam counsels against war. Those [who say this] are witless. Islam says: Kill all the unbelievers just as they would kill you all! Does this mean that Muslims should sit back until they are devoured by [the unbelievers]? Islam says: Kill them [the non-Muslims], put them to the sword and scatter [their armies]. Does this mean sitting back until [non-Muslims] overcome us? Islam says: Kill in the service of Allah those who may want to kill you! Does this mean that we should surrender [to the enemy]? Islam says: Whatever good there is exists thanks to the sword and in the shadow of the sword! People cannot be made obedient except with the sword! The sword is the key to Paradise, which can be opened only for the Holy Warriors! There are hundreds of other [Qur'anic] psalms and Hadiths [sayings of the Prophet] urging Muslims to value war and to fight. Does all this mean that Islam is a religion that prevents men from waging war? I spit upon those foolish souls who make such a claim.[7]
  • L'Islam: tramite la conversione all'Islam, il corpo, la saliva, le secrezioni nasali e il sudore di un uomo o una donna non musulmani diventano automaticamente puri. Quanto ai loro abiti, se sono stati in contatto con il sudore del loro corpo prima dell'avvenuta conversione, restano impuri.[1]
  • L'orifizio urinario può essere pulito solo con acqua, ed è sufficiente lavarlo una volta sola dopo l'urinazione. Ma coloro la cui urina fuoriesce attraverso qualche altro orifizio farebbero meglio a lavare quell'orifizio almeno due volte. Questo vale anche per le donne. Non è necessario nettarsi lo sfintere con tre pietre o con tre pezzi di stoffa: una singola pietra o un singolo pezzo di stoffa sono sufficienti. Ma se uno si pulisce con un osso, o con qualunque oggetto sacro —per esempio un pezzo di carta che reca il nome di Allah — non può dire le sue preghiere finché è in questo stato.[1]
  • L'uomo, per sua natura, anela a ogni perfezione in modo assoluto. (da una lettera inviata a Michail Gorbačëv nel gennaio 1989[3])
  • La carne di cavallo, mulo, o scimmia non è raccomandata. È assolutamente proibita se l'animale è stato sodomizzato vivo da un uomo. In quel caso, l'animale deve essere condotto fuori città e venduto.[1]
  • La difficoltà principale del Suo Paese non è costituita dal problema della proprietà, dell'economia e della libertà. Il vostro problema è l'assenza di una vera credenza in Dio, lo stesso problema che ha trascinato o trascinerà l'Occidente in un vicolo cieco, nel nulla. Il vostro problema principale è la lunga lotta contro Dio, contro la Fonte dell'esistenza e della creazione. (da una lettera inviata a Michail Gorbačëv nel gennaio 1989[3])
  • La fede e la giustizia islamica esigono che all'interno del mondo musulmano non si consenta la sopravvivenza di governi anti-islamici. L'instaurazione di un potere laico pubblico equivale all'opposizione attiva al progresso dell'ordine islamico. Qualsiasi potere non religioso, in qualsiasi veste e forma, è necessariamente un potere ateistico, lo strumento di Satana; rientra nei nostri doveri intralciarlo e combatterne gli effetti.
    Per conseguire questo fine, l'unico mezzo che abbiamo è il rovesciamento di tutti i governi che non si fondano sui puri princìpi islamici, e che sono perciò sistemi amministrativi traditori, marci,iniqui e tirannici che ledono tali princìpi.[1]
  • La giustizia islamica si basa sulla semplicità e sulla facilità. Appiana tutti le rimostranze penali e civili nella maniera più conveniente,elementare e spedita possibile. Tutto ciò che richiede è che un giudice islamico, munito di calamo, inchiostro e due o tre esecutori, si rechi al villaggio, giunga al suo verdetto su qualsiasi tipo di caso, e che lo renda immediatamente esecutivo. Guardate all'attuale costo, in termini di tempo e denaro, nella società occidentale, con tutte quelle procedure giuridiche che permeano ogni processo in nome di principi alieni all'Islam![1]
  • [Sulla guerra Iran-Iraq] La nostra non è una guerra contro le superpotenze dell'Est o dell'Ovest, la nostra non è solo una guerra della nostra ideologia contro tutte le tirannidi. È la guerra dell'Islam contro le disuguaglianze del mondo, contro l'arroganza internazionale.[8]
