Jorge Luis Borges

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Jorge Luis Borges

Jorge Francisco Isidore Luis Borges Acevedo (1899 – 1986), scrittore argentino.

Indice

[modifica] Citazioni di Jorge Luis Borges

  • Abele e Caino s'incontrarono dopo la morte di Abele. Camminavano nel deserto e si riconobbero da lontano, perché erano ambedue molto alti. I fratelli sedettero in terra, accesero un fuoco e mangiarono. Tacevano, come fa la gente stanca quando declina il giorno. Nel cielo spuntava qualche stella, che non aveva ancora ricevuto il suo nome. Alla luce delle fiamme, Caino notò sulla fronte di Abele il segno della pietra e lasciando cadere il pane che stava per portare alla bocca chiese che gli fosse perdonato il suo delitto. Abele rispose: <Tu hai ucciso me, o io ho ucciso te? Non ricordo più: stiamo qui insieme come prima>. <Ora so che mi hai perdonato davvero> disse Caino <perché dimenticare è perdonare. Anch'io cercherò di scordare>. Abele disse lentamente: <È così. Finché dura il rimorso dura la colpa>. (da Leggenda)
  • Che altri si vantino delle pagine che hanno scritto; | io sono orgoglioso di quelle che ho letto. (da Poesie (1923 – 1976), traduzione di Livio Bacchi Wilcock, Rizzoli)
  • Ciò che più apprezzo è l'intelligenza, perché l'onestà e il coraggio di una persona a volte non servono per il dialogo. (citato in Hanno scritto per voi)
  • Credi che la divinità possa creare un luogo che non è il Paradiso? Credi che la Caduta sia qualcosa di diverso dal non sapere che siamo in Paradiso? (da "La rosa di Paracelso")
  • Chi sogna chi? Io so che ti sogno, ma non so se tu mi stai sognando. (da Venticinque agosto 1983)
  • Dubbio, uno dei nomi dell'intelligenza. (citato in Hanno scritto per voi)
  • Hume osservò per sempre che gli argomenti di Berkeley non ammettono la minima confutazione e non suscitano la minima convinzione. (da La postulazione della realtà, in Discussione, Tutte le opere)
  • Il mare è un antico idioma che non riesco a decifrare. (da Luna di fronte)
  • Innamorarsi è dar vita ad una religione il cui dio è fallibile. (da "Nove saggi danteschi")
  • L'idea di un Dio, un essere onnisciente, onnipotente, e che inoltre ci ama, è una delle più azzardate creazioni della letteratura fantastica. (A/Z, F.M.Ricci)
  • La felicità è il fine di se stessa. (citato in Hanno scritto per voi)
  • La morte è un'usanza che tutti, prima o poi, dobbiamo rispettare.[1]
  • La poesia non è meno misteriosa degli altri elementi dell'Universo. (da Elogio dell'ombra, introduzione)
  • La vita stessa è una citazione.
Life itself is a quotation.[2]
  • Ogni scrittore, ogni uomo deve vedere in tutto ciò che gli accade, ivi compreso lo scacco, l'umiliazione e la sventura, uno strumento, un materiale per la sua arte, da cui deve trarre profitto. (da L'altro)
  • Scrivere non è niente più di un sogno che porta consiglio.
  • Si legge quello che piace leggere, ma non si scrive quello che si vorrebbe scrivere, bensì quello che si è capaci di scrivere. (da Il credo di un poeta; citato in Poesia, anno XIV, maggio 2001, n. 150, Crocetti Editore)
  • Sospetto che Papini sia stato immeritatamente dimenticato. (dalla prefazione a Giovanni Papini, Lo specchio che fugge, a cura di J. L. Borges, Franco Maria Ricci, Parma-Milano, 1975)
  • Vedo me stesso essenzialmente come un lettore. Mi è accaduto di avventurarmi a scrivere, ma ritengo che quello che ho letto sia molto più importante di quello che ho scritto. (da Il credo di un poeta; citato in Poesia, anno XIV, maggio 2001, n. 150, Crocetti Editore)
  • Viviamo in un'epoca molto ingenua; per esempio, la gente compra prodotti la cui eccellenza è vantata dalle stesse persone che li vendono. (citato in Hanno scritto per voi)

