Claude Debussy

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Claude Debussy nel 1908

Claude Achille Debussy (1862 – 1918), compositore e pianista francese.

Citazioni di Claude Debussy[modifica]

  • [...] il secolo degli aeroplani ha diritto alla sua musica.
[...] le siècle des aeroplanes a droit à sa musique.[1]
  • La verità è che la vera musica non è mai "difficile". Questo è soltanto un termine che funge da schermo, che viene usato per nascondere la povertà della cattiva musica. Esiste un tipo di musica: la musica il cui diritto all'esistenza è giustificato da ciò che essa è veramente, che si tratti soltanto dell'ennesimo pezzo in tempo di valzer (per esempio, la musica del caffè concerto) oppure che assuma la forma canonica di una sinfonia. Perché non si ammette che, di questi due casi, è molto spesso il valzer che dimostra un gusto migliore? (citato in Ian Carr, Keith Jarrett: l'uomo, la musica, Arcana Editrice, Milano 1992)
  • Sono esistiti, ed esistono tuttora, malgrado i disordini che la civiltà reca, piccoli deliziosi popoli che appresero la musica con la semplicità con cui si apprende a respirare.
    Il loro conservatorio è: il ritmo eterno del mare, il vento tra le foglie, e mille piccoli rumori percepiti con attenzione, senza mai ricorrere a trattati arbitrari.
    Le loro tradizioni vivono negli antichissimi canti associati alla danza, in cui ciascuno, durante i secoli, ha rievocato il suo rispettoso contributo. (1913)  senza fonte senza fonte

Citato in Lucien Rebatet, Une histoire de la musique[modifica]

  • [L'arte di Gluck] [...] un'arte essenzialmente di apparato e di cerimonia [...]
un art essentiellement d'apparat et de céremonie (p. 232)
  • [Le opere di Gluck] Se in esse si ama è con maestosa compostezza e la sofferenza stessa fa riverenze preliminari.
Si l'on y aime, c'est avec une majestueuse décence, et la souffrance même y exécute de préalables révérences (p. 232)
  • [Nel 1910 Debussy abbandonò la sala durante il secondo movimento della Seconda Sinfonia diretta a Parigi da Mahler. Più tardi scrisse:] Apriamo l'occhio (e chiudiamo l'orecchio)... Il gusto francese non ammetterà mai questi giganti pneumatici ad altro onore che servire da pubblicità a Bibendum.
Ouvrons l'œil (et fermons l'oreille)... Le goût français n'admettra jamais ces géants pneumatiques à d'autre honneur que de servir de réclame à Bibendum. (p. 389)
  • [Di Gounod Debussy diceva] [...] che è stato il primo ad far entrare nell'espressione delle cose dell'amore un po' di traspirazione.
qu'il a été le premier à apporter dans l'expression des choses de l'amour un peu de transpiration (p. 474)
  • Odio le folle, il suffragio universale e le frasi tricolori [...]
Je hais les foules, le suffrage universel et les phrases tricolores (p. 474)
  • Caro Stravinsky, siete un grande artista!. Siate con tutte le vostre forze un grande artista russo. È così bello, essere del proprio paese, essere attaccato alla propria terra come il più umile dei contadini!
Cher Stravinsky, vous êtes un grand artiste! Soyez de toutes vos forces un grand artiste russe. C'est si beau, d'être de son pays, d'être attaché à sa terre comme le plus humble des paysans! (Da uno scritto del 1915 a Stravinskij; Rebatet, p. 542)

Citazioni su Debussy[modifica]

  • La musica del Debussy è senza possibilità di evoluzione, ed è rimasta imprigionata per sempre nelle seduzioni dei suoi paradisi artificiali. [...] Era uno dei più gentili e armoniosi geni, che abbia mai espresso il suolo di Francia... (Salvino Chiereghin)
  • Mi pare che la musica di Debussy sia delicata e colorita, dimostra però ancora una mancanza di senso strutturale. Non riesco a entusiasmarmi per una cosa del genere. (Albert Einstein)
  • [Durante una tournée a Parigi] Una sera l'interprete venne a dirmi che un celebre musicista desiderava conoscermi: non potevo raggiungerlo nel suo palco? L'invito presentava un certo interesse perché nel palco, insieme a lui, c'era una bellissima signora dall'aria esotica, che faceva parte del Balletto Russo. L'interprete mi presentò. Il signore disse che il mio numero lo aveva divertito e che era rimasto sorpreso dalla mia giovane età. A questi complimenti io mi inchinai educatamente, lanciando di tanto in tanto una occhiata furtiva alla sua amica. «Lei ha l'istinto del musicista e del ballerino» disse lui.
    Rendendomi conto che non potevo rispondere al complimento altro che con un sorriso, lanciai un'occhiata all'interprete e tornai a inchinarmi educatamente. Il musicista si alzò in piedi e mi tese la mano; mi alzai anch'io. «Sì» disse, stringendomi la mano «lei è un vero artista.» Dopo esserci congedati, mi rivolsi all'interprete: «Chi era la signora che lo accompagnava?».
    «È una danzatrice del Balletto Russo, mademoiselle...» Era un nome molto lungo e difficile.
    «E come si chiamava quel signore?» domandai.
    «Debussy» rispose «il celebre compositore.»
    «Mai sentito nominare» commentai. (Charlie Chaplin)

Note[modifica]

  1. Citato in Walter Laqueur, La Repubblica di Weimar, traduzione di Lydia Magliano, Rizzoli, Milano, 1977, cap. IV, p. 199.

Bibliografia[modifica]

  • Salvino Chiereghin, Musica, divina armonia SEI, Torino 1953.
  • (FR) Lucien Rebatet, Une histoire de la musique, Robert Laffont, Parigi, 1969.

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