Giovanna Garbarino

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Giovanna Garbarino (1939 – vivente), latinista italiana.

Letteratura latina[modifica]

  • [A Tito Maccio Plauto, Bacchides, 649-653] Si noti che Parmenone e Siro erano nomi comunissimi, sempre ricorrenti per i servi nella commedia nuova, e che il servo del modello menandreo, trasformato in Crísalo da Plauto, si chiamava appunto Siro.
  • [A Quinto Ennio, Annales, 104 Skutsch] Così veniva apostrofato Tito Tazio, forse da Romolo quando apprendeva la notizia della sua tragica fine [...] È questo un caso limite, in cui non solo tutte le parole del verso, tranne il monosillabo iniziale, allitterano fra loro, ma ben cinque parole su sette contengono al loro interno una seconda /t/. L'allitterazione è usata qui non tanto in funzione solenne (come avviene in molti altri casi) quanto allo scopo di accentuare il pathos.
  • [A Gaio Lucilio, Satire, XXII, 581s. Krenkel] In questo caso il poeta si appropria dei moduli tipici dell'epigramma per svolgere un motivo funerario con commossa sensibilità e con tecnica consumata: si notino la litote del primo verso (neque infidus neque inutilis) e la studiata disposizione delle parole nel pentametro.
  • [A Gaio Sempronio Gracco; citato in Cicerone, De oratore, III, 214] Si tramandava che l'oratore avesse pronunciato queste parole in modo così commovente da strappare lacrime ai suoi stessi nemici. Si notino le interrogative retoriche e le figure di suono: l'anafora di quo; le alliterazioni me miser, matrem miseram; gli omeoteleuti miseram... videam... abiectam, ecc.: sono gli stessi procedimenti, tipici dello stile patetico, che abbiamo trovato nella poesia tragica, e in particolare nel celeberrimo lamento di Andromaca in Ennio [...]

Bibliografia[modifica]

  • Giovanna Garbarino, Letteratura latina. Storia e antologia con pagine critiche. Excursus sui generi letterari. Per le Scuole superiori – 1, Paravia, Torino 19962. ISBN 9788839531018

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