Agesilao II

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Agesilao II (444 a.C. – 360 a.C.), re di Sparta.

Citazioni di Agesilao[modifica]

Plutarco, Apophthegmata Laconica

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  • [Vedendo un criminale sopportare con coraggio la tortura] È il peggiore dei farabutti uno che riserva la sua fermezza e la sua forza per scopi malvagi e vergognosi. (208 C)
  • [In risposta ad un tale che lodava un oratore per la sua abilità di rendere grandi le cose piccole] Secondo me, non vale niente un ciabattino che confeziona scarpe grosse per un piede piccolo. (208 C)
  • [In risposta ad un medico che gli aveva prescritto una cura elaborata e complicatissima] Perdìo! Non sta scritto da nessuna parte che mi tocca vivere per forza e a qualunque costo. (208 E)
  • [Dopo aver conquistato moltissime città e raccolto un ricchissimo bottino in Frigia, regione controllata dal satrapo persiano Tissaferne, che aveva dichiarato guerra ad Agesilao dopo aver stipulato con lui una tregua] Infliggere un danno dopo aver concluso una tregua, è un'azione empia; invece ingannare i nemici non solo è giusto e onorevole, ma anche piacevole e vantaggioso. (209 A-B)
  • [Mostrando ai suoi soldati i corpi nudi dei prigionieri persiani, bianchi e molli perché vissuti sempre al chiuso, e i loro abiti preziosi] Queste sono le cose per cui combattete, e questi sono gli uomini contro cui combattete. (209 C)
  • [In risposta ad un tale che gli chiedeva quale vantaggio avessero dato a Sparta le leggi di Licurgo] Quello di disprezzare i piaceri. (210 A)
  • [In risposta ad un tale che si stupiva della moderazione nel vestire e nel mangiare che avevano lui e gli altri Spartani] Amico, è questo stile di vita che ci frutta la libertà. (210 A)
  • [In risposta ad un tale che gli ricordava l'incertezza della sorte e lo esortava a divertirsi un po', senza aspettare un'occasione particolare per lo svago] Ma io voglio abituarmi a cercare un diversivo proprio nella mancanza di diversivi. (210 B)
  • [In risposta ad un tale che gli chiedeva fino a dove si estendevano i confini di Sparta] Fin dove arriva questa qui [la lancia che agitava]. (210 E)
  • [In risposta ad un tale che gli chiedeva perché Sparta non aveva mura] Eccole qui, le mura di Sparta [indicando col dito i cittadini perfettamente armati]. (210 E)
  • [In risposta a chi gli chiedeva perché Sparta non aveva mura] Una città non deve essere protetta dai sassi e dal legno, ma dal coraggio dei suoi abitanti. (210 E)
  • [Dopo essere venuto a sapere che c'era stata una battaglia vicino a Corinto e che solo pochissimi Spartani erano caduti, mentre c'erano state gravissime perdite tra i Corinzi, gli Ateniesi e i loro alleati, sospirando profondamente] Povera Grecia! Con tutti questi uomini, se non li avesse fatti morire, avrebbe potuto sconfiggere i Barbari. (211 F)
  • [In risposta a chi gli chiedeva perché gli Spartani avevano più successi di tutti gli altri popoli] Perché più di tutti gli altri si esercitano a dare ordini e a riceverne. (212 B-C)
  • [In risposta ad un tale che gli chiedeva di scrivergli un biglietto di raccomandazione per i suoi amici in Asia per aiutarlo ad ottenere giustizia] I miei amici sono capaci anche da soli di comportarsi con giustizia, senza bisogno che gli scriva io. (212 D)
  • [In risposta ad un Megarese che si vantava della sua città] Ragazzo, ai tuoi discorsi manca una sola cosa: un buon esercito che li sostenga. (212 E)
  • [Parlando dell'uso che avevano gli abitanti dell'Asia di chiamare Gran Re il re dei Persiani] In che cosa è più grande di me, se non è più giusto e più saggio? (213 C)
  • [In risposta a chi gli chiedeva come può un uomo procurarsi la miglior reputazione] Se le sue parole sono buone e le sue azioni belle. (213 C)
  • [In risposta ad un tale che gli chiedeva che cosa dovessero imparare i ragazzi] Quelle cose che torneranno loro utili quando saranno uomini fatti. (213 C-D)
  • [Ultime parole in punto di morte, dopo aver detto agli amici che non voleva né statue né dipinti che lo rappresentassero] Se ho fatto qualcosa di buono, questo sarà il mio monumento; se no, a che scopo commissionare statue su statue a scalpellini che non valgono nulla? (215 A)
Plutarco, Vita di Agesilao
  • Il valore non serve a nulla quando non si accompagna alla giustizia, e se tutti gli uomini fossero giusti, non ci sarebbe bisogno di essere valorosi[1]. (citato in Plutarco, Vite di Agesilao, 23, 5, traduzione del Dizionario delle citazioni, 2013)

Attribuite[modifica]

  • [In risposta al maestro del coro, che quando era ragazzo gli aveva assegnato un posto di secondo piano alle Gimnopedie nonostante fosse già re designato] Bene! Dimostrerò che non sono le posizioni a dar lustro agli uomini, ma sono gli uomini a dar rilievo alle posizioni[2]. (citato in Plutarco, Apophthegmata Laconica, 208 D-E)

Citazioni su Agesilao[modifica]

Plutarco

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Aveva l'abitudine di dire che un comandante deve distinguersi dai soldati semplici non per il lusso e le comodità, ma per resistenza e coraggio.
  • Agli amici diceva che dovevano tentare di arricchirsi di virtù e di coraggio, non di denaro.
  • Rispondendo a un tale che accusava gli Spartani di "medizzare", disse che erano piuttosto i Medi a "laconizzare".
  • Quando gli fu chiesto quale virtù fosse migliore fra coraggio e giustizia, disse che il coraggio non serviva a niente in assenza della giustizia; d'altra parte, se tutti fossero stati giusti, non ci sarebbe stato nessun bisogno del coraggio[1].
  • Diceva che gli abitanti dell'Asia non valevano nulla come liberi, ma erano schiavi eccellenti[3].
  • Diceva che un comandante doveva dar prova di coraggio con i nemici, di bontà con i subordinati e di sangue freddo nei momenti difficili.

Note[modifica]

  1. a b Citazioni molto simili tra loro.
  2. La citazione è inverosimile perché Agesilao fu educato da privato cittadino e divenne re a causa di un'inaspettata disputa apertasi alla morte del re Agide II, fratellastro di Agesilao: il trono spettò ad Agesilao perché l'erede al trono Leotichida, figlio di Agide II e Timea, venne dichiarato illegittimo in quanto figlio di Alcibiade.
  3. Lo stesso Plutarco (Apophthegmata Laconica, 222 D-E) attribuisce una citazione uguale a Callicratida.

Bibliografia[modifica]

  • Plutarco, Le virtù di Sparta (Apophthegmata Laconica), traduzione di Giuseppe Zanetto, Adelphi, 1996, ISBN 978-88-459-1208-5.

Voci correlate[modifica]

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