[modifica] Senza fonte

  • Abbiamo smesso di credere nel progresso. Di che progresso si può parlare!
  • Il vantaggio di avere degli imitatori è che alla fine essi operano una guarigione di te stesso.
  • La vita è troppo povera per non essere anche immortale.
  • L'amicizia fra un uomo e una donna è sempre un poco erotica, anche se inconsciamente.
  • Ogni poesia è misteriosa; nessuno sa interamente ciò che gli è stato concesso di scrivere.
  • Stampando una notizia in grandi lettere, la gente pensa che sia indiscutibilmente vera.
  • Tutti i libri sono copiati.
  • Un bravo attore non fa mai la sua entrata prima che il teatro sia pieno.
  • Un buon lettore è raro quanto un bravo scrittore.
  • Un uomo gradatamente si identifica con la forma del proprio destino; un uomo è, a lungo andare, le proprie circostanze.

[modifica] Altre inquisizioni

  • Il libro non è un ente chiuso alla comunicazione: è una relazione, è un asse di innumerevoli relazioni.
  • L'arte vuol sempre irrealtà visibili. (da Metamorfosi della tartaruga)
  • La notte [...] ci piace perché, come il ricordo, sopprime i particolari oziosi.
  • Codeste ambiguità, ridondanze e deficienze ricordano quelle che il dottor Franz Kuhn attribuisce a un'enciclopedia cinese che s'intitola Emporio celeste di conoscimenti benevoli. Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in (a) appartenenti all'Imperatore, (b) imbalsamati, (c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e) sirene, (f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione, (i) che s'agitano come pazzi, (j) innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello, (l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso, (n) che da lontano sembrano mosche. (da L'idioma analitico di John Wilkins)
  • L'opera che perdura è sempre capace di un'infinita e plastica ambiguità; è tutto per tutti […]; è uno specchio che svela tratti del lettore ed è insieme una mappa del mondo. (da Il primo Wells)
  • Chi dice che l'arte non deve propagandare dottrine si riferisce di solito a dottrine contrarie alle sue. (da Il primo Wells)

[modifica] L'Aleph

[modifica] Incipit

I teologi

Devastato il giardino, profanati i calici e gli altari, gli unni entrarono a cavallo nella biblioteca del monastero e lacerarono i libri incomprensibili, li oltraggiarono e li diedero alle fiamme, temendo forse che le pagine accogliessero bestemmie contro il loro dio, che era una scimitarra di ferro. Bruciarono palinsesti e codici, ma nel cuore del rogo, tra la cenere, rimase quasi intatto il libro della Civitas Dei, dove si narra che Platone insegnò in Atene che alla fine dei secoli tutte le cose riacquisteranno il loro stato anteriore, e che egli in Atene, davanti allo stesso uditorio, insegnerà tale dottrina.

La scrittura del Dio

Il carcere è profondo e di pietra; la sua forma, quella di un emisfero quasi perfetto, perché il pavimento (anch'esso di pietra) è un po' minore di un cerchio massimo, il che agrava in qualche modo i sentimenti di oppressione e vastità. Un muro lo taglia a metà; esso benché sia altissimo non tocca la volta. Da un lato sto io, Tzinacàn, mago della piramide di Qaholom, che Pedro de Alvarado incendiò; dall'altro è un giaguaro, che misura con segreti passi uguali il tempo e lo spazio della prigione.

