Daniel Defoe
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Daniel Defoe (1660 – 1731), scrittore britannico.
- Tutti gli uomini sarebbero dei tiranni se potessero. (da The Kentish Petition, 1712-1713)
- La paura del pericolo è [...] diecimila volte più agghiacciante del pericolo stesso: il peso dell'ansia ci pare più greve del male temuto. (da Robinson Crusoe, traduzione di Alberto Cavallari, Feltrinelli)
Indice |
[modifica] Incipit di alcune opere
[modifica] Moll Flanders
[modifica] I Traduzione
Il mio vero nome è fin troppo noto, nelle carte e nelle cronache della prigione di Newgate e al tribunale dell'Old Bailey, e vi sono ancora pendenti faccende di gravità tale, riguardo alla mia specifica condotta, da far escludere che io possa firmare quest'opera o nominare la mia famiglia. Magari dopo la mia morte se ne saprà di più. Per il momento, però, non è il caso, nemmeno se viene un'amnistia generale, nemmeno se quell'amnistia riguarda chiunque e comprende tutti i delitti possibili.
Siccome i peggiori dei miei amici, che ormai non hanno più modo di farmi danno (perché sono usciti dal mondo via scaletta e corda, come tante volte stava per toccare a me), mi conoscevano col nome di Moll Flanders, che io mi presenti con questo nome a voi può bastare, e potete consentirmelo a patto che io abbia il coraggio di confessarmi tale e quale fui, e quale sono adesso.
[Daniel Defoe, Moll Flanders, traduzione di Giuseppe Trevisani, Garzanti]
[modifica] II Traduzione
Il mio vero nome è così noto negli archivi e registri del carcere di Newgate e dell'Old Bailey, e vi sono ancora implicati, riguardo la mia personale condotta, certi fatti di tanta importanza, che non dovrete attendervi che io accompagni al racconto il mio nome o un ragguaglio della mia famiglia; può darsi che ciò si venga a sapere quando sarò morta; per il momento non sarebbe conveniente, no, nemmeno se concedessero un'amnistia generale, magari senza eccezione di persone o di reati.
[Daniel Defoe, Fortune e sfortune della famosa Moll Flanders, traduzione di Cesare Pavese, Einaudi]
[modifica] Robinson Crusoe
Sono nato nell'anno 1632, nella città di York, da una buona famiglia, ma non del paese; mio padre era uno straniero di Brema che si era stabilito in un primo tempo a Hull. Si fece una buona posizione con il commercio, poi, ritiratosi dagli affari, andò a vivere a York, città da cui aveva menato in sposa mia madre, i cui parenti si chiamavano Robinson, ed erano un'ottima famiglia del paese; dal loro nome io fui chiamato Robinson Kreutznaer; ma, per l'abitudine che si ha in Inghilterra di storpiare le parole, siamo ora chiamati, anzi ci chiamiamo e scriviamo il nostro nome, Crusoe, e così mi chiamavano sempre i miei compagni.
[Daniel Defoe, Robinson Crusoe, traduzione di Oriana Previtali, Rizzoli]
[modifica] Storia della singolare esistenza di John Sheppard
AI CITTADINI DI LONDRA E WESTMINSTER
Signori!
L'esperienza vi induce a credere fermamente nella massima immortale che non c'è modo di proteggere l'innocente se non di punire il colpevole.
I delitti sono sempre stati, e non possono non essere, frequenti in città popolose come sono le vostre: necessaria conseguenza o del bisogno o della depravazione della più bassa sfera dell'umana specie.
Al giorno d'oggi abbondano gli esempi di flagranti infrazioni alla legge; incendio di abitazioni, scasso, furti e rapine; e senza numero vengono perpretate le frodi, i reati comuni e i falsi; cosicché non soltanto i vostri beni, ma le vostre stesse persone, ne sono di frequente colpite.
[Daniel Defoe, Storia della singolare esistenza di John Sheppard, traduzione di Lia Formigari, G. C. Sansoni Editore, Firenze 1965.]
[modifica] Lady Roxana
[modifica] Incipit
Sono nata a Poitiers in Francia da dove poi i miei genitori mi portarono in Inghilterra: ciò accadeva verso il 1684, quando i Protestanti furono cacciati di Francia dalla crudeltà dei loro persecutori. Ignoravo il motivo per cui mi avevano portato là, ma fui lieta di trovarmici: presto m'innamorai di Londra, città grande e bella, perché sin dall'infanzia ho sempre desiderato la folla ed il bel mondo. Di francese conservai solo la lingua.
Mio padre e mia madre erano di condizione superiore a quella della maggior parte di coloro che venivano a quel tempo chiamati profughi.
[modifica] Citazioni
- La carità verso i poveri è un dovere, e colui che dà ai poveri presta al Signore. (p. 22)
- La carità comincia a casa propria. (p. 22)
- È male sospettare che un uomo sia cattivo perché è caritatevole, e vizioso perché è buono. (p. 26)
- Molta carità comincia col vizio. (p. 26)
- [...] non c'è dubbio, una donna deve morire piuttosto di prostituire il suo onore e la sua onestà qualunque sia la tentazione. (p. 28)
- La celia e lo sguardo possono condurre così lontano che non so cosa al mondo possa una donna maggiormente temere. (p. 39)
[modifica] Bibliografia
- Daniel Defoe, Moll Flanders, traduzione di Cesare Pavese, G. C. Sansoni Editore, Firenze 1965.
- Daniel Defoe, Storia della singolare esistenza di John Sheppard, traduzione di Lia Formigari, G. C. Sansoni Editore, Firenze 1965.
- Daniel Defoe, Lady Roxana (The Fortunate Mistress, Lady Roxana), traduzione di Alessandra Cordano, Gherardo Casini Editore, Roma 1966.
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