  • La persona che governa la comunità islamica deve sempre avere a cuore i suoi interessi e non i propri. Per questo l'Islam ha condannato a morte così tante persone: per salvaguardare gli interessi della comunità islamica. L'Islam ha annientato molte tribù poiché erano fonte di corruzione e deleterie per il benessere dei musulmani.[1]
  • La radio e la televisione sono permesse se vengono impiegate per la diffusione di notizie o sermoni, per la divulgazione di buon materiale educativo, per pubblicizzare i prodotti e le curiosità del pianeta; ma dovranno proibire il canto, la musica, le leggi anti-islamiche, l'elogio dei tiranni, parole mendaci, e trasmissioni che disseminino il dubbio e incrinino la virtù.[1]
  • La rivoluzione sarà viva fino a che vivrà Rafsanjani.[9]
  • Le chiedo di compiere un serio e approfondito studio dell'Islam, e questo, non perché l'Islam e i musulmani abbiano bisogno di Lei, ma per i valori superiori e universali di questa religione. Tali valori possono essere strumento di liberazione e di benessere di tutti i popoli, possono aiutare a sciogliere i nodi e le difficoltà fondamentali dell'umanità. Una seria riflessione sull'Islam potrebbe liberarLa per sempre dal problema dell'Afghanistan e da difficoltà di questo genere esistenti nel mondo. Noi consideriamo i musulmani di tutta la terra alla stessa stregua dei musulmani del nostro Paese e ci consideriamo partecipi del loro destino. (da una lettera inviata a Michail Gorbačëv nel gennaio 1989[3])
  • Le donne del lignaggio del Profeta dell'Islam entrano in menopausa a sessant'anni; le altre, una volta superati i cinquanta.[1]
  • Le immense difficoltà che avete affrontato ci hanno portato ad un passo dalla vittoria. Avete cacciato lo scià, che ha rovinato il paese e venduto l'esercito allo straniero. La nostra vittoria finale sarà assicurata il giorno in cui avremo spezzato tutte le dominazioni straniere che cercano di salvare la monarchia: costoro devono sapere che il passato non può tornare e che i loro tentativi saranno vani.[10]
  • Lo scià ha distrutto la cultura, l' economia e l' agricoltura. Noi demoliremo il sistema da lui messo in piedi.[10]
  • Nei tempi in cui l'Occidente era talmente primitivo da non essersi lasciato dietro neanche un registro storico, quando i suoi abitanti erano ancora dei selvaggi, e quando l'America era ancora una terra di pellerossa semiselvaggi, le genti degli imperi persiano e romano erano costrette a vivere sotto il despotismo, l'oligarchia, il favoritismo, e governi totalitari, senza la minima partecipazione o diritto alla partecipazione nel proprio governo. Fu allora che Allah, attraverso il Suo Profeta, ci consegnò quelle leggi la cui portata ha meravigliato l'Umanità.[1]
  • Nel defecare o urinare, ci si deve accovacciare in maniera tale da non rivolgersi verso La Mecca né darle le spalle. Non è sufficiente voltare altrove i propri genitali mentre si è rivolti o si danno le spalle a La Mecca; inoltre le proprie parti intime non devono mai essere esposte né quando si è rivolti verso La Mecca né quando le si danno le spalle.[1]
  • Ogni parte del corpo di un non Musulmano è impura, anche i peli della sua mano, i capelli, le unghie, e tutte le secrezioni del corpo. Ogni uomo o donna che neghi l'esistenza di Allah, o creda in Suoi compagni [la Trinità Cristiana], o che non creda nel Suo Profeta Maometto, è impuro (allo stesso modo in cui lo sono gli escrementi, l'urina, il cane e il vino). È altrettanto impuro chiunque dubiti di uno qualsiasi di questi principi.[1]
