Mosè

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Mosè con le tavole della legge (Guido Reni, 1624 ca.)

Mosè, personaggio biblico, profeta e condottiero.

Citazioni di Mosè[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

Esodo[modifica]

  • Voglio avvicinarmi a vedere questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia?
  • Chi sono io per andare dal faraone e per far uscire dall'Egitto gli Israeliti?
  • Ecco io arrivo dagli Israeliti e dico loro: Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi. Ma mi diranno: Come si chiama? E io che cosa risponderò loro?
  • Mio Signore, io non sono un buon parlatore; non lo sono mai stato prima e neppure da quando tu hai cominciato a parlare al tuo servo, ma sono impacciato di bocca e di lingua.

Numeri[modifica]

  • Perché hai trattato così male il tuo servo? Perché non ho trovato grazia ai tuoi occhi, tanto che tu mi hai messo addosso il carico di tutto questo popolo? L'ho forse concepito io tutto questo popolo? O l'ho forse messo al mondo io perché tu mi dica: Pòrtatelo in grembo, come la balia porta il bambino lattante, fino al paese che tu hai promesso con giuramento ai suoi padri? Da dove prenderei la carne da dare a tutto questo popolo? Perché si lamenta dietro a me, dicendo: Dacci da mangiare carne! Io non posso da solo portare il peso di tutto questo popolo; è un peso troppo grave per me. Se mi devi trattare così, fammi morire piuttosto, fammi morire, se ho trovato grazia ai tuoi occhi; io non veda più la mia sventura!
  • Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore dare loro il suo spirito!
  • Ora se fai perire questo popolo come un solo uomo, le nazioni che hanno udito la tua fama, diranno: Siccome il Signore non è stato in grado di far entrare questo popolo nel paese che aveva giurato di dargli, li ha ammazzati nel deserto. Ora si mostri grande la potenza del mio Signore, perché tu hai detto: Il Signore è lento all'ira e grande in bontà, perdona la colpa e la ribellione, ma non lascia senza punizione; castiga la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione. Perdona l'iniquità di questo popolo, secondo la grandezza della tua bontà, così come hai perdonato a questo popolo dall'Egitto fin qui.

Salmi[modifica]

  • Signore, tu sei stato per noi un rifugio | di generazione in generazione. | Prima che nascessero i monti | e la terra e il mondo fossero generati, | da sempre e per sempre tu sei, Dio.
  • Gli anni della nostra vita sono settanta, | ottanta per i più robusti, | ma quasi tutti sono fatica, dolore; | passano presto e noi ci dileguiamo. | Chi conosce l'impeto della tua ira, | tuo sdegno, con il timore a te dovuto? | Insegnaci a contare i nostri giorni | e giungeremo alla sapienza del cuore.
  • Volgiti, Signore; fino a quando? | Muoviti a pietà dei tuoi servi. | Saziaci al mattino con la tua grazia: | esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni. | Rendici la gioia per i giorni di afflizione, | per gli anni in cui abbiamo visto la sventura. | Si manifesti ai tuoi servi la tua opera | e la tua gloria ai loro figli. | Sia su di noi la bontà del Signore, nostro Dio: | rafforza per noi l'opera delle nostre mani, | l'opera delle nostre mani rafforza.

Citazioni su Mosè[modifica]

