Roberto Ardigò
Roberto Ardigò (1828 – 1920), psicologo, filosofo e pedagogista italiano.
Indice |
[modifica] Incipit di alcune opere
[modifica] La filosofia come scienza positiva
Gli antichi credevano, che la scienza dovesse condurre a conoscere le cose fino nella essenza e nelle cause loro. Lo insegnava espressamente anche il grande filosofo, che Dante ha chiamato "il maestro di color che sanno" A noi non è più possibile una tale illusione; poiché sappiamo, che lo sforzo di risalire oltre i fenomeni è vano affatto; e che il compito della scienza non può essere altro, che di rilevarne la consistenza, la successione e le somiglianze.
[modifica] Scritti vari
[modifica] La confessione
Oggi, o lettori, non vi condurremo nella cloaca del Vaticano, né sulla tavola anatomica per mostrarvi il famoso cadavere della domenica scorsa. Ma invece tratteremo sopra il dogma che si chiama confessione, ma che in sostanza non è che uno istrumento della religione non di Cristo, ma dei papi. Se non sfidati non entreremo in questioni teologiche: ci restringeremo solo al lato storico per mostrare che la confessione non fu istituita dal Nazareno, ma bensì fu ordinata da papa Innocenzo III nel 1215, poscia proclamata sacramento da papa Eugenio IV nel 1439; finalmente fatta dogma di fede dal concilio di Trento.
[modifica] La psicologia positiva e i problemi della filosofia
Ignorante — Che cosa è mai questa Psicologia positiva, questa nuova scoperta? È forse troppa la mia temerità nel farvi, Signor Filosofo, una tale domanda; ma che volete? Noi ignoranti abbiamo bisogno di essere ammaestrati, e a chi dobbiamo rivolgerci se non a chi è maestro non solo di quelli che non sanno, ma anche di color che sanno?
Filosofo — Eccomi a servirvi: sapete voi che cosa siano, sostanza, causa, legge, tre parole abusate finora da filosofi, senza conoscerne il senso?
[modifica] Contro la massoneria
Egregio Sig. Genovesi[1].
Rispondo subito alla di Lei lettera, che convengo interamente con Lei che dice giustamente che La Massoneria in uno stato libero è un non senso: e che a combattere l'oscurantismo è più efficace l'opera indefessa ed aperta di educazione e di elevazione civile che non l'opera tenebrosa e nascosta di una setta: e che coll'esistenza di questa la gran massa popolare non può che perdere la fiducia nella giustizia pubblica del proprio paese, nell'idea che la massoneria sia poi in fine una associazione di interesse pei soci a danno di quelli che non vi appartengono.
E fortuna per me che alle scomuniche sono avvezzo, e nulla temo perché nulla spero.
[modifica] Garibaldi
È morto!
Corre la voce per tutta Italia; si ripete per tutta Europa; arriva alle Americhe lontane e vi si diffonde dall'uno all'altro polo; più presto o più tardi non resterà angolo per quanto remoto della terra che non l'abbia udita.
E non è una voce che passi e subito svanisca. Suona ancor oggi così viva come il primo giorno: e sarà lo stesso da qui a un anno; e fino all'ultima ora della nostra vita. E dal nostro labbro l'udirà la prossima generazione, che la trasmetterà alle successive.
Alle successive: alle quali giungerà come un'eco indefinita di una storia maravigliosa del passato.
Quale figura![2]
[modifica] Giudizi e pensieri
Giuseppe Mazzini? Tutta l'anima per l'ideale santo della indipendenza e della libertà della sua grande patria, e l'opera febbrilmente attiva della vita intera per essa, e malgrado gli ostacoli più minacciosi e le disillusioni più amare e i sagrifici più sanguinosi, e senza mai né temere, né disperare e vederlo infine quasi raggiunto, è questa la sua gloria.[3]
[modifica] Note
- ↑ Polemica col periodico Rivista della Massoneria italiana.
- ↑ Discorso commemorativo pronunciato sul Monumento dei Martiri il 5 giugno 1882 in piazza Sordello. Dal giornale Il Mincio, 11 giugno 1882.
- ↑ (Numero unico, Mazzini, giugno 1905, Milano).
[modifica] Bibliografia
- Roberto Ardigò, Pietro Pomponazzi; e La psicologia come scienza positiva, a cura di Pietro Pomponazzi, Padova, A. Randi, 1908.
- Roberto Ardigò, Scritti vari raccolti e ordinati da Giovanni Marchesini, Le Monnier, Firenze, 1922.
[modifica] Altri progetti
Wikisource contiene opere originali di Roberto Ardigò
Wikisource contiene inoltre un testo di Mario Rapisardi del 1908: Per le onoranze a Roberto Ardigò
Commons contiene file multimediali su Roberto Ardigò
Wikipedia contiene una voce riguardante Roberto Ardigò