Michel Platini

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Michel Platini

Michel François Platini (1955 – vivente), ex calciatore, allenatore e dirigente sportivo francese.

Citazioni di Michel Platini[modifica]

  • [Alla domanda di Gianni Agnelli nell'intervallo di una partita: «Ma come Michel? Un atleta come lei fuma nell'intervallo?»] Avvocato, l'importante è che non fumi Bonini, è lui quello che deve correre. Io sono Platini.[1]
  • Con la maglia bianconera ho vissuto i momenti più belli della mia carriera: due scudetti, una Coppa dei Campioni (in una serata tristissima), una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Europea e una Coppa Intercontinentale in cinque stagioni. Sono successi che un calciatore può raggiungere solo se gioca in una grandissima squadra. Ma non è soltanto per i trofei conquistati che sono orgoglioso di aver coronato la mia carriera giocando nella Juventus: è anche la consapevolezza di appartenere, per tutta la vita, ad uno dei pochi miti dello sport.
    Per me Juventus vuol dire storia del calcio. Una storia fatta da squadre indimenticabili e da giocatori che con il loro agonismo e la loro genialità hanno scritto alcune delle pagine più belle ed importanti nel libro del calcio mondiale. Juventus vuoi dire cultura e stile che distinguono i dirigenti, gli allenatori ed i giocatori juventini. Infine Juventus vuoi dire passione e amore: la passione che unisce i milioni di tifosi in tutta Italia, in tutto il mondo; l'amore per la maglia bianconera che esplode nei momenti di trionfo e non diminuisce in periodi meno felici. (da Archivio Juventus: Prefazione di Michel Platini, 1998)
  • Da molto tempo Sepp è nel mondo della comunicazione, ma non sono sicuro che creda in tutto quello che dice. Prima affermava che era contro la tecnologia, adesso vuole far vedere di essere moderno, ma in fondo penso che lui sia ancora contrario al suo uso.[2]
  • [Sull'esclusione di Boniek dal Cammino delle stelle dello Juventus Stadium nel 2011] È una sciocchezza, Zibì ha dato molto alla Juventus, le sue critiche ai dirigenti non c'entrano con tutto quello che lui ha saputo dare e fare per la squadra. (citato in Questa Juventus senza memoria Così ha spento la stella di Boniek, Il Giornale, 30 dicembre 2010)
  • Del Piero e Juve? Eh, si sa che gli italiani hanno problemi a uscire dal calcio... Spero solo che una bandiera come lui non finisca la carriera lontano da Torino.[3]
  • [Il fair play finanziario] È una cosa importantissima. In un momento economico così difficile per tutti non capisco come possano esserci società di calcio che producono 1,4 miliardi di debiti all'anno in Europa. Le squadre non devono spendere più soldi di quanto incassano. C'è la volontà di dire basta su quello che succede oggi alle finanze del calcio. Non possiamo continuare così, le banche non possono continuare a prestare soldi a milionari quando la gente muore di fame. Dobbiamo essere un esempio per tutti.[4]
  • Ho cominciato a giocare nella squadra più forte della Lorena, continuato nella squadra più forte di Francia, e finito nella più forte del mondo.[5] (da un'intervista del maggio 1987; citato in fifa.com)
J'ai d'abord joué dans le plus grand club de Lorraine, puis dans le plus grand club de France, enfin dans le plus grand club du monde.
