Farid al-Din 'Attar

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Statua di Attar, Nishapur

Farid al-Din ʿAttār, per esteso Farīd al-Dīn Muhammad ibn Ibrāhīm al-ʿAttār (1142 – 1220), mistico e poeta persiano.

Citazioni di Farid al-Din 'Attar[modifica]

  • Colui che si è fatto assiduo frequentatore del "tempio dei Magi" – Di che confessione sarà? A quale rito si piegherà? – Io sono al di là del bene e del male, al di là della miscredenza e della religione, al di là della teoria e della pratica – Perché al di là di tutte queste cose, molteplici sono ancora le tappe. [1]
  • La valle dell'amore... per entrare in questa valle bisogna tuffarsi interamente nel fuoco, o meglio bisogna esser fuoco, perché lì altrimenti non si potrebbe vivere. Colui che ama veramente ha da essere simile al fuoco, il viso infiammato, ardente e impetuoso come il fuoco. Per amare non si deve avere secondi fini; si deve esser pronti a gettare nel fuoco cento mondi.[2]
  • Un tale volle chiedere a un folle di Dio: «Dimmi, cos'è mai questo mondo? Cos'è mai questa nostra immensa dimora?». Quegli rispose: «Questo mondo di gloria e d'infamia è simile a una palma dagli infiniti colori. Se qualcuno sfregasse la sua corteccia con le mani, si scioglierebbe come cera. Ma essendo fatto realmente di cera, che altro può essere? E quegli infiniti colori in realtà sono pure apparenze». Poiché tutto è pura unità, ogni dualità è qui inconcepibile, per cui non ha senso dire «io» e «tu». L'interminabile scala della creazione si snoda attraverso infiniti «io» e «noi», e per questo è così facile cadere dai suoi gradini. Più in alto vuoi salire e più stolto ti dimostri, giacché scivolando conoscerai una caduta più rovinosa. Se non morrai a te stesso per vivere in Lui, sarai considerato un ribelle, giacché avrai scelto di associarti a un pugno di mosche. Ma se vivrai in Lui, potrai conoscere il mistero dell'unità: unità purissima, non volgare associazione.[3]

Note[modifica]

  1. Citato in Henry Corbin, Storia della filosofia islamica, Adelphi, p. 288. ISBN 88-459-0141-6
  2. Citato in Raffaele Morelli, Il sesso è amore, Mondadori, 2010, p. 47.
  3. Da Il verbo degli uccelli, a cura di Carlo Saccone, SE, Milano, 2007, p. 184.

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