  • Ovviamente è possibile che, a causa dei metodi sbagliati e dell'operato dei precedenti uomini di governo comunisti in campo economico, si affacci l'immagine del verde giardino del mondo occidentale. La verità è tuttavia altrove. Se in questa circostanza si limiterà a un mero sciogliere i nodi gordiani dell'economia comunista e socialista ricorrendo alle regole del capitalismo occidentale, non solo non curerà i mali della Sua società, ma sarà altresì necessario che altri venga a porre rimedio ai Suoi errori. Oggi infatti, se per quanto riguarda i metodi economici e sociali il marxismo è giunto a un vicolo cieco, anche il mondo occidentale si trova in difficoltà di fronte a questi stessi problemi, sebbene in forme diverse, oltre a dover fronteggiare altre difficoltà. (da una lettera inviata a Michail Gorbačëv nel gennaio 1989[3])
  • Qualsiasi commercio in oggetti d'intrattenimento, come gli strumenti musicali, per quanto piccolo possa essere, è assolutamente illegale.[1]
  • Questi sono sei principi da osservare bevendo acqua: (1) risucchiarla dabbasso piuttosto che ingoiarla dall'alto; (2) bere eretti invocando i nome di Allah prima e dopo aver bevuto; (3) bere in tre passaggi; (4) bere di propria iniziativa; (5) ricordare il martirio di Hazrath Abu Abdullah e la sua famiglia e (6) maledire i loro assassini dopo aver bevuto.[1]
  • Se Gesù Cristo fosse vivo oggi, Egli incriminerebbe Carter.
if Jesus Christ were alive today, he would impeach Carter.[11]
  • Se le leggi punitive dell'Islam fossero applicate anche solo per un anno, tutte le devastanti ingiustizie e immoralità verrebbero estirpate. I misfatti vanno puniti con la legge del taglione: tagliare la mano a ladri; uccidere gli assassini anziché incarcerarli; lapidare a morte gli adulteri. Le vostre preoccupazioni — i vostri scrupoli«umanitari» — sono più infantili che ragionevoli. Secondo i termini della Legge Coranica, è idoneo a dispensare giustizia in ogni tipo di caso qualsiasi giudice che soddisfi i sette requisiti: (1) che abbia raggiunto la pubertà; (2) che sia un credente; (3) che conosca perfettamente le leggi coraniche; (4) che sia giusto; (5) che non sia affetto da amnesia; (6) che non sia bastardo; (7) che non sia femmina. Egli potrà giudicare e disporre finanche venti processi in una giornata, laddove la giustizia occidentale ci impiegherebbe anni.[1]
  • Se uno commette un atto di sodomia con una vacca, una pecora, o un cammello, la loro urina e i loro escrementi diventano impuri, e anche il loro latte non può più essere consumato. L'animale deve essere ucciso al più presto e bruciato, e colui che l'ha sodomizzato dovrà risarcirne il prezzo al proprietario.[1]
  • Si deve evitare di dare il Corano ad un infedele; e nel caso ne avesse un esemplare in mano, è raccomandato toglierglielo con la forza. Se un a pagina del Corano, o un pezzo di carta su cui è scritto il nome di Allah, del Profeta o di uno degli Imam, dovesse cadere in un gabinetto, è assolutamente indispensabile toglierlo da lì, anche se ciò dovesse risultare gravoso. Nel caso sia impossibile, quel gabinetto non dovrà più essere usato finché non si è sicuri che la carta si è decomposta.[1]
  • Sono impuri l'urina e le feci di un uomo e di qualsiasi animale il cui sangue schizza quando viene aperta una vena o un'arteria del suo corpo. Sono invece puri gli escrementi delle mosche o le perdite delle zanzare, così come quelli di tutti gli insetti altrettanto piccoli ed il cui sangue non zampilla.[1]
  • Un governo islamico non può essere totalitario o despotico, bensì costituzionale e democratico. In questa democrazia, pertanto, le leggi non dipendono dalla volontà del popolo ma solo dal Corano e la Sunnah insegnamenti, tradizioni, usi e i costumi] del Profeta. La Costituzione, il Codice Civile e quello Penale devono ispirarsi soltanto alle leggi islamiche contenute nel Corano e trasmesse dal Profeta. Il governo islamico è il governo del diritto divino, e le sue leggi non possono essere barattate, mutate, né contestate.[1]
  • Una donna che non abbia ancora compiuto i nove anni di età, o una donna in menopausa, potranno risposarsi immediatamente dopo il divorzio senza dover attendere i cento giorni come sarebbe, di norma, richiesto.[1]
  • Voi giovani della nuova generazione, cercate di pensare con maggior chiarezza. Smettetela di rivolgervi alla scienza e alle sue leggi che hanno indotto così tanti tra voi a trascurare le vostre responsabilità primarie! Venite in aiuto all'Islam! Salvate i musulmani![1]

