Dèi

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Festino degli dei (Giovanni Bellini)

Citazioni sugli dèi e le divinità (con riferimento in particolare alle religioni pagane e politeiste).

Citazioni[modifica]

  • Agli dèi non piace che l'uomo giunga alla conoscenza, che si liberi dell'illusione del mondo delle forme. Tutto è previsto per disorientarlo. Ecco perché la via della conoscenza è contorta (vakra). (Alain Daniélou)
  • Agli dèi solo chiedo che mi concedano di non chieder loro nulla. (José Saramago)
  • Agni, fra gli dèi, ha il posto più basso, Vishṇu quello più alto; fra loro si trovano tutti gli altri dèi. (Aitareya Brāhmaṇa)
  • Chi ama la verità odia gli dèi, così al singolare come al plurale. (Arthur Schopenhauer)
  • Chi potrìa de' numi | Scorgere alcun che qua o là si mova | Quando dall'occhio uman voglion celarsi? (Odissea)
  • Così è nel mondo: gli uomini creano dei e venerano le loro creazioni. Sarebbe conveniente che gli dei venerassero gli uomini. (Vangelo secondo Filippo)
  • E alcuni affermano che l'anima è mescolata proprio nell'universo, per cui – forse – anche Talete ritenne che tutte le cose sono piene di dei. (Aristotele)
  • È per mezzo del Sacrificio che gli Dei giunsero fino al regno celeste. (Śatapatha Brāhmaṇa)
  • Fu la paura che per prima creò gli dèi nel mondo. (Petronio Arbitro)
  • Gli dèi abitano là dove sempre hanno abitato. Ma sulla terra si sono perdute certe indicazioni che si possedevano su quei luoghi. O non si sa più ritrovarle in vecchi fogli abbandonati e dispersi. (Roberto Calasso)
  • Gli dei di una volta, perso l'incanto e assunte le sembianze di potenze impersonali, escono dai loro sepolcri, aspirano a dominare sulla nostra vita e riprendono la loro lotta eterna. (Max Weber)
  • Gli dèi non possono e non devono morire. Guai agli uomini che vogliono disinfettare razionalmente il cielo, Dio stesso è penetrato in loro perché non hanno riconosciuto l'esistenza della sua funzione. (Carl Gustav Jung)
  • Gli Dei sono beffardi e non hanno pietà, Euriloco, e i loro inganni sono feroci. (Ulisse)
  • Gli dèi sono nati dalla separazione delle forze e morranno alla loro riunione. (Antonin Artaud)
  • Gli dèi sono strani. Non si servono solo dei nostri vizi per flagellarci; ci portano alla rovina attraverso quello che c'è in noi di buono, gentile, umano, amorevole. (Oscar Wilde)
  • Intorno agli dèi non ho alcuna possibilità di sapere né che sono né che non sono. Molti sono gli ostacoli che impediscono di sapere, sia l'oscurità dell'argomento sia la brevità della vita umana. (Protagora)
  • Io dunque faccio questa supposizione: mi pare che i primi uomini che abitavano in Grecia considerassero dèi soltanto quelli che ora anche molti barbari stimano tali, e cioè il sole, la luna, la terra, gli astri e il cielo, e siccome li vedevano tutti andare sempre di corsa e correre, da questa loro natura del thein ('correre'), li chiamarono theous ('dèi'); in seguito poi, riconosciute le altre divinità, le chiamarono tutte con questo nome. (Platone)
  • Io sempre ho affermato e affermerò che esiste la stirpe degli dèi celesti,
    ma non credo che si occupi di ciò che fa la stirpe umana;
    infatti se se ne occupasse, ai buoni andrebbe bene, ai cattivi male, mentre ora non è affatto così. (Quinto Ennio)
  • La vera difficoltà è che gli dei – quanto più il concetto della divinità si fa puro e filosofico – non possono più neppure avere a che fare con il dolore che è piombato sull'uomo. (Hans Urs von Balthasar)
  • La visione pagana era olistica; gli dei non erano distinti dalla specie umana, in una sfera ontologicamente separata: la divinità non era essenzialmente differente dall'umanità. Per questo non c'era bisogno di una speciale rivelazione degli dei o di una legge divina che discendesse sulla terra dall'alto: gli dei e gli esseri umani erano nelle stesse condizioni, con la sola differenza che gli dei erano più potenti e immortali. (Karen Armstrong)
