Vjačeslav Michajlovič Molotov

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Vjačeslav Michajlovič Molotov

Vjačeslav Michajlovič Molotov (1890 – 1986), politico e diplomatico sovietico.

Citazioni di Vjačeslav Michajlovič Molotov[modifica]

  • Chruščёv era senza dubbio un reazionario, è riuscito a infiltrarsi nel Partito. Sicuramente non credeva in alcun genere di comunismo.[1]
  • Ho sempre ritenuto che il mio compito, in quanto ministro degli esteri, consistesse nell'ampliare quanto più possibile i confini della nostra Patria. E si può affermare che io e Stalin abbiamo eseguito piuttosto bene il nostro compito. (da Sto sorok besed c Molotovym, p. 14[2])
  • Il marxismo-leninismo è favorevole alle azioni offensive quando esse sono possibili; altrimenti bisogna aspettare. (da Sto sorok besed c Molotovym, p. 104[3])
  • La nostra causa è giusta. Il nemico sarà sconfitto. La vittoria sarà nostra.[4]
  • Se è così, come mai ci troviamo in questo rifugio e di chi sono le bombe che stanno cadendo?[5][6]
  • Stalin pensava che la prima guerra mondiale aveva strappato una nazione alla schiavitù capitalista, la seconda aveva creato il sistema socialista e la terza avrebbe annientato una volta per tutte il capitalismo. (da Sto sorok besed c Molotovym, p. 90[7])

Citazioni su Vjačeslav Michajlovič Molotov[modifica]

  • Qualche mattina sui marciapiedi dell'Arbat[8], nelle buone giornate, era possibile incontrare il vecchio pensionato Vjačeslav Molotov. Abitava in via Gronovskij e andava alla Biblioteca Lenin a consultare l'archivio. Lo vidi: era un piccolo signore riservato che portava a spasso il cane o leggeva su una panchina le notizie della Pravda o gli editoriali del Kommunist. Il suo nome di battaglia (quello vero era Skrjabin) significa «uomo martello»; Churchill lo giudicava «un perfetto robot», il compagno Vorošilov lo chiamava «culo di sasso».
    Non batté ciglio neppure quando arrestarono sua moglie Polina perché era ebrea: al momento di votare si astenne. (Enzo Biagi)

Nikita Sergeevič Chruščёv[modifica]

  • Consideravo Molotov un esperto di politica internazionale. Spesso trattava in mia presenza problemi di politica estera, dimostrando sempre competenza, logica e vigore.
  • Era, tra noi, il ballerino più disinvolto. Era cresciuto in una famiglia intellettuale e quand'era studente universitario andava a molte feste; sapeva ballare come sapevano farlo gli studenti. Amava la musica e sapeva perfino suonare il violino. Nell'insieme possedeva il senso della musica. Io non me ne intendevo molto, ed in realtà non sono un buon giudice, ma ai miei occhi Molotov era un ballerino di prima classe.
  • Molotov fu il braccio destro di Stalin nella lotta contro le opposizioni e fu chiamato dai suoi avversari «il randello di Stalin». Stalin usava Molotov per estromettere ogni membro del Politburo che gli si opponesse.

Note[modifica]

  1. Félix Tchouchev, Cent quarante conversations avec Molotov, Ed. Terra, Mosca, 1991. Citato in Ludo Martens, Stalin. Un altro punto di vista, Verona, Zambon, 2017, pp. 373.
  2. Citato in Elena Agassi-Rossi e Viktor Zaslavsky, Togliatti e Stalin, p. 29.
  3. Citato in Elena Agassi-Rossi e Viktor Zaslavsky, Togliatti e Stalin, p. 30.
  4. Citato in Oleg Chlevnjuk, Stalin: Biografia di un dittatore, Mondadori.
  5. Domanda rivolta il 13 novembre 1940 a Ribbentrop, che sosteneva che l'Inghilterra fosse ormai finita, mentre i due discutevano sulla stipula di un accordo supplementare al patto Molotov-Ribbentrop all'interno di un rifugio antiaereo del Ministero degli Esteri tedesco sulla Wilhelmstrasse a Berlino e mentre bombardieri inglesi attaccavano la città.
  6. Citato in Wiliam L. Shirer, Storia del Terzo Reich, Einaudi, Torino, 1963, p. 876
  7. Citato in Elena Agassi-Rossi e Viktor Zaslavsky, Togliatti e Stalin, p. 28.
  8. Quartiere centrale di Mosca.

Bibliografia[modifica]

  • F. Chuev, Sto sorok besed c Molotovym (Centoquaranta conversazioni con Molotov), Moskva, Terra, 1991.
  • Elena Agassi-Rossi e Viktor Zaslavsky, Togliatti e Stalin, Il Mulino, Bologna, 1997. ISBN 88-15-06199-1

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