  • Gli inizi dello jahvismo sono dominati dalla personalità di Mosè. Egli è stato l'iniziatore religioso del popolo e il suo primo legislatore. Le tradizioni anteriori, che sfociano in lui, e il ricordo degli avvenimenti che egli ha diretti sono diventati l'epopea nazionale; la religione di Mosè ha segnato per sempre la fede e le pratiche del popolo; la legge di Mosè è restata la sua norma. Gli adattamenti imposti dal cambiamento dei tempi avvennero secondo il suo spirito e si coprirono della sua autorità. Importa poco che noi non possiamo attribuirgli con sicurezza la redazione di nessuno dei testi del Pentateuco: egli ne è il personaggio centrale e la tradizione giudaica aveva ragione di chiamare il Pentateuco il libro della legge di Mosè. (La Bibbia di Gerusalemme)
  • L'assiriologia ha messo in chiaro che la storia di Mosè fu in parte copiata da quella dell'accadiano re Sargon, che «nacque in luogo deserto, venne messo dalla propria madre in un paniere di giunchi, lanciato nel fiume, raccolto ed educato da uno straniero, dopo il quale diventò re», e ciò mille e più anni prima di Mosè. (Emilio Bossi)
  • Mosè. Quest'uomo che tanto ha dato al ciclismo in Italia e nel mondo. (Giobbe Covatta)
  • Mosè dice che il Creatore del mondo ha eletto il popolo ebreo, veglia esclusivamente su di esso, di esso si preoccupa, ad esso rivolge tutta intera la sua attenzione. Quanto agli altri popoli, come e da quali Dei sieno governati, di ciò Mosè non fa nessuna questione: troppo, forse, gli sembra di lasciare che anche essi godano il sole e la luna. (Flavio Claudio Giuliano)
  • Mosè vide ardere il roveto prima di udire la voce e di riceverne l'incarico. Il profeta è l'avamposto all'estremo confine; non ha il sapere del sacerdote, ma è nella materia. «Una fiamma io sono di certo.» Mosè sull'Oreb, Giovanni sulla strada di Patmo: è lì che comincia l'indifferenziato. Lì può essere che, così come vi è un solo uomo, vi sia un solo elemento «Questo sei tu»[1]. (Ernst Jünger)
  • Noi non neghiamo il valore della profezia di Mosè, ma ci basiamo anche su di essa per mostrare le vicende di Gesù. (Origene di Alessandria)
  • Partirono entrambi e, dopo essere saliti su una nave, quello [al-Khidr] vi produsse una falla. Chiese [Mosè]: «Hai prodotto la falla per far annegare tutti quanti? Hai certo commesso qualcosa di atroce!».
    Rispose: «Non ti avevo detto che non avresti avuto pazienza insieme con me?».
    Disse: «Non essere in collera per la mia dimenticanza e non impormi una prova troppo difficile».
    Continuarono insieme e incontrarono un giovanetto che [quello] uccise. Insorse: «Hai ucciso un incolpevole, senza ragione di giustizia? Hai certo commesso un’azione orribile».
    Rispose: «Non ti avevo detto che non avresti avuto pazienza insieme con me?».
    Disse: «Se dopo di ciò ancora ti interrogherò, non mi tenere più insieme con te. Ti prego di scusarmi».
    Continuarono insieme e giunsero nei pressi di un abitato. Chiesero da mangiare agli abitanti, ma costoro rifiutarono l’ospitalità. S’imbatterono poi in un muro che minacciava di crollare e [quello] lo raddrizzò. Disse: «Potresti ben chiedere un salario per quello che hai fatto».
    Disse: «Questa è la separazione. Ti spiegherò il significato di ciò che non hai potuto sopportare con pazienza.
    Per quel che riguarda la nave, apparteneva a povera gente che lavorava sul mare. L’ho danneggiata perché li inseguiva un tiranno che l’avrebbe presa con la forza.
    Il giovane aveva padre e madre credenti, abbiamo voluto impedire che imponesse loro ribellione e miscredenza e abbiamo voluto che il loro Signore desse loro in cambio [un figlio] più puro e più degno di affetto.
    Il muro apparteneva a due orfani della città e alla sua base c’era un tesoro che apparteneva loro. Il loro padre era uomo virtuoso e il tuo Signore volle che raggiungessero la loro età adulta e disseppellissero il loro tesoro; segno questo della misericordia del tuo Signore. Io non l’ho fatto di mia iniziativa. Ecco quello che non hai potuto sopportare con pazienza» (Corano)
  • Si troverà subito che, fra i condottieri [greci], i più crudeli e perversi hanno usato contro gli autori delle più gravi ingiurie maggior clemenza che non Mosè contro chi non aveva alcun torto. (Flavio Claudio Giuliano)
  • Sono stuffo dei fottutissimi media! È colpa loro se ci troviamo in questi casini. E se Mosè avesse tra le palle sondaggi e telecamere, quando mai lo portava il suo popolo fuori dall'Egitto?! (La seconda guerra civile americana)