  • La vita degli Dei Redentori è la descrizione della vita del Sole. Essi nascono tutti al solstizio d'inverno, e precisamente il 25 dicembre, quando il Sole, che sembrava vicino a spegnersi, torna a rinascere. È il bambino. Ed essi muoiono tutti per tosto risuscitare all'equinozio di primavera, allorché il sole riprende tutta la sua celeste potenza e trionfa delle tenebre dell'inverno, del male, di Tifone, di Siva, di Arimane, di Satana. (Emilio Bossi)
  • Lodo ben, Silvio, il venerar gli Dei, | Ma il dar noia à coloro, | Che son ministri degli Dei, non lodo. (Battista Guarini)
  • Nella fase giovanile dell'evoluzione spirituale dell'uomo la fantasia umana creò a propria immagine divinità che supponeva dovessero determinare il mondo fenomenologico. L'idea di Dio nelle religioni insegnate oggi, è una sublimazione di quell'antica concezione degli dèi. (Albert Einstein)
  • O dèi accogliete i nostri voti: in voi | è il principio e la fine. (Alcmane)
  • O dèi! Perché prima ci date il cielo e poi ce lo togliete? Noi, quaggiù, non rivogliamo indietro i nostri regali, siamo più generosi di voi [...]. (William Shakespeare)
  • Ogni tanto gli Dei tornano ad affacciarsi sul golfo della pianura delimitato dalle montagne lontane, e applaudono e gridano stando sospesi lassù sopra le nostre teste, mentre assistono alle rappresentazioni di un autore che sa mescolare come nessun altro la tragedia e la farsa, e che si esprime con le vicende degli uomini pur restandone assolutamente estraneo: il tempo! Se gli uomini non esistessero sulla terra, lo spettacolo del tempo si ridurrebbe a ben poca cosa; ed è per questo motivo che gli Dei li hanno fatti esistere. Gli Dei di Omero – è risaputo – sono degli eterni bambini, e tutto li diverte: anche l'aggregarsi e il dissolversi delle nuvole, anche il cadere delle foglie in autunno e lo sciogliersi delle nevi in primavera hanno il potere di fargli schiudere le labbra, e di far scintillare i loro denti immortali; ma perché l'universo intero rimbombi delle loro risate bisogna mettere in scena ciò che il tempo sa fare con gli uomini, dappertutto e in quella pianura circondata dalle montagne che è, appunto, il loro teatro. (Sebastiano Vassalli)
  • Possano gli dèi misericordiosi, se esistono davvero, proteggerci in quelle ore in cui vengono meno sia la forza di volontà, sia le droghe inventate dagli uomini per salvarci dall'abisso del sonno. (Howard Phillips Lovecraft)
  • Se l'ignoranza della natura diede vita agli dei, la sua conoscenza li distruggerà. (Paul Henri Thiry d'Holbach)
  • Si sacrifica volentieri agli dèi una parte di felicità, perché essi sono invidiosi, e se regalano a un comune mortale un anno di felicità, si può essere certi che prenderanno immediatamente nota di quel debito per poi esigerne la restituzione alla fine della vita, praticando tassi da usurai. (Sándor Márai)
  • Sono così insensibili gli dèi? E gli umani, sono così insignificanti paragonati a loro! Uomini e donne fanno del loro meglio per sopravvivere. Che dèi sono quelli che non vogliono proteggere chi vive tra mille difficoltà! Assistere, consolare, perdonare: non è questo che dovrebbero fare gli dèi? Come puoi definirti un dio, se non hai un briciolo d'amore per gli uomini? Di un dio del genere... io non so che farmene! (I Cavalieri dello Zodiaco: Le porte del paradiso)
  • Sono molte le sorti che il Destino ci prepara | e spesso gli Dèi compiono eventi inattesi: | ciò che si riteneva possibile non accade | e ciò che nessuno s'aspetta il Dio lo dona. (Euripide)
  • Ti dirò. [Gli egizi] Non adoravano Giove, come lui fusse la divinità, ma adoravano la divinità come fusse in Giove [...]. (Giordano Bruno)
  • Tutti gli Dei meditano su Brahman | come la suprema saggezza. (Taittirīya Upaniṣad)
  • Un tempo i cieli erano popolati da Dei che oggi consideriamo alla stregua di proiezioni umane più o meno ingenue. Ma per secoli, anzi per millenni, essi apparvero più potenti degli uomini, se non addirittura i loro creatori. C'è una parola latina che rende bene questo sovrastare: superstitio. (Giulio Giorello)
  • Vedendo uno che faceva una colletta per le divinità, uno spartano disse che non aveva nessuna stima per un dio che fosse più povero di lui. (anonimo spartano)
  • Vivi con gli dei. Perché infatti vive con gli dei chi costantemente mostra loro di essere intimamente soddisfatto di ciò che gli hanno assegnato. (Marco Aurelio)