Citazioni tratte dalle interviste[modifica]

  • L'Iran non è nelle mie mani. L'Iran è nelle mani del popolo. Perché è stato il popolo a consegnare il paese al suo servitore, a colui che vuole il suo bene.[12]
  • [...] chiamarmi dittatore è ingiusto e disumano. Dall'altra invece non me ne importa nulla perché so che certe cattiverie rientrano nel comportamento umano e vengono dai nemici. Con la strada che abbiamo intrapreso, una strada che va contro gli interessi delle superpotenze, è normale che i servi dello straniero mi pungano col loro veleno e mi lancino addosso ogni sorta di calunnie. No, non m'illudo che i paesi abituati a saccheggiarci e divorarci si mettano zitti e tranquilli. Oh, i mercenari dello scià dicono tante cose: anche che Khomeini ha ordinato di tagliare i seni alle donne. Dica, a lei risulta che Khomeini abbia commesso una simile mostruosità, che abbia tagliato i seni alla donne?[12]
  • L'Islam è giustizia, nell'Islam la dittatura è il più grande dei peccati, quindi fascismo e islamismo sono due contraddizioni inconciliabili.[12]
  • [...] quel fascismo si verifica da voi in Occidente, non tra i popoli di cultura islamica. Le nostre masse sono masse mussulmane, educate dal clero e cioè da uomini che predicano la spiritualità e la bontà, quindi quel fascismo sarebbe possibile soltanto se tornasse lo scià oppure se venisse il comunismo. Gridare il mio nome non significa esser fascisti, significa amare la libertà.[12]
  • La libertà di pensare e di esprimersi non significa libertà di congiurare e corrompere. Per più di cinque mesi io ho tollerato coloro che non la pensano come noi, ed essi sono stati liberi di fare ciò che volevano, ciò che gli concedevo. Attraverso il signor Bani Sadr qui presente ho perfino invitato i comunisti a dialogare con noi. E in risposta essi hanno bruciato i raccolti di grano, hanno dato fuoco alle urne elettorali, hanno reagito con armi e fucili, riesumato il problema dei curdi. Così quando abbiamo capito che approfittavano della nostra tolleranza per sabotarci, quando abbiamo scoperto che erano nostalgici dello scià, ispirati dall'ex regime nonché dalle forze straniere che mirano alla nostra distruzione, li abbiamo messi a tacere.[12]
  • Il popolo s'è battuto per l'Islam. E l'Islam significa tutto, anche ciò che nel suo mondo viene chiamato libertà e democrazia. Sì, l'Islam contiene tutto, l'Islam ingloba tutto, l'Islam è tutto.[12]
  • Se vogliamo l'Islam, che bisogno c'è di aggiungere che vogliamo la democrazia? Sarebbe come dire che vogliamo l'Islam e che bisogna credere in Dio.[12]
  • Poiché il popolo ama il clero, ha fiducia nel clero, vuol essere guidato dal clero, è giusto che la massima autorità religiosa sovrintenda l'operato del primo ministro e del futuro presidente della Repubblica. Se io non esercitassi tale sovrintendenza, essi potrebbero sbagliare o andare contro la legge cioè contro il Corano. Io oppure un gruppo rappresentativo del clero, ad esempio cinque saggi capaci di amministrare la giustizia secondo l'Islam.[12]