Bibbia[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • La donna concepì e partorì un figlio; vide che era bello e lo tenne nascosto per tre mesi. Ma non potendo tenerlo nascosto più oltre, prese un cestello di papiro, lo spalmò di bitume e di pece, vi mise dentro il bambino e lo depose fra i giunchi sulla riva del Nilo. [...] Ora la figlia del faraone scese al Nilo per fare il bagno, mentre le sue ancelle passeggiavano lungo la sponda del Nilo. Essa vide il cestello fra i giunchi e mandò la sua schiava a prenderlo. L'aprì e vide il bambino: ecco, era un fanciullino che piangeva. [...] Egli divenne un figlio per lei ed ella lo chiamò Mosè, dicendo: "Io l'ho salvato dalle acque!" (Libro dell'Esodo)
  • Mosè rimase con il Signore quaranta giorni e quaranta notti senza mangiar pane e senza bere acqua. Il Signore scrisse sulle tavole le parole dell'alleanza, le dieci parole. Quando Mosè scese dal monte Sinai – le due tavole della Testimonianza si trovavano nelle mani di Mosè mentre egli scendeva dal monte – non sapeva che la pelle del suo viso era diventata raggiante, poiché aveva conversato con lui. (Libro dell'Esodo)
  • Maria e Aronne parlarono contro Mosè a causa della donna etiope che aveva sposata; infatti aveva sposato una Etiope. Dissero: "Il Signore ha forse parlato soltanto per mezzo di Mosè? Non ha parlato anche per mezzo nostro?". Il Signore udì. Ora Mosè era molto più mansueto di ogni uomo che è sulla terra. [...] Il Signore disse: "Ascoltate le mie parole! | Se ci sarà un vostro profeta, io, il Signore, | in visione a lui mi rivelerò, | in sogno parlerò con lui. | Non così per il mio servo Mosè: | egli è l'uomo di fiducia in tutta la mia casa. | Bocca a bocca parlo con lui, | in visione e non con enigmi | ed egli guarda l'immagine del Signore. | Perché non avete temuto | di parlare contro il mio servo Mosè?". (Numeri)
  • Non è più sorto in Israele un profeta come Mosè – lui con il quale il Signore parlava faccia a faccia – per tutti i segni e prodigi che il Signore lo aveva mandato a compiere nel paese di Egitto, contro il faraone, contro i suoi ministri e contro tutto il suo paese, e per la mano potente e il terrore grande con cui Mosè aveva operato davanti agli occhi di tutto Israele. (Deuteronomio)
  • Dimenticarono Dio che li aveva salvati, | che aveva operato in Egitto cose grandi, | meraviglie nella terra di Cam, | cose terribili presso il Mar Rosso. | Ed egli li avrebbe sterminati, | se Mosè, il suo eletto, | non si fosse posto sulla breccia davanti a lui | per impedire alla sua collera di distruggerli. (Salmi)
  • Essa[2] liberò un popolo santo e una stirpe senza macchia | da una nazione di oppressori. | Entrò nell'anima di un servo del Signore | e si oppose con prodigi e con segni a terribili re. (Libro della Sapienza)
  • Essa[2] fece riuscire le loro imprese | per mezzo di un santo profeta: | attraversarono un deserto inospitale, | fissarono le tende in terreni impraticabili, | resistettero agli avversari, respinsero i nemici. (Libro della Sapienza)
  • Da lui fece sorgere[3] un uomo di pietà, | che riscosse una stima universale | e fu amato da Dio e dagli uomini: | Mosè, il cui ricordo è benedizione. | Lo rese glorioso come i santi | e lo rese grande a timore dei nemici. | Per la sua parola fece cessare i prodigi | e lo glorificò davanti ai re; | gli diede autorità sul suo popolo | e gli mostrò una parte della sua gloria. | Lo santificò nella fedeltà e nella mansuetudine; | lo scelse fra tutti i viventi. | Gli fece udire la sua voce; | lo introdusse nella nube oscura | e gli diede a faccia a faccia i comandamenti, | legge di vita e di intelligenza, | perché spiegasse a Giacobbe la sua alleanza, | i suoi decreti a Israele. (Siracide)
  • Per mezzo di un profeta il Signore | fece uscire Israele dall'Egitto | e per mezzo di un profeta lo custodì. (Libro di Osea)
  • Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Pietro prese allora la parola e disse a Gesù: "Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia". (Vangelo secondo Matteo)
  • Non crediate che sia io ad accusarvi davanti al Padre; c'è già chi vi accusa, Mosè, nel quale avete riposto la vostra speranza. Se credeste infatti a Mosè, credereste anche a me; perché di me egli ha scritto. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole? (Gesù, Vangelo secondo Giovanni)
  • Perciò, fratelli santi, partecipi di una vocazione celeste, fissate bene lo sguardo in Gesù, l'apostolo e sommo sacerdote della fede che noi professiamo, il quale è fedele a colui che l'ha costituito, come lo fu anche Mosè in tutta la sua casa. Ma in confronto a Mosè, egli è stato giudicato degno di tanta maggior gloria, quanto l'onore del costruttore della casa supera quello della casa stessa. Ogni casa infatti viene costruita da qualcuno; ma colui che ha costruito tutto è Dio. In verità Mosè fu fedele in tutta la sua casa come servitore, per rendere testimonianza di ciò che doveva essere annunziato più tardi; Cristo, invece, lo fu come figlio costituito sopra la sua propria casa. (Lettera agli Ebrei)
  • Per fede Mosè, appena nato, fu tenuto nascosto per tre mesi dai suoi genitori, perché videro che il bambino era bello; e non ebbero paura dell'editto del re. Per fede Mosè, divenuto adulto, rifiutò di esser chiamato figlio della figlia del faraone, preferendo essere maltrattato con il popolo di Dio piuttosto che godere per breve tempo del peccato. Questo perché stimava l'obbrobrio di Cristo ricchezza maggiore dei tesori d'Egitto; guardava infatti alla ricompensa. Per fede lasciò l'Egitto, senza temere l'ira del re; rimase infatti saldo, come se vedesse l'invisibile. Per fede celebrò la pasqua e fece l'aspersione del sangue, perché lo sterminatore dei primogeniti non toccasse quelli degli Israeliti. (Lettera agli Ebrei)