[modifica] Citazioni

  • Essi sapevano che in un tempo infinito ad ogni uomo accadono tutte le cose. Per le sue passate o future virtù, ogni uomo è creditore d'ogni bontà, ma anche di ogni tradimento, per le sue infamie del passato e del futuro.[...] Visti in tal modo tutti i nostri atti sono giusti, ma sono anche indifferenti. Non esistono meriti morali o intellettuali. Omero compose l'Odissea; dato un tempo infinito, con infinite circostanze e mutamenti, è impossibile non comporre, almeno una volta, l'Odissea. (da L'immortale)
  • Essere immortale è cosa da poco: tranne l'uomo, tutte le creature lo sono, giacché ignorano la morte; la cosa divina, terribile, incomprensibile, è sapersi immortali. (da L'immortale)
  • Nessuno è qualcuno, un solo uomo immortale è tutti gli uomini. Come Cornelio Agrippa, sono dio, sono eroe, sono filosofo, sono demonio e sono mondo, il che è un modo complicato per dire che non sono. (da L'immortale)
  • Io sono stato Omero; tra breve sarò Nessuno, come Ulisse; tra breve sarò tutti: sarò morto. (da L'immortale)
  • La morte (o la sua allusione) rende preziosi e patetici gli uomini.[...] Tutto, tra i mortali, ha il valore dell'irrecuperabile e del casuale. Tra gl'Immortali, invece, ogni atto (e ogni pensiero) è l'eco d'altri che nel passato lo precedettero, senza principio visibile, o il fedele presagio di altri che nel futuro lo ripeteranno fino alla vertigine. Non c'è cosa che non sia come perduta tra infaticabili specchi. (da L'immortale)
  • Come sarà il mio redentore? Sarà forse un toro col volto d'uomo? O sarà come me? (da La casa di Asterione)
  • Un tempo m'interessò la teologia ma da tale fantastica disciplina (e dalla fede cristiana) mi sviò per sempre Schopenhauer, con ragioni dirette, Shakespeare e Brahms, con l'infinita varietà del loro mondo. (da Deutsches Requiem)
  • Avevo compreso da tempo che non c'è cosa al mondo che non sia germe di un Inferno possibile; un volto, una parola, una pubblicità di sigarette potrebbero render pazza un persona, se questa non riuscisse a dimenticarli. (da Deutsches Requiem)
  • Morire per una religione è più semplice che viverla con pienezza; lottare in Efeso contro le fiere è meno duro (migliaia di martiri oscuri lo fecero) che essere Paolo, servo di Gesù Cristo: un atto è meno che tutte le ore di un uomo. La battaglia e la gloria sono cose facili. (da Deutsches Requiem)
  • Chi ha scorto l'universo, non può pensare a un uomo, alle sue meschine gioie o sventure, anche se quell'uomo è lui. Non gl'importa la sorte di quell'altro, non gli importa la sua azione, poiché egli ora è nessuno. (da "La scrittura del dio")

[modifica] Finzioni

  • Gli specchi, e la copula, sono abominevoli, perché moltiplicano il numero degli uomini.
  • La Biblioteca perdurerà: illuminata, solitaria, infinita, perfettamente immobile, armata di volumi preziosi, inutile, incorruttibile, segreta. Aggiungo: infinita.
  • La gloria è una forma d'incomprensione, forse la peggiore.
  • Scoprimmo (a notte alta questa scoperta è inevitabile) che gli specchi hanno qualcosa di mostruoso. Bioy Casares ricordò allora che uno degli eresiarchi di Uqbar aveva giudicato che gli specchi, e la copula, sono abominevoli, poiché moltiplicano il numero degli uomini. (p. 7)
  • Ho conosciuto l'incertezza: una condizione sconosciuta ai greci. (La lotteria di Babilonia)

[modifica] Introduzione a L'invenzione di Morel

[modifica] Incipit

Stevenson, verso il 1882, annotò che i lettori britannici in genere non apprezzavano le peripezie e pensavano fosse prova di abilità redigere un romanzo senza intreccio, oppure con un intreccio infinitesimale, atrofizzato. José Ortega y GassetLa disumanizzazione dell'arte, 1925 – cerca di ragionare il disdegno notato da Stevenson e decreta, nella pagina 96, che "non è probabile che oggi si possa inventare un'avventura capace di interessare la nostra sensibilità superiore", e nella 97, che quest'invenzione "è praticamente impossibile".