  • Evidentemente voi occidentali ignorate chi erano coloro che sono stati fucilati. O fingete di ignorarlo. Si trattava di persone che avevano partecipato ai massacri, oppure di persone che avevano ordinato i massacri. Gente che aveva bruciato le case, torturato i prigionieri segandogli le braccia e le gambe, friggendoli vivi su griglie di ferro. Avremmo dovuto forse perdonarli, lasciarli andare? Quanto al permesso di rispondere alle accuse e difendersi, glielo abbiamo concesso: potevano replicare ciò che volevano. Una volta accertata la loro colpevolezza, però, che bisogno c'era dell'avvocato e dell'appello? Scriva il contrario, se vuole: la penna ce l'ha in mano lei. Si ponga le domande che desidera: il mio popolo non se le pone. E aggiungo: se non avessimo ordinato quelle fucilazioni, la vendetta popolare si sarebbe scatenata senza controllo. E i morti, anziché cinquecento, sarebbero stati migliaia.[12]
  • Se un dito va in cancrena, che cosa si deve fare? Lasciare che vada in cancrena tutta la mano e poi tutto il corpo, oppure tagliare il dito? Le cose che portano corruzione a un popolo devono essere sradicate come erbe cattive che infestano un campo di grano. Lo so, vi sono società che permettono alle donne di regalarsi in godimento a uomini che non sono loro mariti, e agli uomini di regalarsi in godimento ad altri uomini. Ma la società che noi vogliamo costruire non lo permette. Nell'Islam noi vogliamo condurre una politica che purifichi. E affinché questo avvenga bisogna punire coloro che portano il male corrompendo la nostra gioventù. Che a voi occidentali piaccia o non piaccia, non possiamo permettere che i cattivi diffondano la loro cattiveria. Del resto voi occidentali non fate lo stesso? Quando un ladro ruba, non lo mettete in prigione? In molti Paesi, non giustiziate forse gli assassini? Non lo fate perché, se restano liberi e vivi, infettano gli altri e allargan la macchia della malvagità? Sì, i malvagi vanno eliminati: estirpati come le erbacce.[12]
  • Quei curdi non sono il popolo curdo. Sono sovversivi che agiscono contro il popolo come quello che ieri ha ammazzato tredici soldati. Io quando li catturano e li fucilano ne provo un gran piacere.[12]
  • [Su Mohammad Reza Pahlavi.] Io non voglio che sia giustiziato all'estero. Io voglio che sia catturato e riportato in Iran e processato in pubblico per cinquant'anni di reati contro il popolo, inclusi i reati di tradimento e di furto. Furto di capitali. Se muore all'estero, quel denaro va perduto. Se lo processiamo qui, ce lo riprendiamo. No, no: io lo voglio qui. Qui! Lo voglio tanto che prego per la sua salute come l'ayatollah Modarres pregava per la salute dell'altro Pahlavi, il padre di questo Pahlavi che era fuggito anche lui portandosi dietro un mucchio di soldi. So che è malato. Me ne dispiace perché potrebbe morire di malattia. Guai se morisse di malattia e mentre sta all'estero.[12]
  • Appartenere alla famiglia dello scià non è un crimine. Non mi risulta ad esempio che il figlio Reza si sia macchiato di colpe verso il popolo, quindi non ho nulla contro di lui. Può rientrare in Persia quando vuole e viverci come un normale cittadino. Che venga.[12]
  • Ashraf è la gemellaccia dello scià, ladra e traditrice come lui. Per i crimini che ha commesso dev'essere processata e condannata come lui.[12]
  • I nostri costumi non riguardano voi occidentali. Se la veste islamica non le piace, non è obbligata a portarla. Il chador è per le donne giovani e perbene.[12]