Cesare Cantù[modifica]

  • Mosè pregò da Dio: «Fammi passare sotto gli occhi quanto v'ha di buono; fatti conoscere a me; mostrami i tuoi sentieri»: e dalla verità de' dogmi dedusse la santità della morale.
  • Origini d'un popolo son quelle stesse del mondo, e Mosè le raccontò in undici brevi capitoli. Tutte le genti pretendono essere le più antiche; ma quando vengono a spiegarci i primitivi loro tempi, li riempiono di cicli astronomici e di mitologici avvenimenti. Mosè no. L'onnipotente e libera volontà di un Dio crea istantaneamente la materia; dappoi successivamente le dà ordine, e vita; e dopò i pesci e i rettili e i volatili e i quadrupedi, ultimo produce l'uomo, del quale sono annoverate le famiglie fino a quell'Abramo che è stipite della gente ebrea.
  • Perché un branco di schiavi risalisse alla dignità di popolo, Mosè dovea insegnargli un passato, costituirne il presente, preparargli l'avvenire: e poiché senza storia non v'è popolo, il gran legislatore espose al suo le proprie origini.

Salvatore Minocchi[modifica]

  • «Chày Jahvéh», Viva Jahvé; ecco il grido di guerra con cui Mosè dovette agitare i connazionali verso la ribellione e la libertà, come due mil'anni dopo, Maometto suscitava l'incendio degli Arabi nel nome di Allah.
  • Egli appartiene al novero dei pochi spiriti magni, il Budda, Socrate, Gesù, Zaratustra, rivelazioni e incarnazioni del Divino nell'uomo, che il genere umano non potrà mai dimenticare nella eterna faticosa ascensione verso la sua divinità.
  • Il tratto di un bambino deposto da' genitori in una cestella sulle acque in riva al fiume, e quindi tratto e cresciuto alla provvidenziale missione cui è destinato, è un motivo mitologico ovvio nella vita degli antichi eroi e semidei, che, molti secoli innanzi la tradizione biblica intorno a Mosè, i Babilonesi avevano per esempio applicato al loro vecchio e gran re Sargon di Agade. E chi non rammenta la giovinezza di Edipo di Romolo e Remo?
  • La importanza di Mosè, iniziatore insieme religioso e politico, di gran lunga oltrepassa i confini del Giudaismo in cui, dopo l'esilio di Babilonia, fu incarnato il pensiero dei profeti. Questo semplice e appassionato figlio del deserto è uno degli uomini più perfetti che siano mai apparsi nella storia; a rimanerne persuasi basta il fatto che, dopo non molto più di tremil'anni, nel giro di circa ottanta generazioni, ottocento milioni di anime – Israeliti, Cristiani e Musulmani – metà dell'uman genere, in Mosè riconoscono il primo dei loro profeti.

Note[modifica]

  1. Citazione dalla Chāndogya Upaniṣad: è uno dei quattro Mahāvākya, i Grandi Detti delle Upaniṣad.
  2. a b La sapienza.
  3. Da Giacobbe, Dio fece sorgere.

Filmografia[modifica]

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]