Giancarlo Abete

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Giancarlo Abete (1950 – vivente), imprenditore, politico e dirigente sportivo italiano.

  • [Sulla richiesta di risarcimento inoltrata dalla Juventus al Tar del Lazio nei confronti della Federcalcio in merito ai fatti di Calciopoli] È un diritto della Juve portare avanti la sua battaglia nei modi e nei tempi che preferisce, ma sarebbe stato meglio che ciò avvenisse in una giornata diversa. Ognuno ha il suo stile e la sua coerenza, la Figc ha la coscienza di operare nel rispetto dei ruoli e delle norme con grande considerazione per tutti i protagonisti di vicende che datano dal 2006 e che purtroppo dureranno diversi anni. (alla consegna del Premio Giacinto Facchetti, il bello del calcio a Michel Platini; citato in Abete irritato: "Momento inopportuno ma ognuno ha il suo stile", lastampa.it, 14 novembre 2011)
  • Rossi ha riconosciuto di aver sbagliato e fermo restando che questo episodio[1] non ci voleva, perché determina un'immagine negativa di tutto il sistema calcio, non si diventa mostri o persone da isolare perché si commette un errore. Rossi merita rispetto perché è stato sempre un professionista esemplare. Quindi bisogna avere la logica di prendere atto di un errore, di scontare una sanzione e di ripartire, così come avviene per tutti noi.[2]
  • Sulla terza stella per la Juve, la Federazione deve far rispettare le regole. (citato in Abete e terza stella Juve "Regole da rispettare", gazzetta.it, 7 maggio 2012)
  • [Su Alessandro Del Piero] Un grande nel gioco e nello stile. Il suo addio allo stadio di Torino è un fatto da incorniciare. Ha saputo coniugare la capacità professionale a quella di comunicare sempre valori positivi. (citato in Abete: «Juve: no al 30 e alla stella sulla maglia», Tuttosport, 13 maggio 2012)
Articolo: Abete: «La richiesta Juve? I danneggiati siamo noi», Corriere dello Sport, 15 novembre 2011
  • [Sulla richiesta di risarcimento inoltrata dalla Juventus al Tar del Lazio nei confronti della Federcalcio in merito ai fatti di Calciopoli] La Figc è serena perché ritiene di aver svolto i suoi compiti con attenzione. Ricordo che la Figc post-calciopoli è stata la prima a essere danneggiata e come hanno testimoniato le sentenza sportive, oltre alle sentenze penali di primo grado, le responsabilità sono di altri e non certo della Federcalcio. Penso che sia noto, e noi l'abbiamo detto prima delle pronunce di primo grado del Tribunale di Napoli, che esistono ordinamenti diversi, quello sportivo ha le sue specificità e noi, nel corso del Consiglio Federale di Vicenza, avevamo già detto che qualunque fosse stato l'esito, non ci sarebbe stato un intervento sull'ordinamento sportivo su fatti che all'epoca furono oggetto di verifica e di valutazioni degli organi di giustizia federali e del Coni. Inoltre molte società, tra le quali la Juve, non hanno dato seguito a interventi presso i tribunali amministrativi.
  • [Sulla richiesta di commissariamento della Federcalcio inoltrata al Tar del Lazio dalla Juventus in merito ai fatti di Calciopoli] Ho la coscienza a posto, si possono esprimere critiche legittime per la politica sportiva, ma tutti sanno che io sono un uomo di regole. Era noto, infatti, che, anche prima del commissariamento, quando c'era un quadro federale diverso, avevo tanti avversari. Ho sempre attaccato il doppio designatore, una scelta di sette società che avevano forzato la mano per questa soluzione. Sono tranquillo, resta l'amarezza ma con questa bisogna conviverci.

[modifica] Note

  1. Il riferimento è all'aggressione verbale e fisica da parte di Delio Rossi ad Adem Ljajić, dopo che il giocatore ha applaudito sarcasticamente all'allenatore. Si veda Fiorentina: Delio Rossi aggredisce Ljaic Ansa.it
  2. Citato in Giuseppe Clabrese Ho sbagliato e chiedo scusa è stata toccata la mia famiglia, la Repubblica, 4 maggio 2012.

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