Attribuite[modifica]

  • Un uomo può avere piacere sessuale con una ragazza giovane quanto una bambina. Tuttavia non deve penetrarla. Se egli la penetra e la ragazza è violata, allora egli diventa responsabile del suo mantenimento per tutta la vita. Questa ragazza, però, non conterebbe come una delle sue quattro mogli legittime. L'uomo non ha il diritto di sposare la sorella della ragazza.
A man can have sexual pleasure from a child as young as a baby. However, he should not penetrate. If he penetrates and the child is harmed then he should be responsible for her subsistence all her life. This girl, however would not count as one of his four permanent wives. The man will not be eligible to marry the girl's sister. (da Tahrirolvasyleh, quarta edizione, Darol Elm, Qom[13])
La verifica della citazione in lingua originale è difficile dal momento che il testo è scritto in persiano. C'è scetticismo fra gli scrittori occidentali, che vorrebbero aver modo di visionare l'intero materiale tradotto. In ogni caso, nessun studioso islamico ha mai espresso un commento al riguardo.

Citazioni su Ruhollah Khomeyni[modifica]

Khomeyni intervistato da Oriana Fallaci
  • Chi ha aperto la strada a questo Islam violento è stato l'ayatollah Khomeini, che al suo arrivo a Teheran all'inizio della rivoluzione iraniana dichiarò: “L'Islam o è politica o non esiste”. In seguito Oussama ben Laden e la sua organizzazione Al Qaeda misero in pratica questa idea. Bisogna anche dire che nel 1979 c'è stata anche l'invasione sovietica dell'Afghanistan che, durante i dieci anni che è durata, ha spinto l'Arabia Saudita e altri Paesi musulmani ad inviare militanti armati in Afghanistan per lottare contro il comunismo e l'ateismo. Nascono così i gruppi Talebani che tanta infelicità hanno portato nella regione. (Tahar Ben Jelloun)
  • Credo che il mondo intero sia d'accordo sul fatto che Khomeini non ha sviluppato l'Iran, ma che noi abbiamo sviluppato l'Iraq in modo nuovo. (Saddam Hussein)
  • Il suo nome è sulla bocca di tutti, ossessivamente, sia che venga pronunciato con amore sia che venga sibilato con odio: è ormai ciò che in Vietnam era il nome di Ho Ci-min, in Cina il nome di Mao Tse-tung, e nei comizi scatena un tale fanatismo che ieri il primo ministro Bazargan ha perso le staffe. «Se dico Maometto applaudite una volta, se dico Khomeini applaudite tre volte. Al posto del profeta io me ne offenderei.» Non dimentichiamo che a decine di migliaia son morti per ubbidirgli, viene il vomito a guardare il cimitero in cui li hanno sepolti, magari in fosse comuni, e in sostanza non è cambiato nulla dai giorni in cui con quel nome sulle labbra si gettavano inermi contro i carri armati per esser falciati dalle mitragliatrici. Se lui lo esigesse, rifarebbero altrettanto. (Oriana Fallaci)
  • La morte di Khomeini ha inesorabilmente avviato la scomparsa di un sistema di valori, di potere e di governo che era una diretta emanazione della sua interpretazione non ortodossa della teologia sciita, rifletteva le sue ambizioni politiche e sfruttava il suo carisma. Il sistema del velayat-e faqih ha infatti rappresentato una rottura con l'ortodossia teologica e politica sciita che predica la taqiya, la dissimulazione dei propri sentimenti, un atteggiamento di quietismo politico. Ai credenti si chiede di simulare un'obbedienza al sovrano, nell'attesa che finisca l'occultamento del dodicesimo imam Mohammad al Mahdi, che gli sciiti ritengono scomparso dal mondo nell'anno 874 e che con la sua ricomparsa ripristinerà la giustizia. Questa eresia si è concretizzata nell'attribuzione a Khomeini che nella gerarchia religiosa sciita aveva il rango di ayatollah ozma del titolo di imam, che gli sciiti riservano al vicario del profeta Maometto. Nessuno ha oggi in Iran l'autorità e il carisma per farsi venerare e obbedire ciecamente così come è stato con Khomeini. (Magdi Allam)
  • La rivoluzione di Khomeini è l'unica vera rivoluzione. Una società sacrale, guidata da un illuminato dalla verità, non da un illuminista. (Franco Freda)
  • Senza Khomeini non ci sarebbe stato Bin Laden. Non ci sarebbe stato l'Undici Settembre ed oggi non ci sarebbe l'Eurabia. Ma l'eredità di Khomeini l'ha raccolta Bin Laden. (Oriana Fallaci)

