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C'eravamo tanto amati, film del 1974 di Ettore Scola con Stefania Sandrelli, Vittorio Gassman, Nino Manfredi, e Stefano Satta Flores.
- Quando si rischia la vita con qualcuno ci rimani sempre attaccato come se il pericolo non fosse passato mai. (Antonio)
- Vincerà l'amicizia o l'amore? Sceglieremo di essere onesti o felici? (Gianni Perego)
- Se semo stufati di essere buoni e generosi! (Antonio)
- L'intellettuale è più su, più giù. L'intellettuale è più oltre! (Nicola Palumbo)
- Negli onesti c'è quella purezza che se gli capita l'occasione diventano più mascalzoni dei mascalzoni veri. (Romolo Catenacci)
- Pittosto che inseguire un'improbabile felicità è meglio preparare qualche piacevole ricordo per il futuro. (Nicola Palumbo)
- Credevamo di cambiare il mondo invece il mondo ha cambiato a noi. (Nicola Palumbo)
- Meglio intellettuali fracidi, che proletari imborghesiti. (Nicola Palumbo)
- La guerra finì, scoppiò il dopoguerra. (Nicola Palumbo)
- ...e i sindacati me li sbatto ar ca'. (Romolo Catenacci)
- Certo che la nostra generazione ha fatto proprio schifo. (Gianni Perego)
- E questa chi l'ha detta? Cicerone, Garibardi er sor Capanna? (Antonio)
- Ma adesso a noi, come si diceva ai bei tempi. (Romolo Catenacci)
- Nocera è Inferiore perché ha dato i natali a individui ignoranti e reazionari come voi tre! (Nicola)
- Primo avventore: Questo [Eugene] O'Neill ha orecchiato epidermicamente gli stilemi del monologo interiore dell'Ulisse joyciano.
Moglie dell'avventore: Sarà, Peppi', ma io me so' fatta 'na capa 'e suonno. [all'uscita di un teatro dove davano Strano interludio]
- Antonio: Re! Un'altra mezza porzione, abbondante mi raccomando!
il Re della Mezza Porzione: Mai una sana scarsa!
- Romolo Catenacci: Secondo te chi è la persona più sola al mondo? Il Povero?
Gianni Perego: Si!
Romolo Catenacci: E invece no! È il ricco!
- Antonio: [commenta i risultati delle elezioni dell'aprile 1948] 306 seggi [della DC], e chi se lo poteva immaginare?
Gianni: Ti devo dire una cosa.
Antonio: E che me vòi di', lo so! Abbiamo sottovalutato un sacco di fattori che hanno concorso a mettercelo nel chiccherone: [Gianni gli parla sopra, ma Antonio realizza a scoppio ritardato] i soldi americani, la paura di Stalin, i preti, le monache, le madonne piangenti, la paura dell'inferno...
Gianni: Io e Luciana ci vogliamo bene. [Dopo che Antonio ha smesso di parlare] È questo che ti volevo dire.
Antonio: Ci vogliamo bene... in... che senso?
Gianni: Ci amiamo.
- Elide Catenacci: Lei non salisce?
Gianni: None.
- Antonio: Tu fai schifo. Hai approfittato di lei [Luciana] perché era disperata.
Nicola: E pure io ero disperato.
Antonio: Ma de che, ma dove! Tu pensi solo ai comodacci tuoi, sennò non ammollavi moglie e figlio.
Nicola: Li ho dovuti lasciare, l'ho fatto per una idea!
- Romolo Catenacci: Sto garofano qua, che s'è fatto incastrare con un miliardo di cambiali ipocrite.
Catenacci figlio: A papà, quelli so' stati gli strozzini che hanno aggirato la mia fede!
- Antonio: Io mi chiamo Antonio, tu come ti chiami?
bambino: Luigi.
Antonio: [commosso a Luciana] L'hai chiamato come lo zio di mia madre.
- Antonio: Ma come... te la passi?
Gianni: Come! come me la passo?
Antonio: [lo scambia per un posteggiatore] Gianni che stai a fa' qui... dimme de no pure se è sì... Oh... fai il guardiamacchine? [Gianni prima imbarazzato poi annuisce mentendo] No! Ma che chiavica di società!
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- È un capolavoro che racchiude in sé i segreti del nostro cinema nelle sue condizioni ottimali: universalità di tematiche, maestria di sceneggiatura e regia, straordinarie prove d'attori. E ha un grande valore storico: racconta tre generazioni d'italiani. (Giorgio Pasotti)
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