Zdeněk Zeman

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Zdeněk Zeman (1947 – vivente), allenatore di calcio boemo.

  • A me piacciono le patate; io faccio sempre mangiare le patate ai miei giocatori perché fanno bene. (dal Corriere dello sport data? data?)
  • Il risulato è occasionale, la prestazione no (www.zeman.org)
  • Il calcio deve uscire dalle farmacie. (citato in Corriere della Sera, 25 aprile 2001)
  • Raramente mi capita di dire una bugia. Per questo mi sento solo. È un mondo, il nostro, in cui se ne dicono tante. (citato in Corriere della Sera, 14 novembre 2004)
  • Il calcio, oggi, è sempre più un'industria e sempre meno un gioco. [1]
  • La grande popolarità che ha il calcio nel mondo non è dovuta alle farmacie o agli uffici finanziari, bensì al fatto che in ogni piazza, in ogni angolo del mondo, c' è un bambino che gioca e si diverte con un pallone tra i piedi.[1]
  • Non c'è nulla di disonorevole nell'essere ultimi. Meglio ultimi che senza dignità.[1]
  • Non è vero che non mi piace vincere: mi piace vincere rispettando le regole.[1]
  • Non importa quanto corri, ma dove corri e perché corri.[1]
  • [Alla domanda, qual è l'allenatore moderno?] Si deve cercare di mantenere la passione dei tifosi e dare, cercare di giocare per i tifosi. Dare spettacolo. Io penso che non basta vincere 1 a 0 per essere felici e contenti se non si è dato niente alla gente. Penso che la gente debba tornare a casa contenta... Che ha visto qualche cosa, e si è divertita. (dalla trasmissione televisiva V-ictory, 7 aprile 2008)
  • Non è giusto che, a pagare per l'eliminazione azzurra in Austria e Svizzera, sia Donadoni, ma evidentemente è questa la politica federale. La causa di questo insuccesso è da ricondurre al fatto che molti giocatori non si sono presentati in forma. (citato in Fondazione Italiani)

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  • Io alleno, ma non posso scendere in campo e giocare.
  • Io non ho divorziato da Sensi, è lui che ha divorziato da me. [a proposito del suo licenziamento dalla Roma]
  • La sigaretta è il perfetto prototipo del vizio perfetto.
  • Marcare a uomo? Non dirò mai a un mio calciatore di giocare solo per controllare un avversario.
  • Modulo e sistemi di allenamento non li cambierò mai. Per coprire il campo non esiste un modulo migliore del 4-3-3.
  • Nessuna vittoria, campionato o coppa, vale quanto la salute di un ragazzo. [in riferimento alle vittorie supportate dal doping]
  • Talvolta i perdenti hanno insegnato più dei vincenti. Penso di aver dato qualcosa di più e di diverso alla gente.

[modifica] Note

  1. a b c d e Citato in Paolo Condò, Fahrenheit 14/11, Sport Week, 13 novembre 2004.

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