Carlo Maria Viganò

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Mons. Carlo Maria Viganò

Carlo Maria Viganò (1941 – vivente), arcivescovo cattolico italiano.

Citazioni di Carlo Maria Viganò[modifica]

  • Certo, alcuni dei fatti che stavo per rivelare erano coperti dal secreto pontificio che avevo promesso di osservare e che ho fedelmente osservato fin dall'inizio del mio servizio alla Santa Sede. Ma la finalità del segreto, anche di quello pontificio, è di proteggere la Chiesa dai suoi nemici, non di coprire e diventare complici di crimini commessi da alcuni suoi membri. Io ero stato testimone, non per mia scelta, di fatti sconvolgenti e come sta scritto nel Catechismo della Chiesa Cattolica, il sigillo del segreto non è vincolante quando la custodia del segreto dovesse causare danni molto gravi ed evitabili soltanto mediante la divulgazione della verità. Solo il sigillo del segreto sacramentale avrebbe potuto giustificare il mio silenzio.[1]
  • In questo momento estremamente drammatico per la Chiesa universale riconosca i suoi errori e in coerenza con il conclamato principio di tolleranza zero, Papa Francesco sia il primo a dare il buon esempio a cardinali e vescovi che hanno coperto gli abusi di McCarrick e si dimetta insieme a tutti loro. [...] Il Papa [Bergoglio] non fece il minimo commento a quelle mie parole tanto gravi e non mostrò sul suo volto alcuna espressione di sorpresa, come se la cosa gli fosse già nota da tempo, e cambiò subito di argomento.[2]
  • [«Vede qualche segno che il Vaticano, sotto la guida di Papa Francesco, stia adottando misure adeguate per affrontare i gravi problemi degli abusi? In caso contrario, cosa manca?»] I segni che vedo sono davvero inquietanti. Non solo papa Francesco non fa quasi nulla per punire chi ha commesso abusi, non fa assolutamente nulla per denunciare e assicurare alla giustizia coloro che hanno, per decenni, facilitato e nascosto i violentatori. Solo per citare un esempio: il cardinale Wuerl, che ha coperto gli abusi di McCarrick e altri per decenni, e le cui menzogne ripetute e sfacciate sono state rese chiare a tutti coloro che hanno prestato attenzione, ho dovuto dimettersi disonorevolmente a causa dell'indignazione popolare. Eppure, accettando le sue dimissioni, papa Francesco lo ha elogiato per la sua "nobiltà". Quale credibilità può avere il papa dopo questo tipo di dichiarazioni?[3]
  • Quando il Patriarca di Venezia Giuseppe Sarto – futuro San Pio X – viaggiava in treno, saliva in prima classe come si conveniva a un Principe della Chiesa, ma viaggiava in terza. Nessuno lo sapeva, non c'erano fotografi ad immortalarlo. Pio XII, che ognuno di noi ricorda per la sua figura ieratica, aveva una camera da letto poverissima, e spesso dormiva per terra, per penitenza; ma non si sarebbe mai sognato di recarsi in visita al Quirinale su una utilitaria, né si sarebbe gettato ai piedi di alcun rappresentante di un potere terreno, perché era ben consapevole della sacralità della propria funzione e del fatto che il Romano Pontefice è, per mandato divino, superiore a qualsiasi autorità umana. Lo abbiamo visto, il 14 luglio 1943, accorrere nel quartiere popolare di San Lorenzo subito dopo il bombardamento degli Alleati su Roma, a rincuorare il popolo, ma sempre con la gravità e la compostezza del Vicario di Cristo. Diremmo che San Pio X e Pio XII non erano umili? Ecco: questa è l'umiltà di un Papa, che non ha bisogno né di esser ostentata, né di venir immortalata dai reporter, né elogiata dai cortigiani. Perché il suo riferimento è Dio e non cerca un'eco mediatica.[4]
  • Se da un lato Giovanni XXIII e Paolo VI dichiararono di non voler impegnare il Concilio nella definizione di nuove dottrine e vollero che esso si limitasse ad essere solamente pastorale, dall’altro è pur vero che esteriormente – mediaticamente, si direbbe oggi – l’enfasi data ai suoi atti fu enorme. Essa servì a veicolare l’idea di una presunta autorità dottrinale, di una implicita infallibilità magisteriale che pure erano state chiaramente escluse sin dall’inizio. Se questo avvenne, fu per consentire che le sue istanze più o meno eterodosse venissero percepite come autorevoli e quindi accolte dal clero e dai fedeli.[5]