  • Il calcio deve rimanere umano. (citato in Platini: «Gol fantasma? No alla tecnologia», Corriere dello Sport.it, 22 giugno 2012)
  • Io sono contro la tecnologia nello sport e nel calcio in particolare. Tutti quelli che vedono le gare in tv pensano che la giustizia nel calcio viene solo dalla tecnologia, io penso di no. Gli arbitri vanno aiutati a prendere buone decisioni, con l'International Board abbiamo provato a mettere due arbitri dietro le porte e a livello di Champions va benissimo, non sta creando problemi.[4]
  • L'esposto presentato all'Uefa per Calciopoli?[6] Beh, Andrea Agnelli avrebbe fatto meglio a risparmiare i soldi del francobollo. (citato in Calciopoli, Platini: "L'esposto Juve? Potevano risparmiare il francobollo", sport.virgilio.it, 24 settembre 2011)
  • Noi abbiamo impiegato 80 anni a battere l'Italia. E adesso tocca a voi aspettare 80 anni per batterci. L'ultima volta è stato nel '78 in Argentina e allora dovete avere pazienza fino al 2030 o 2040. (da La Gazzetta dello Sport, 8 luglio 2006)
  • Non solo ammiro Johan: è il mio idolo; lo è stato fin da quando ero ragazzo. Per me è stato semplicemente il più forte giocatore che abbia mai visto in vita mia: era il più completo, organizzatore, realizzatore... il più carismatico di tutti. (da un'intervista, YouTube (3:40))
  • Oggi sembra che se non canti la Marsigliese non ami la Francia. Io nemmeno ho mai cantato la Marsigliese, e invece la Francia la amo. È un inno guerriero, che non ha niente a che vedere con il gioco, con la gioia del calcio. Gli 11 che abbiamo di fronte, in campo, non venivano a sgozzare i nostri figli e le nostre compagne, volevano soltanto prenderci la palla... (da un'intervista a So foot; citato in Obiettivo sport, 9 dicembre 2010)
Intervista: Roberto Beccantini, Platini: «Italia schiava di Pirlo: comanda lui. Ma è Totti il genio che può decidere», La Stampa.it, 8 luglio 2006
  • [Su Andrea Pirlo] Quando gira lui, gira la squadra.
  • Gli allenatori si credono depositari del verbo, ma ormai giocano tutti con una punta.
  • Le ho provate tutte. Sono sinceramente preoccupato. In passato, era la Coppa del Mondo a far conoscere il calcio e i suoi interpreti. Dopo la Bosman, i Mondiali sono diventati quasi un'appendice. Ci vorrebbe più coraggio nelle scelte.
  • Gli allenatori e la critica: troppo legati ai risultati. Ci sono tecnici che si ostinano ad adeguare i giocatori alle loro tabelle. Sbagliato.
Luca Calamai, «Juventus, Agnelli, Trap mi avete insegnato tutto», La Gazzetta dello Sport, 6 dicembre 2011, p. 5
  • L'Avvocato, il grande Gianni Agnelli mi ha insegnato a vivere; da Boniperti ho imparato a spendere i soldi; Trapattoni, invece, mi ha insegnato ad attaccare e Prandelli... Beh, il mio amico Cesare mi ha insegnato a giocare a carte.
  • Se continuo a ricevere premi e se sono entrato nella Hall of Fame del calcio italiano lo devo a una società che mi ha acquistato e mi ha aiutato a diventare un calciatore vincente. La Juve mi ha insegnato tanto e io sono rimasto molto affezionato a questa società e alla squadra di quei fantastici anni.
  • [Sull'inserimento al Hall of Fame del calcio italiano] Se non fossi nato in Francia forse non avrei vinto questo premio, però sarei diventato campione del mondo nel 1982...

