Giovanni Raboni
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Giovanni Raboni (1932 – 2004), poeta, scrittore e giornalista italiano.
- Il messaggio del Romanticismo si è, nella coscienza collettiva, talmente affievolito o degradato da sopravvivere soltanto, ormai, come un equivoco lessicale? Oppure, al contrario, la dilagante fortuna di quest'uso confusamente metaforico dell'aggettivo è la prova d'una sotterranea ma tenace vitalità del sostantivo? (citato in Corriere della sera, 11 febbraio 2001)
- Il teatro di Sabbath [di Philip Roth], grandioso romanzo sulla vecchiaia e sull'impotenza, rivela una potenza immaginativa trascinante. Impossibile dimenticare l'ossessione sessuale del marionettista Sabbath, la sua estremistica volontà di sfidare la morte sempre più immergendosi nella vita, in essa sprofondando. (citato in Corriere della sera, 27 luglio 1997)
- [A proposito della bufera sul Premio Viareggio] Il fatto è che a me piacciono le riunioni dove ognuno esprime la propria opinione e la porta fino in fondo, non quelle che si risolvono in una selezione fatta per gruppi o fazioni. (citato in Corriere della sera, 30 agosto 1997)
- Critico rigoroso e al tempo stesso inventivo, capace di grandi immagini suggestive che fanno pensare a colui che per molti aspetti può essere considerato il suo predecessore, Giacomo Debenedetti, Baldacci lascia un' eredità di cui ancora dobbiamo valutare fino in fondo l' importanza e che risulterà indispensabile per la comprensione della letteratura negli ultimi decenni. (citato in Corriere della sera, 27 luglio 2002)
- La vita è questa cosa, la cosa in cui si sta, in cui non si può non continuare a stare anche quando teoricamente la vita finisce. (citato in Corriere della sera, 18 ottobre 2005)
- Come dai romanzi-poemi di Beckett (altro scrittore che mi sembra non del tutto estraneo, sebbene in una particolarissima accezione, al mondo espressivo di Cattafi) anche dalle poesie di Cattafi è completamente assente una normale nozione del tempo. Tutto vi si svolge nello stesso momento e tutto, d'altra parte, si direbbe che continui a svolgersi da secoli. Questo forma un contrasto molto curioso e molto suggestivo con la «precisione» di Cattafi, evidente nel suo linguaggio così terso, appropriato e scandito. (citato inCorriere della sera, 12 marzo 2009)
- Se ci affidiamo all' orecchio e solo all' orecchio certe poesie di Cattafi ci sembrano dei veri e propri epigrammi: preparazione cauta e insieme rapida e poi lo scatto bruciante, il veleno. (citato inCorriere della sera, 12 marzo 2009)
- [Come si incomincia scrivere una poesia] È un' esigenza che nasce, io credo, da un desiderio di emulazione. Si leggono poeti che si ammirano da ragazzi, da adolescenti, e si vuole essere come loro [...]. Naturalmente, a monte, c' è una qualche ferita, perché io credo che se uno fosse perfettamente felice e in pace con se stesso non gli verrebbe in mente di scrivere poesie. (citato in Corriere della sera, 8 settembre 2009)
[modifica] Stanze per la musica di Andrea Guarnieri
- E pensare che la guerra | è finita che avevo tredici anni, | poi c'è stata, lo sappiamo, la pace.
- Eroi dispersi, non più o non ancora | mio reggimento oltre il reticolato | della luce, con che povero fiato | mi chiamate, con quanta pena affiorano | dal vocio del vento che le divora | o le ammucchia come foglie sul lato | dell'ombra le voci che ho tanto amato!
- L'oro – be', quello si sapeva: oro | alla patria. Ma il ferro! Cancellate | intere portate via a camionate | per farne, dicevano, qualche loro | cannone!
- Stare coi morti, preferire i morti | ai vivi, che indecenza! Acqua passata.
[Giovanni Raboni, Stanze per la musica di Adriano Guarnieri, in Quare tristis, Mondadori 1998 a cura di Andrea Cortellessa, in Poesia, anno XII, n. 126, marzo 1999, Crocetti Editore]
[modifica] Citazioni su Giovanni Raboni
- Critici militanti per eccellenza sono stati Luigi Baldacci e Giovanni Raboni che nel suo I bei tempi dei brutti libri, giocava sui parallelismi, su coppie di autori da mettere in contrapposizione e tra cui fare una scelta. (Massimo Onofri)
- L'ultimo Raboni presenta [...] se stesso e le proprie parvenze come "spoglie del futuro". (Andrea Cortellessa)
- La sua poesia si fa, con gli anni, sempre più corposa e densa di visività (in parallelo, magari, a un crescente interesse per le arti: che sarebbe materia per altre ricerche) (Andrea Cortellessa)
- Uomo antiretorico, Giovanni Raboni è un poeta di poche epigrafi. Quelle dei suoi libri, allora, vanno lette attentamente. (Andrea Cortellessa)
- Lei è un caro figliolo, tale la poesia, tale la lettera. Ciò che Lei mi dice è all' altezza della sua ispirazione, vera e profonda: e dei doni che Lei ha ricevuto [...]. Li custodisca, figliolo caro, con la virtù, con lo studio, e con l' amore intenso che Lei ha per la verità. (Carlo Betocchi)
- Tutto quel che mi ha detto è stato oro. Perdìo, e bisognava arrivare alla mia età per trovare un aiuto, un consiglio vero, come quelli che lei mi ha dato. E poi la mia vanità era soddisfatta; colavo sugo da tutte le parti. (Franco Fortini)
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