Rivoluzione iraniana

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Dimostranti con foto di Ruhollah Khomeyni

Citazioni sulla rivoluzione iraniana.

  • Come lo confermano le vicende dell’Iran, le masse popolari esplicano un ruolo notevole, determinante nell’adempimento della rivoluzione. In questo paese esse si sono messe alla testa della lotta e hanno rovesciato la monarchia feudale dei Pahlavi, assestando così duri colpi all’imperialismo. Tuttavia non possiamo affermare che il cieco fanatismo medievale degli ayatollah abbia assicurato la vittoria alle masse sia di aiuto a queste per portare avanti la loro lotta. (Enver Hoxha)
  • -Dopo l'instaurazione del nostro governo, non abbiamo più prigonieri politici.
    - Professoressa?
    - Abbiamo pagata cara la nostra libertà, ma l'abbiamo ottenuta.
    - Professoressa!
    - Cosa c'è, Satrapi?
    - Mio zio è stato in prigione sotto il regime dello scià, ma è il nuovo regime che ha ordinato la sua esecuzione. Dite che non ci sono più prigionieri politici, ma dai tremila sotto lo scià siamo passati a trecentomila con voi. Come osa mentirci in questo modo! (Persepolis)
  • Sai cosa fanno alle ragazze quando le arrestano? Sai cos'è successo a Niloufar? Sai che l'hanno fatto? Tu sai che per legge non si può uccidere una vergine. La sposano con un guardiano della rivoluzione, e lui la violenta prima di giustiziarla. Capisci che cosa vuol dire! Lo capisci! (Persepolis)

Mohammad Reza Pahlavi[modifica]

Studenti dell'Università di Teheran abbattono una statua dello scià
  • Alcuni interlocutori mi dicono oggi che avrei dovuto applicare la legge marziale in tutto il suo rigore. Sarebbe certamente stato possibile ristabilire l'ordine usando i mezzi di cui disponevo, ma a quale prezzo?
    Mi si dice anche che ciò sarebbe costato meno caro al mio Paese di quanto non costi l'anarchia sanguinaria che vi si è instaurata. Posso rispondere che è facile atteggiarsi a profeti a posteriori e che un sovrano non può salvare il proprio trono facendo scorrere il sangue dei suoi compatrioti. Può farlo un dittatore, perché agisce in nome di una ideologia che ritiene di dover far trionfare a qualunque prezzo. Ma un sovrano non è un dittatore; tra lui e il suo popolo esiste un'alleanza che egli non può rompere. Un dittatore non ha nulla da trasmettere; lui, e lui soltanto, rappresenta il potere. Un sovrano riceve una corona e deve trasmetterla.
  • Durante il mio regno, i rappresentanti della Croce Rossa poterono visitare tutti gli istituti di pena del Paese: è un fatto. I nostri penitenziari erano aperti a qualsiasi investigatore qualificato, e l'avvocato di qualsiasi detenuto poteva prendere conoscenza del fascicolo di accusa e aveva il tempo di preparare la difesa, di citare i testimoni necessari. Il condannato, infine, poteva appellarsi e ricorrere in cassazione, dopodiché usavo spesso del diritto di grazia. Ora non è più così; i cosiddetti «tribunali islamici» rappresentano un insulto agli elevati principi del Corano.
  • I «tribunali islamici» sono caratterizzati da un disprezzo totale dei più elementari diritti alla difesa. Secondo i «giudici» religiosi, gli accusati sono dei criminali evidenti per il solo fatto che hanno partecipato alla vita politica, sociale ed economica dell'Iran durante il nostro regno. Quanto ai «corrotti», che protestano la loro innocenza osservando anche i mollah hanno vissuto assai bene durante tutto quel periodo, aggravano la propria posizione. Inutile, dunque, ascoltare dei testimoni o delle arringhe.
  • Non posso fare a meno di interrogarmi anche sui sentimenti che devono provare coloro che oggi sono gli apparenti padroni dell'Iran. Nonostante i loro errori e i delitti che hanno fatto commettere, sono degli uomini di fede, che si appellano a Dio. Mi auguro comprendano finalmente che la rivoluzione che essi credono di aver condotta a buon esito non è offerta alla gloria di Dio, ma è al servizio delle forze del male.
  • Sono convinto che oggi la maggioranza di religiosi deplorano le prove inflitte al nostro popolo. Non parlo solo dei martiri, ma delle famiglie disperse, terrificate, sensa risorse, dei quattro milioni di disoccupati che il caos economico ha creato in un Paese che soltanto un anno prima offriva lavoro a un milione di stranieri. Coloro che hanno scelto di servire Dio non possono, senza una profonda tristezza, vedere schernire i più sacri principi della nostra religione.
  • Un fanatismo cieco ha instaurato nel Paese il regno del terrore, della follia e della stupidità.
    Ma ciò che è molto più difficile da comprendere è che gli stessi mass media che avevano visto nel nostro Paese troppi poliziotti, troppi prigionieri, dei morti inesistenti e cento volte moltiplicati nelle strade delle nostre città, all'improvviso non hanno più visto nulla, oppure hanno assistito senza indagarsi a un'ecatombe che ha fatto centinaia di vittime. Ancora più incomprensibile è il fatto che le associazioni di giuristi internazionali che ci avevano dato dei buoni consigli per «umanizzare» la nostra giustizia, abbiano taciuto all'avvento di inquisizione selvaggia.