[modifica] Citazioni

  • Il tipico romanzo "psicologico" tende a essere informe. I russi e i discepoli dei russi hanno dimostrato fino alla noia che nessun uomo è impossibile: suicidi per felicità, assassini per benevolenza, persone che si adorano fino al punto di separarsi per sempre, delatori per fervore e per umiltà... Questa totale libertà diventa alla fine equivalente al totale disordine. (p. 17-18)
  • Il romanzo "psicologico" vuole essere "realista": preferisce che il lettore dimentichi il suo carattere di artificio verbale e fa di ogni vana precisione (o di ogni languida imprecisione) un nuovo tocco di verosmiglianza. (p. 18)
  • Il romanzo di avventure non vuole essere una trascrizione della realtà: è un oggetto artificiale che non tollera nessuna parte ingiustificata. (p. 18)
  • Stevenson è più appassionato, più diverso, più lucido, forse più degno della nostra assoluta amicizia di quato lo sia Chesterton; ma gli argomenti che Stevenson governa sono inferiori. (p. 18-19)
  • De Quincey, in certe notti di minuzioso terrore, si immerse nel cuore di labirinti, ma non coniò la sua impressione di unutterable and self-repeatig infiniteis (inesprimibili e ripetentisi infinitudini) in favole paragonabili a quelle di Franz Kafka.
  • Osserva con giustizia Ortega y Gasset che la "psicologia" di Balzac non ci soddisfa; la stessa cosa si potrebbe osservare dei suoi intrecci. (p. 19)
  • Mi credo libero da ogni superstizione di modernità da qualsiasi illusione che l'ieri differisca intimamente dall'oggi o dal domani; ma considero che nessun'altra epoca possiede romanzi di così ammirevole trama come The Turn of the screw (Il giro di vite) [di Henry James], come Der Prozess (Il Processo) [di Franz Kafka], come Le Voyageur sur la terre (Il viaggiatore sulla terra) [di Julien Green], come questo che è riuscito a scrivere, a Buenos Aires, Adolfo Bioy Casares [L'invenzione di Morel]. (p. 20)
  • Bioy rinnova letterariamente un'idea che Sant'Agostino e Origene confutarono, che Louis Auguste Blanqui ragionò e che Dante Gabriele Rossetti disse con musica memorabile. (p. 20)

[modifica] Explicit

Ho discusso con l'autore [Adolfo Bioy Casares] i particolari della sua trama [L'invenzione di Morel], l'ho riletta; non mi sembra un'imprecisione o un'iperbole qualificarla di perfetta.

[modifica] Citazioni su Jorge Luis Borges

  • Borges è riuscito a svuotare i temi danteschi del loro contenuto trascendente senza però privarli della loro intrinseca sacralità. [...] Dedico questo lavoro allo scrittore argentino, che ho imparato a conoscere attraverso le opere, i volti, gli scritti e i ricordi di coloro che lo hanno amato (Riccardo Ricceri)
  • Come Kavafis, anche Borges si esprime in poesia servendosi dei mezzi della prosa, di una prosa che tra l'altro indossa una maschera ulteriore, quella dello stile saggistico. (Nasos Vaghenàs)
  • Jorge Luis Borges incarna il destino secondo gli impercettibili disegni di un Dio enfatico ed eversore. (da Riccardo Campa, introduzione a Il viaggio – riflessioni con Jorge Luis Borges, Guida, Napoli, 1987)
  • Jorge Luis Borges mi ha promesso l'altra notte | di parlar personalmente col "persiano", ma il cielo dei poeti è un po' affollato in questi tempi, | forse avrò un posto da usciere o da scrivano: | dovrò lucidare i suoi specchi, | trascriver quartine a Kayyam, | ma un lauro da genio minore | per me, sul suo onore, non mancherà... (Francesco Guccini)
  • La fama di Borges è dovuta più alle opere in prosa che a quelle in poesia, fermo restando che la prosa borgesiana si caratterizza per la sua poeticità, tanto da poterla definire prosa poetica. (Nasos Vaghenàs)

[modifica] Note

  1. Citato in Vittorio Messori, Scommessa sulla morte, Società Editrice Internazionale, 7a edizione, Torino, 1987, ISBN 88-05-03746-X.
  2. Citato in Jean Baudrillard, Cool Memories

[modifica] Bibliografia

  • Jorge Luis Borges, Tutte le opere, due volumi de I Meridiani, Mondadori, 1984 (primo volume) e 1985 (secondo volume)
  • Jorge Luis Borges, Finzioni, traduzione di Franco Lucentini, Einaudi, Torino 1955.
  • Jorge Luis Borges, L'Aleph, traduzione di Francesco Tentori Montalto, Feltrinelli, 1961.
  • Jorge Luis Borges, L'Aleph, a cura di Tommaso Scarano, traduzione di Francesco Tentori Montalto, Adelphi, Milano 1998.
  • Jorge Luis Borges, Altre inquisizioni, a cura di Fabio Rodríguez Amaya, traduzione di Francesco Tentori Montalto, Adelphi, Milano 2000.
  • Hanno scritto per voi: aforismi, frasi, motti e poesie firmati da illustri personaggi di ieri e di oggi, CDE, Milano, 1993.
  • Adolfo Bioy Casares, L'invenzione di Morel, introduzione di Jorge Luis Borges, Tascabili Bompiani, Milano 1985.

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