Arnold Schönberg

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Arnold Schönberg

Arnold Schönberg (1874 – 1951), compositore austriaco naturalizzato statunitense.

Citazioni di Arnold Schönberg[modifica]

  • Diversi musicisti non considerano George Gershwin un compositore "serio". Non vogliono capire che "serio" o no è un compositore – vale a dire, un uomo che vive dentro la musica ed esprime tutto, "serio" o meno, profondo o superficiale che sia, per mezzo di essa, perché è la sua lingua materna.[1]
  • Il genio impara solo da sé stesso, il talento soprattutto dagli altri.[2]
  • La morte di Puccini mi ha recato un profondo dolore. Non avrei mai creduto di non dover più rivedere questo così grande uomo. E sono rimasto orgoglioso di aver suscitato il suo interesse, e Le sono riconoscente che Ella lo abbia fatto sapere ai miei nemici in un recente suo articolo.[3]
  • Mi sembra che Gershwin sia stato indubbiamente un innovatore. Ciò che ha creato con il ritmo, con l'armonia e la melodia non è esclusivamente un fatto stilistico.[1]
  • Non sono tedesco né europeo, forse neppure un essere umano, ma un ebreo.[4]
  • [Alla domanda: «È Lei il famoso compositore Schönberg?»] Qualcuno doveva pur esserlo. È toccato a me.[5]
  • Un artista è come un melo: quando è giunta stagione comincia a sbocciare e poi a produrre mele.[1]

Citazioni su Arnold Schönberg[modifica]

  • [L'Olocausto] I musicologi riconoscono come contributo più alto a questo terribile tema la composizione di Arnold Schönberg Un sopravvissuto di Varsavia. È impossibile ascoltare quest'opera, della durata di soli dodici minuti, senza rimanere scossi. La narrazione, l'orchestra e il coro maschile rendono conto con una forza tale della tragedia della Shoah, da costituire un vero e proprio monumento ai morti di quell'eccidio pensato e portato a termine con determinazione e ferocia senza pari nella storia dell'umanità. (Giorgio Pressburger)

Note[modifica]

  1. a b c Citato in Gianfranco Vinay, Gershwin, E.D.T. Edizioni di Torino, 1992, p. 97.
  2. Citato in Focus, n. 66, p. 166.
  3. Dalla lettera ad Alfredo Casella, gennaio 1925, in Alfredo Casella, I segreti della giara, Sansoni, Firenze, 1941, p. 220.
  4. A Vasilij Kandinskij; citato in Enzo Biagi, 1935 e dintorni, Mondadori, Milano, 1982, p. 182.
  5. Citato in Corriere della Sera, 6 marzo 2006.

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]