Ruhollah Khomeyni[modifica]

  • Evidentemente voi occidentali ignorate chi erano coloro che sono stati fucilati. O fingete di ignorarlo. Si trattava di persone che avevano partecipato ai massacri, oppure di persone che avevano ordinato i massacri. Gente che aveva bruciato le case, torturato i prigionieri segandogli le braccia e le gambe, friggendoli vivi su griglie di ferro. Avremmo dovuto forse perdonarli, lasciarli andare? Quanto al permesso di rispondere alle accuse e difendersi, glielo abbiamo concesso: potevano replicare ciò che volevano. Una volta accertata la loro colpevolezza, però, che bisogno c’era dell’avvocato e dell’appello? Scriva il contrario, se vuole: la penna ce l’ha in mano lei. Si ponga le domande che desidera: il mio popolo non se le pone. E aggiungo: se non avessimo ordinato quelle fucilazioni, la vendetta popolare si sarebbe scatenata senza controllo. E i morti, anziché cinquecento, sarebbero stati migliaia.
  • Il popolo s’è battuto per l’Islam. E l’Islam significa tutto, anche ciò che nel suo mondo viene chiamato libertà e democrazia. Sì, l’Islam contiene tutto, l’Islam ingloba tutto, l’Islam è tutto.
  • L’Iran non è nelle mie mani. L’Iran è nelle mani del popolo. Perché è stato il popolo a consegnare il paese al suo servitore, a colui che vuole il suo bene.
  • Le immense difficoltà che avete affrontato ci hanno portato ad un passo dalla vittoria. Avete cacciato lo scià, che ha rovinato il paese e venduto l'esercito allo straniero. La nostra vittoria finale sarà assicurata il giorno in cui avremo spezzato tutte le dominazioni straniere che cercano di salvare la monarchia: costoro devono sapere che il passato non può tornare e che i loro tentativi saranno vani.
  • Lo scià ha distrutto la cultura, l'economia e l'agricoltura. Noi demoliremo il sistema da lui messo in piedi.
  • Poiché il popolo ama il clero, ha fiducia nel clero, vuol essere guidato dal clero, è giusto che la massima autorità religiosa sovrintenda l’operato del primo ministro e del futuro presidente della Repubblica.
  • Se vogliamo l’Islam, che bisogno c’è di aggiungere che vogliamo la democrazia? Sarebbe come dire che vogliamo l’Islam e che bisogna credere in Dio.

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