Giovanni Raboni

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Giovanni Raboni (1932 – 2004), poeta, scrittore e giornalista italiano.

[modifica] Stanze per la musica di Andrea Guarnieri

  • E pensare che la guerra | è finita che avevo tredici anni, | poi c'è stata, lo sappiamo, la pace.
  • Eroi dispersi, non più o non ancora | mio reggimento oltre il reticolato | della luce, con che povero fiato | mi chiamate, con quanta pena affiorano | dal vocio del vento che le divora | o le ammucchia come foglie sul lato | dell'ombra le voci che ho tanto amato!
  • L'oro – be', quello si sapeva: oro | alla patria. Ma il ferro! Cancellate | intere portate via a camionate | per farne, dicevano, qualche loro | cannone!
  • Stare coi morti, preferire i morti | ai vivi, che indecenza! Acqua passata.

[Giovanni Raboni, Stanze per la musica di Adriano Guarnieri, in Quare tristis, Mondadori 1998 a cura di Andrea Cortellessa, in Poesia, anno XII, n. 126, marzo 1999, Crocetti Editore]

[modifica] Citazioni su Giovanni Raboni

  • Uomo antiretorico, Giovanni Raboni è un poeta di poche epigrafi. Quelle dei suoi libri, allora, vanno lette attentamente. (Andrea Cortellessa)
  • L'ultimo Raboni presenta [...] se stesso e le proprie parvenze come "spoglie del futuro". (Andrea Cortellessa)
  • La sua poesia si fa, con gli anni, sempre più corposa e densa di visività (in parallelo, magari, a un crescente interesse per le arti: che sarebbe materia per altre ricerche) (Andrea Cortellessa)

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