Marco Tullio Cicerone[modifica]

  • Dato che la fede negli dèi non è stata imposta né da una qualche autorità, né da una consuetudine né da una legge, ma è fondata sull'unanime consenso di tutti, se ne deve necessariamente dedurre che gli dèi esistono dal momento che ne possediamo il connaturato o, per meglio dire, l'innato concetto. Dato quindi che ciò che il naturale consenso di tutti gli uomini ammette non può non essere vero, siamo costretti a convenire che gli dèi sono una realtà.
  • Egli solo [Epicuro] vide, per la prima volta, che gli dèi esistono, poiché è stata proprio la natura ad imprimere nella mente di ogni uomo la nozione degli dèi. C'è forse un popolo, c'è una società di uomini che, pur senza una adeguata informazione, non abbia un qualche presentimento dell'esistenza degli dèi?
  • Epicuro crede che esistano gli dèi, perché è necessario che esista una natura eccellente, della quale nulla possa essere migliore.

Epicuro[modifica]

  • È una cosa stolta supplicare gli dei per ottenere ciò che uno è in condizione di procurarsi da se stesso.
  • Gli dèi esistono, è evidente a tutti, ma non sono come crede la gente comune, la quale è portata a tradire sempre la nozione innata che ne ha.
  • La divinità o vuol togliere i mali e non può o può e non vuole o non vuole né può o vuole e può. Se vuole e non può, è impotente; e la divinità non può esserlo. Se può e non vuole è invidiosa, e la divinità non può esserlo. Se non vuole e non può, è invidiosa e impotente, quindi non è la divinità. Se vuole e può (che è la sola cosa che le è conforme), donde viene l'esistenza dei mali e perché non li toglie?

Senofane[modifica]

  • I mortali si immaginano che gli dei sian nati
    e che abbian vesti, voce e figura come loro.
    Ma se i bovi e i cavalli e i leoni avessero le mani,
    o potessero disegnare con le mani, e far opere come quelle degli uomini,
    simili ai cavalli il cavallo raffigurerebbe gli dei,
    e simili ai bovi il bove, e farebbero loro dei corpi
    come quelli che ha ciascuno di loro.
    Gli Etiopi dicono che i loro dèi hanno il naso camuso e son neri,
    i Traci che hanno gli occhi azzurri e i capelli rossi.
  • Omero ed Esiodo hanno attribuito agli dei tutto ciò che per gli uomini è onta e biasimo: e rubare e fare adulterio e ingannarsi a vicenda.

Voci correlate[modifica]

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