Arash Hejazi[modifica]

  • Khomeini era diventato il leader ufficiale del movimento contro lo scià e la gente credeva sul serio che l'islam fosse la loro unica speranza di salvezza.
  • Mi resi conto che Khomeini era sempre stato lì per me, nei miei pensieri. Le sue azioni, le sue decisioni, la sua vanità, la sua crudeltà mi avevano spezzato il cuore, eppure può un bambino odiare Babbo Natale perché cessa di esistere quando cresce?
  • Se Khomeini intendeva davvero nominare Khamenei quale proprio successore, perché non l'aveva annunciato ufficialmente, limitandosi a dirlo solo a Rafsanjani?

Ryszard Kapuściński[modifica]

  • Khomeini conduce una vita ascetica: si nutre di riso, yogurt e frutta, abitando in una sola stanza spoglia e senza mobili, eccetto un giaciglio sul pavimento e una pila di libri.
  • Khomeini, per molti versi, era un individuo fuori della norma, una personalità fortissima, dotata di grande magnetismo, di vero carisma, e le masse iraniane lo seguivano con fede cieca.
  • Parla senza gesticolare, le mani poggiate sui braccioli della poltrona. Siede rigido, senza un movimento della testa o del corpo; di tanto in tanto aggrotta l'alta fronte e solleva le sopracciglia ma, a parte questo, non un muscolo vibra nel volto deciso e inflessibile di quest'uomo profondamente ostinato, dalla volontà ferma e irriducibile, immune da ripensamenti e forse anche da dubbi. Una faccia immutabile, scolpita una volta per tutte, che non tradisce emozioni né umori, che nulla esprime se non una continua attenzione e un'intensa concentrazione interiore. Solo gli occhi sono costantemente in movimento: il loro sguardo vivo e penetrante percorre il mare delle teste ricciute, misura la profondità della piazza e la distanza dei suoi margini, ispeziona meticolosamente lo spazio, quasi alla ricerca di una persona precisa. Parla con voce piatta e monotona, dal ritmo lento e regolare: una voce potente ma priva di note alte, aliena da ogni brillantezza e splendore.
  • Perseguitato dal despota, espulso dal paese, era diventato l'idolo e l'anima stessa del popolo. Distruggere il mito di Khomeini significava distruggere qualcosa di sacro, annientare le speranze degli umiliati e degli offesi.

Reza Ciro Pahlavi[modifica]

  • Dal primo giorno del suo potere, Khomeini ha ripetuto che l'Iran per lui non voleva dire nulla, non gli interessava. Come poteva amarla? Per Khomeini l'Iran era la piattaforma di lancio di una crociata per trasformare il mondo. Se avesse amato l'Iran, non avremmo avuto una lunga guerra, né, per fare un esempio recente, la polemica sul libro di Rushdie. Sto leggendo I versi satanici: certo mi offende, perché sono un musulmano, ma ciò non vuol dire che l'autore vada condannato a morte. Khomeini diceva che chiunque si convertiva all'Islam, e poi cambiava religione, andava ucciso. Il Profeta non l'ha mai detto, ma Khomeini diceva che le opere del Profeta sono incomplete e stava a lui completarle. Khomeini era l'opposto della santità, era blasfemo. Per me, era lui l'Anticristo.
  • Finché c'è stata la guerra era impossibile pensare alla lotta alla dittatura di Khomeini, l'unica priorità era la difesa nazionale: anche per questo l'ayatollah ha prolungato il conflitto il più possibile. Ora, senza la guerra e senza Khomeini, potrà venire alla luce il vasto scontento che esiste in ogni settore sociale, anche nel clero, mi creda.
  • Lo ho odiato per quel che ha fatto all'Iran, per la sua opposizione di principio ad ogni diritto umano, per come ha indebolito il paese allo scopo di esportare la rivoluzione e il terrorismo nel mondo.
  • Nel 1979 Khomeini fondò una teocrazia moderna di tipo sciita. Il suo regime costantemente minacciò i vicini provando a esportare la sua ideologia. Il campo sunnita non è rimasto in silenzio. Ora vediamo la rappresaglia, stavolta sotto l'insegna dell'ideologia radicale sunnita.