Un atto di accusa a papa Francesco e di amore alla Chiesa di S.E. mons. Carlo Maria Viganò

Mons. Carlo Maria Viganò, Corrispondenza Romana, 19 dicembre 2019

  • Eresie materiali, eresie formali, idolatria, superficialità di ogni sorta: il Sommo Pontefice Bergoglio non cessa di umiliare pervicacemente la più alta autorità della Chiesa, "demitizzando" il Papato – come magari direbbe l'illustre compagno Karl Rahner.
  • I dogmi mariani sono il sigillo apposto sulle verità cattoliche della nostra fede, definite nei concili di Nicea, Efeso e Calcedonia; sono l'infrangibile baluardo contro le eresie cristologiche e contro lo scatenamento furibondo delle Porte degli inferi. Chi li "meticcia" e li profana mostra di essere dalla parte del Nemico. Attaccare Maria è avventarsi contro Cristo stesso; attaccare la Madre è insorgere contro il Figlio e ribellarsi contro il mistero stesso della Santissima Trinità.
  • La "Rugiada", entità presente nel "luogo teologico" dei tropici amazzonici, – come abbiamo appreso dai padri sinodali – figura come il nuovo principio immanente di fecondazione della Terra, che la "transustanzia" in un Tutto panteisticamente connesso, a cui gli uomini sono assimilati e sottomessi, a gloria di pachamama. Ed eccoci ripiombati nelle tenebre di un Nuovo Paganesimo, mondialista ed eco-tribale, con i suoi demoni e le sue perversioni. Da quest'ennesimo stravolgimento liturgico, la divina Rivelazione decade dalla pienezza all'arcaismo; dall'identità ipostatica dello Spirito Santo si scivola giù verso l'evanescenza simbolica e metaforica propria alla rugiada, che la gnosi massonica ha fatto sua già da tempo.
  • Papa Bergoglio sembra non più contenere la sua insofferenza verso l'Immacolata, e neppure riesce a nasconderla sotto quell'apparente quanto ostentata devozione, sempre sotto i riflettori delle telecamere, mentre va disertando la celebrazione solenne dell'Assunta e la recita del Rosario con i fedeli, che riempivano il cortile di San Damaso e la loggia superiore della Basilica di San Pietro con S. Giovanni Paolo II e papa Benedetto XVI.
  • Papa Bergoglio si avvale della pachamama per sgominare la Guadalupana. L'intronizzazione di quell'idolo amazzonico fin sull'Altare della Confessione in San Pietro è stata niente meno che una dichiarazione di guerra alla Signora e Patrona di tutte le Americhe, che con la sua apparizione a Juan Diego ha distrutto gli idoli demoniaci ed ha conquistato a Cristo e all'adorazione del "Verissimo ed Unico Dio" gli indios, grazie alla sua Mediazione materna.

Note[modifica]

  1. Citato in Francesco Antonio Grana, Viganò, torna a parlare l'ex Nunzio: "Il silenzio del Papa? Conferma la mia testimonianza. Altri casi oltre McCarrick", Il Fatto Quotidiano.it, 28 settembre 2018.
  2. Citato in Andrea Riva, Viganò: "Il Papa si dimetta. Ha coperto un pedofilo", il Giornale.it, 26 agosto 2018.
  3. Dall'intervista del Washington Post, 10 giugno 2019. Traduzione a cura di Marco Tosatti, Unavox.it.
  4. Dall'intervista di Aldo Maria Valli Carlo Maria Viganò: "Scandaloso il modo in cui Bergoglio parla della Madonna", Aldomariavalli.it, 7 aprile 2020.
  5. Citato in Aldo Maria Valli,, Monsignor Viganò / “Compito del prossimo papa: riconoscere l’infiltrazione del nemico nella Chiesa”, Corrispondenza Romana, 21 giugno 2020.

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