George Gershwin

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George Gershwin

George Gershwin (1898 – 1937), compositore statunitense.

Citazioni di George Gershwin[modifica]

  • Ho sempre avuto una specie di sensibilità istintiva per le combinazioni di suoni, e diversi accordi che suonano così moderni nelle mie composizioni orchestrali furono buttati giù senza che rivolgessi un'attenzione particolare alle giustificazioni teoriche della loro struttura. (da Edward Jablonski, Gershwin: A Biography Illustrated[1]
  • La musica può essere apprezzata da una persona che non sa né leggere né scrivere, così come da gente dotata della più evoluta forma di intelligenza. (da The Composer in the Machine Age)[1]
  • Mi piace pensare alla musica come a una scienza delle emozioni. (da The Composer in the Machine Age)[1]

Citazioni su George Gershwin[modifica]

  • Arturo Toscanini incise la musica di Gershwin non per stima all'autore, per disprezzo agli altri compositori, giusta moto psichico a Lui consueto. (Paolo Isotta)
  • Che non ci pensa proprio a dargli lezioni di composizione perché non vuole fargli perdere la sua spontaneità melodica. (Maurice Ravel)
  • Ciò che normalmente viene usato come argomento forte per contestare a Gershwin una dignità di compositore "serio" e per confinare i suoi lavori strumentali – e quelli orchestrali in particolare – nel limbo delle occasioni mancate, è l'assenza di sviluppo. (Gianfranco Vinay)
  • Con un piede a Broadway e l'altro alla Carnegie Hall, Gershwin si presentava a un tempo come il compositore modernista che trae ispirazione esotica dal folclore urbano, e però anche come menestrello, il portavoce, l'interprete di quella stessa realtà da cui traeva ispirazione: come la sintesi di quei due mondi e, come tale, un fenomeno unico nel suo genere. (Gianfranco Vinay)
  • Diversi musicisti non considerano George Gershwin un compositore "serio". Non vogliono capire che "serio" o no è un compositore – vale a dire, un uomo che vive dentro la musica ed esprime tutto, "serio" o meno, profondo o superficiale che sia, per mezzo di essa, perché è la sua lingua materna. (Arnold Schönberg)
  • Famoso in tutto il mondo per le sue canzoni, per la sua simpatia, per la sua ricchezza, per i suoi tentativi di dare ai connazionali una loro musica classica, per il suo modo, infine, di interpretare il grande utopistico sogno americano. (Vittorio Franchini)
  • George fu un visionario del suo tempo, che oltrepassò i confini tra gli stili musicali. Provò cose che non erano mai state ascoltate prima: Brian Wilson ha fatto esattamente lo stesso. (Tod Gershwin; citato in Corriere della sera, 9 ottobre 2009)
  • George Gershwin e Woody Allen rappresentano New York e la città rappresenta loro. (Francesco Micheli)
  • Gershwin, dell'armonia è stato il più grande creatore: in tutto il Novecento. Soltanto Puccini è alla sua altezza. Lo dico con tutto il dovuto rispetto per Debussy, Ravel, Stravinsky. (Riccardo Chailly)
  • Gershwin è stato il più incompreso, forse penalizzato anche da chi non gli ha mai perdonato di aver lavorato per Broadway. È il destino dei grandi melodisti, il pubblico ne decreta il successo ma ne banalizza la grandezza. (Riccardo Chailly)
  • Improvvisamente, con Porgy t'accorgi che Gershwin era un grande compositore di teatro. Lo era sempre stato. Ed è per questo che la sua musica da concerto è poco convincente: si trattava in effetti di musica per teatro portata in sala da concerto. (Leonard Bernstein)
  • La grande musica sinfonica è come un computer fonico e sono convinto che la diffusione di Internet sia d'aiuto per riportare in auge grandi maestri come Bernstein e Gershwin. (Francesco Micheli)
  • La musica del diavolo, quella dissacrante e disperata di Robert Johnson cantante di blues, figlio del Mississippi, e quella della spensieratezza, dell'eleganza di George Gershwin, figlio invece della borghesia della New York dei primi decenni del secolo. (Vittorio Franchini)
  • Mi sembra che Gershwin sia stato indubbiamente un innovatore. Ciò che ha creato con il ritmo, con l'armonia e la melodia non è esclusivamente un fatto stilistico. (Arnold Schönberg)

Note[modifica]

  1. a b c Citato in Le ambizioni colte di un musicista popolare, in Gershwin, E.D.T. Edizioni di Torino, 1992.

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