Palla lunga e pedalare[modifica]

  • L'importante è essere sempre sinceri con se stessi. Io sul campo non ce la facevo più. Perciò ho lasciato. (p. 23)
  • La politica dovrebbe essere come la Nazionale: dovrebbero sempre giocare i migliori. Ma non è mai così, in nessuna parte del mondo. (p. 23)
  • La vita è un gioco e va giocata sapendo che si può perdere. Ma che senso ha non giocarla? (p. 23)
  • Perché la gente ama il calcio? Perché non ha nessuna verità, nessuna legge. (p. 23)
  • Se Dio non mi avesse dato il pallone, sarei un salariato di basso livello. (p. 23)
  • Anche Einstein, intervistato tutti i giorni, farebbe la figura del cretino. (p. 41)

Citazioni su Michel Platini[modifica]

  • Agnelli e Platini? Certo che parlano tra loro: da proprietario di giocattolo a giocattolo che può parlare. (Tony Damascelli)
  • Anche perché loro, in quel ruolo, avevano un certo Platini. Questo è un nome che nessun interista pronuncia volentieri. Michel Platini era un giocatore di Tipo A Extralusso. Era epico, lirico e accademico: riassumeva le tre caratteristiche del «giocatore musicale» di Vladimir Dimitrijevic (La vita è un pallone rotondo, Adelphi). (Beppe Severgnini)
  • Avere Platini in squadra era come avere una credit card sempre a portata di mano. (Gianni Agnelli)
  • È stato un calciatore fantastico, l'orgoglio di Francia. I suoi titoli parlano da soli. (Kenny Dalglish)
  • Era un giocatore di notevolissima classe, però non valeva una gamba di Pelè e nemmeno di Cruyff. Il suo dinamismo era scarso. Potendo muoversi con qualche comodità, così da non cadere in debito di ossigeno, il suo cervello si conservava estremamente lucido, il piede destro si dimostrava capace di virtuosismi balistici quali soltanto un vero campione si poteva permettere. Povero invece il suo spirito agonistico. Intelligente e astuto, egli riusciva quasi sempre a truccare questa lacuna: io però non l'ho mai visto eccellere quando il clima della contesa aumentava: ogni suo gesto doveva essere meditato: nulla o quasi veniva espresso da lui seguendo l'istinto. (Gianni Brera)
  • Gran livello, un fenomeno. In Italia ha vinto tutto, ma mi ha sempre dato l'impressione di non divertirsi giocando a calcio. Era molto freddo, troppo. (Diego Armando Maradona)
  • L'abbiamo comprato per un tozzo di pane e lui ci ha messo sopra il foie gras. (Gianni Agnelli)
  • Nella Juve nessuno è mai stato al suo livello e se in futuro ci sarà qualcuno che lo supererà lo ammetteremo a malincuore. (Gianni Agnelli)
  • Platini: il nome dalle conseguenze incalcolabili. Individuato, opzionato, praticamente nostro, aspettavo con ansia la riapertura delle frontiere: poi, nell'estate del 1982, lo vidi finire alla Juve. Come sarebbe stata diversa la mia vita, in una fase decisiva per lo sviluppo della personalità, se quel fenomeno fosse arrivato davvero. Immagino le differenze, l'inevitabile iniezione di ottimismo. Sarei una persona più equilibrata, felicemente inserita nella società. (Rudi Ghedini)
  • Platini non subiva mai fallo perché dava via la palla in fretta; quelli che subiscono i falli sono quelli che aspettano. (José Altafini)

Note[modifica]

  1. Citato in Fabio Caressa, Gli angeli non vanno mai in fuorigioco, Edizioni Mondadori, 2012, pp. 102-103, ISBN 8852025537.
  2. Citato in Francesco Ufficiale, Platini: Mi vorrebbero alla FIFA ma non mi candido, Corriere dello sport, 29 agosto 2014.
  3. Citato in Andrea Sorrentino, Rivedo una fiammella azzurra..., la Repubblica, p. 64, 15 novembre 2011.
  4. a b Citato in Platini punge Blatter "Un arbitro non basta", laRepubblica, 14 novembre 2011.
  5. In risposta a un giornalista rispetto alla sua carriera nel AS Nancy-Lorraine, nel AS Saint Étienne e nella Juventus F.C. e alla sua fedeltà alle squadre in cui ha giocato.
  6. L'esposto presentato dalla Juventus alla Uefa per chiedere l'esclusione dell'Inter dalla Champions League 2011-2012 per i fatti di Calciopoli.

Bibliografia[modifica]

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