Quinto Ennio
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Quinto Ennio (239 a.C. – 169 a.C.), poeta latino.
- L'amico sicuro si riconosce nell'incerta fortuna. (da Ecuba)
- Tutti gli uomini desiderano essere lodati.
citazione necessaria - Gli antichi costumi e gli antichi uomini sono il fondamento della grandezza di Roma. (citato in I luoghi dell' arte vl. 1)
- O Tito Tazio, tu, a te stesso tante sventure hai portato.
- O Tite tute Tati tibi tanta tyranne tulisti. (dagli Annales, 104 Skutsch)
- Con un sasso spezzò il cervello in due.
- Saxo cere comminuit brum. (dagli Annales)
- Si odia chi si teme.
- Quem metuunt, oderunt. (citato in Cicerone, De officiis)
[modifica] Il lamento di Andromaca
- O padre, o patria, o casa di Priamo!
Sacra dimora chiusa da cardini altisonanti,
io ti vidi, quando ancora era in piedi la potenza barbarica,
con i soffitti intarsiati e intagliati,
regalmente adorna d'oro e d'avorio.
Tutto questo ho visto incendiato,
la vita a Priamo strappata via con violenza,
l'altare di Giove insozzato di sangue. (1996)
- O pater, o patria, o Priami domus!
Saeptum altisŏno cardine templum,
vidi ego te, adstante ope barbarica,
tectis caelatis laqueatis
auro ebore instructam regifĭce;
haec omnia vidi inflammari,
Priamo vi vitam evitari,
Iovis aram sanguine turpari.
[modifica] Bibliografia
- Giovanna Garbarino, Letteratura latina. Storia e antologia con pagine criticheExcursus sui generi letterari. Per le Scuole superiori – 1, Paravia, Torino 19962. ISBN 8839531017
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