Proverbi piemontesi

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Proverbi del Piemonte.

  • A-i va régola e mësura fin-a a bèive l'eva pura.
Ci vuol regola e misura persin nel bere l'acqua pura.[1]
  • Amor e merda a son doe canaje: una a mangia ël cheur e l'àutra le muraje.
Amore e merda sono due canaglie: una corrode il cuore, l'altra i muri.[2]
  • Cun d' stras e d' tacùn s'anleva un bel matùn.
Con dei cenci e con qualche rattoppo, si tira su un bel ragazzo.[3]
  • Doe fomne e n'òca a fan 'n mërcà.
Due donne ed un'oca fanno un mercato.[4]
  • Ël can ëd doi padron a meuir ëd fam.
Il cane di due padroni muore di fame.[5]
  • Ij brigant at pio la borsa ò la vita, la dòna at je pija tute e doe.
I briganti ti prendono la borsa o la vita, la donna te le prende tutte e due.[6]
  • L'aja l'è le spessiàri d'i paisan.
L'aglio è il farmacista dei contadini.[7]
  • La cativa lavandera a treuva mai la bon-a péra.
La cattiva lavandaia non trova mai la buona pietra.[8]

Note[modifica]

  1. Citato in Caresio, p. 36
  2. Citato in Caresio, p. 70.
  3. Citato in Tristano Bolelli e Adriana Zeppini Bolelli, Dizionario dei dialetti d'Italia, La Domenica del Corriere, Milano, 1983, vol. 4, p. 249.
  4. Citato in Caresio, p. 84.
  5. Citato in Caresio, p. 85.
  6. Citato in Caresio, p. 203.
  7. Citato in Daniela Guaiti, Piemonte, Edizioni Gribaudo, Milano, 2010, p. 94.
  8. Il proverbio si riferisce all'uso antico di lavare i panni nei fiumi o nei torrenti. Per poter fare questo era necessario trovare in riva al corso d'acqua un masso idoneo, spesso immerso in parte nella corrente, su cui poter stendere il panno da lavare, poterlo strofinare con sapone ed acqua e poi sbatterlo al momento del risciacquo. Citato in: Fruttero & Lucentini, La donna della domenica, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1972, p. 414.

Bibliografia[modifica]

  • Domenico Caresio, Grande raccolta di proverbi piemontesi (a cura di Dario Pasero), Santhià, GS Editrice, 2000, ISBN 88-87374-52-x.