Amir Taheri[modifica]

  • Come si poteva pensare che Khomeini ignorasse così grossolanamente i veri problemi economici e politici del paese per appellarsi in maniera così esplicita ai più bassi sentimenti di fanatismo diffusi tra le masse analfabete? Noi tutti eravamo convinti che l'imam, anche se a suo modo, fosse pur sempre un intellettuale, e che non avrebbe mai osato sfidare l'intellighenzia adottando una linea così deliberatamente oscurantista.
  • Khomeyni era uno dei circa duecento ayatollah e non fu mai considerato dagli altri come "supremo" in nulla. La sua limitata conoscenza della teologia e della storia e la sua incapacità di padroneggiare il persiano e l'arabo ad un livello alto significava che non avrebbe raggiunto il vertice in seno alla gerarchia del clero sciita. Khomeyni era un politico e doveva la sua posizione nel panorama iraniano al successo del suo movimento politico contro vari rivali e avversari.
  • Lo scià aveva preteso d'insegnare come si deve vivere alla «piccola gente» ed aveva fallito; Khomeini si propose d'insegnare loro come si deve morire ed ottenne un immediato successo.
  • Sta di fatto che, agli occhi di Khomeini, qualsiasi attaccamento ad una città, ad un paese o a qualunque entità geografica, è da considerarsi del tutto peccaminoso e tale da rendere meritevole della più profonda Geena colui che lo sente. Solo Allah è degno d'essere amato, nessun altro e nient'altro, nella maniera più assoluta.

Note[modifica]

  1. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al Da I quaderni dell'ayatollah: selezione delle fatawah e dei detti di Ayatollah Mosavi Khomeini, traduzione italiana a cura della KU.FR Incorporation, 2011
  2. a b c d Citato in The best of imam Khomeini, Il foglio.it, 25 giugno 2009.
  3. a b c d e f Riportata in La lettera di Khomeini a Gorbaciov, Diruz.it, 3 luglio 2012.
  4. Citato in Khomeini spiega perché ha ceduto. 'Per me è stato come bere veleno, la Repubblica, 21 luglio 1988.
  5. Citato in Ulla Berkéwicz, Forse stiamo diventando pazzi, traduzione di Mara Cristina, Casagrande, 2004, p. 40. ISBN 8877133937
  6. Cfr. (EN) Amir Taheri, Holy terror: the inside story of Islamic terrorism, Hutchinson, 1987. ISBN 0091659701; citato in Roger Scruton, L'Occidente e gli altri. La globalizzazione e la minaccia terroristica, Vita e Pensiero, 2004, p. 93. ISBN 8834310918
  7. (EN) Citato in Amir Taheri, Holy Terror: Inside the World of Islamic Terrorism, 1987, pp. 241-3.
  8. Citato in I funerali di Teheran. "Colpire al cuori gli Usa", la Repubblica, 8 luglio 1988.
  9. Citato in Le lacrime di Rohani per la morte del suo demiurgo-Rafsanjani, Ilfoglio.it, 10 gennaio 2017.
  10. a b Discorso pronunciato il 1º febbraio 1979; citato in Khomeini, dieci anni di teocrazia, la Repubblica, 1º febbraio 1989.
  11. (EN) Risposta di Ruhollah Khomeyni ad un appello di Papa Giovanni Paolo II dell'11 novembre 1979, per il rilascio degli ostaggi americani trattenuti nell'ambasciata americana di Teheran; citato in Papa plea rejected, the Church in the world, The Tablet, 17 novembre 1979, p. 24.
  12. a b c d e f g h i j k l m n o Citato in Oriana Fallaci, L'urlo di Khomeini: «L'Islam è tutto, la democrazia no», Corriere della Sera, 26 settembre 1979.
  13. (EN) Citato in Jim McCrudden, Islam FAQ, 2008, p. 106.

Bibliografia[modifica]

  • (EN) Ruhollah Khomeyni, Islamic Government, traduzione di Hamid Algar, The Institute for Compilation and Publication of Imam Khomeini's Works.

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]