Uno (filosofia)

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La sfera come rappresentazione grafica dell'unità omnicomprensiva

Citazioni sull'Uno come tema filosofico.

  • A guardarlo non lo vedi, | di nome è detto l'Incolore. | Ad ascoltarlo non lo odi, | di nome è detto l'Insonoro. | Ad afferrarlo non lo prendi, | di nome è detto l'Informe. | Questi tre non consentono di scrutarlo a fondo, | ma uniti insieme formano l'Uno. |[...]| È la figura che non ha figura, | l'immagine che non ha materia: | è l'indistinto e l'indeterminato. | Ad andargli incontro non ne vedi l'inizio, | ad andargli appresso non ne vedi la fine. | Attieniti fermamente all'antico Tao | per guidare gli esseri di oggi | e potrai conoscere il principio antico. | È questa l'orditura del Tao. (Lao Tzu)
  • Ci sforziamo di raggiungere il buono e il bello, ma al tempo stesso afferriamo anche il malvagio e il brutto, poiché nel pleroma essi formano un tutt'uno col buono e col bello. (Carl Gustav Jung)
  • Congiungimenti sono intero e non intero, concorde discorde, armonico disarmonico, e da tutte le cose l'uno dall'uno tutte le cose. (Eraclito)
  • Da questo possiamo inferire una essere la omniforme sustanza, uno essere il vero ed ente, che secondo innumerabili circostanze e individui appare, mostrandosi in tanti e sí diversi suppositi. (Giordano Bruno)
  • Il Medesimo è soprasostanzialmente eterno, invariabile, rimane sempre in se stesso, è sempre nella stessa maniera e si mantiene ugualmente presente a tutte le cose, collocato egli stesso per se stesso e da se stesso stabilmente e interamente nei bellissimi confini di un'Identità soprasostanziale, senza cambiamento, senza perdita, inflessibile, invariabile, non mescolato, immateriale, semplicissimo, senza bisogno, senza crescita, senza diminuzione, senza nascita: non nel senso che non sia ancora creato o che sia incompiuto [...] ma congiunge gli esseri gli uni con gli altri, in quanto abbondante e causa di identità che contiene in antecedenza in sé, alla stessa maniera, anche le cose contrarie secondo una sola ed unica Causa sovraeminente di tutte l'identità. (Dionigi l'Areopagita)
  • In effetti, tutto dipende dall'uno e deriva da esso, nonostanteche tutte le cose sembrino separate e siano considerate molte. Considerate insieme, tuttavia, esse sono un'unità, o piuttosto una duplicità, a partire dalla quale e dalla quale tutte le cose sono state fatte: vale a dire, la materia, da cui esse sono state fatte, e la volontà di colui il cui decreto le rende differenti le une dalle altre. (Ermete Trismegisto)
  • In quel tempo non v'era la morte né la non-morte, nessun segno che distinguesse la notte dal giorno. L'Uno respirava sereno, autosufficiente, senza null'altro che esistesse. (Ṛgveda Saṃhitā)
  • In realtà, non esiste né la verità né l'errore, né il sì né il no, né una qualsivoglia distinzione, dal momento che tutto – anche due cose fra loro opposte – è Uno. (Zhuāngzǐ)
  • L'Amato mio è trino, benché Uno, | poiché in essenza le persone sono | una Persona sola. (Ibn Arabi)
  • L'essere è ingenerato e imperituro, infatti è un intero nel suo insieme, immobile e senza fine. Né una volta era, né sarà, perché è ora insieme tutto quanto, uno, continuo. (Parmenide)
  • L'Uno non può essere una di quelle cose alle quali è anteriore: perciò non potrai chiamarlo Intelligenza. E nemmeno lo chiamerai Bene, se Bene voglia significare una tra le cose. (Plotino)
  • L'Uno rappresenta la vetta della coscienza mistica, che l'India ha sviluppato in seguito nella filosofia dell'advaita (non-dualità) e l'occidente nella teologia della Trinità. (Raimon Panikkar)
  • L'Uno si manifesta come due a causa delle nostre limitazioni, poiché non siamo in grado di vedere il Tutto. Nell'istante in cui riusciamo a vederlo, l'Uno appare come tale. La divisione non esiste nella realtà, ma nelle nostre conoscenze limitate. (Osho Rajneesh)
  • Laddove dualità, unità, e unità e dualità assieme sono egualmente manifeste, là è la [vera] unità. (Abhinavagupta)
  • Lo chiamano Indra, Mitra, Varuna, | Agni o il celeste uccello solare Garutmat, | I veggenti chiamano in molti modi ciò che è Uno; | parlano di Agni, Yama. Matarisvan. (Ṛgveda Saṃhitā)
  • Lo Spirito, invece, è tutto; Egli serra in sé la universalità delle cose, immobilmente, allo stesso posto; ed Egli è, unicamente; e questo è è sempre; il sarà non ci sarà mai; ed anche nell'allora Egli è, poiché non v'è neppure il passato: non vi è certo lì una qualche cosa che sia trascorsa, ma tutto vi persiste immobile, perpetuamente, poiché è identico ed ama, per così dire, che il suo essere duri in quello stesso stato. (Plotino)
  • Per chi ascolta non me, ma il lógos, sapienza è intuire che tutte le cose sono Uno, e l'Uno è tutte le cose. (Eraclito)
  • Poiché tutto è pura unità, ogni dualità è qui inconcepibile, per cui non ha senso dire io e tu. L'interminabile scala della creazione si snoda attraverso infiniti io e noi, e per questo è così facile cadere dai suoi gradini. (Farid_al-Din_'Attar)
  • Preserva l'Uno dimorando nelle due anime: | sei capace di non farle separare? (Lao Tzu)
  • Quando un uomo vede che tutti gli esseri separati esistono nell'Uno, che Si è espanso nei molti, allora si fonde con Brahman. (Bhagavadgītā)
  • Tutte le cose derivano da sempre dall'Uno, dal Logos dell'Uno; così tutte le cose sono state create dall'Uno, in conformità. (Ermete Trismegisto)
  • Tutte le cose sono reciprocamente intrecciate, il loro legame è sacro e quasi nessuna cosa è estranea ad un'altra. Si trovano, infatti, armonicamente ordinate e insieme danno ordine e bellezza al medesimo mondo. E quest'ultimo è unico, formato da tutte le componenti, unico è il dio che le attraversa tutte quante, unica la sostanza e unica la legge, la ragione comune a tutti i viventi intelligenti, unica la verità, se è vero che una sola è la perfezione dei viventi aventi medesima natura e partecipanti alla medesima ragione. (Marco Aurelio)
  • Una, dico, è la possibilità assoluta, uno l'atto, una la forma o anima, una la materia o corpo, una la cosa, uno lo ente, uno il massimo ed ottimo; il quale non deve posser essere compreso; e però infinibile e interminabile, e per tanto infinito e interminato, e per conseguenza inmobile. (Giordano Bruno)
  • Verremo tutti giudicati, grandi e piccoli, dopo il nostro paradiso di delizie, dopo la felicità che non è tutto, voglio dire, che non è il grande Tutto, cioè Niente. Verremo mescolati, verremo fusi sino all'Uno, Uno Solo, il grande Uno cosmico che presto farà posto allo Zero infinito di Dio. (Antonin Artaud)

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