Catechismo della Chiesa Cattolica

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
(Reindirizzamento da Catechismo della Chiesa cattolica)

Catechismo della Chiesa Cattolica, esposizione ufficiale degli insegnamenti della Chiesa Cattolica.

Citazioni[modifica]

  • La fede è la risposta dell'uomo a Dio che gli si rivela e gli si dona, apportando nello stesso tempo una luce sovrabbondante all'uomo in cerca del senso ultimo della vita. (26)
  • Il desiderio di Dio è inscritto nel cuore dell'uomo, perché l'uomo è stato creato da Dio e per Dio. (27)
  • Se l'uomo può dimenticare o rifiutare Dio, Dio però non si stanca di chiamare ogni uomo a cercarlo perché viva e trovi la felicità. (30)
  • Il mondo e l'uomo attestano che essi non hanno in se stessi né il loro primo principio né il loro fine ultimo, ma che partecipano all'Essere in sé, che non ha né origine né fine. (34)
  • L'uomo ha facoltà che lo rendono capace di conoscere l'esistenza di un Dio personale. Ma perché l'uomo possa entrare nella sua intimità, Dio ha voluto rivelarsi a lui e donargli la grazia di poter accogliere questa rivelazione nella fede. (35)
  • L'amore di Dio per Israele è paragonato all'amore di un padre per il proprio figlio. È un amore più forte dell'amore di una madre per i suoi bambini. Dio ama il suo popolo più di quanto uno sposo ami la propria sposa; questo amore vincerà anche le più gravi infedeltà; arriverà fino al dono più prezioso: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito» (Gv 3,16). L'amore di Dio è «eterno» (Is 54,8): «Anche se i monti si spostassero e i colli vacillassero, non si allontanerebbe da te il mio affetto» (Is 54,10). «Ti ho amato di un amore eterno, per questo ti conservo ancora pietà» (Ger 31,3). (219-220)
  • Essendo ad immagine di Dio, l'individuo umano ha la dignità di persona; non è soltanto qualche cosa, ma qualcuno. (357)
  • Creati insieme, l'uomo e la donna sono voluti da Dio l'uno per l'altro. La Parola di Dio ce lo lascia capire attraverso diversi passi del testo sacro. «Non è bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile» (Gn 2,18). Nessuno degli animali può essere questo «pari» dell'uomo.[1] La donna che Dio «plasma» con la costola tolta all'uomo e che conduce all'uomo, strappa all'uomo un grido d'ammirazione, un'esclamazione d'amore e di comunione: «Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa» (Gn 2,23). L'uomo scopre la donna come un altro «io» della stessa umanità. (371)
  • Per tentare di comprendere che cosa sia il peccato, si deve innanzi tutto riconoscere il profondo legame dell'uomo con Dio, perché, al di fuori di questo rapporto, il male del peccato non può venire smascherato nella sua vera identità di rifiuto e di opposizione a Dio, mentre continua a gravare sulla vita dell'uomo e sulla storia. (386)
  • Il nome di Gesù è al centro della preghiera cristiana. Tutte le orazioni liturgiche terminano con la formula "per Dominum nostrum Jesum Christum... – per il nostro Signore Gesù Cristo...". L'"Ave, Maria" culmina in "e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù". La preghiera del cuore, consueta presso gli orientali è chiamata "preghiera di Gesù", dice: "Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore". Parecchi cristiani muoiono con la sola parola "Gesù" sulle labbra, come santa Giovanna d'Arco. (435)
  • Quanto più si fa il bene, tanto più si diventa liberi. Non c'è vera libertà se non al servizio del bene e della giustizia. (1733)
  • La carità di Cristo è in noi la sorgente di tutti i nostri meriti davanti a Dio. La grazia, unendoci a Cristo con un amore attivo, assicura il carattere soprannaturale dei nostri atti e, di conseguenza, il loro merito davanti a Dio e davanti agli uomini. I santi hanno sempre avuto una viva consapevolezza che i loro meriti erano pura grazia. (2011)
  • L'interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all'"accanimento terapeutico". Non si vuole così provocare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o altrimenti da coloro che ne hanno legalmente il diritto, rispettando la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente. (2278)
  • La sessualità, nella quale si manifesta l'appartenenza dell'uomo al mondo materiale e biologico, diventa personale e veramente umana allorché è integrata nella relazione da persona a persona, nel dono reciproco, totale e illimitato nel tempo, dell'uomo e della donna. (2337)
  • La persona casta conserva l'integrità delle forze di vita e di amore che sono in lei. Tale integrità assicura l'unità della persona e si oppone a ogni comportamento che la ferirebbe. Non tollera né doppiezza di vita, né doppiezza di linguaggio.[2] La castità richiede l'acquisizione del dominio di sé, che è pedagogia per la libertà umana. L'alternativa è evidente: o l'uomo comanda alle sue passioni e consegue la pace, oppure si lascia asservire da esse e diventa infelice.[3] (2338-2339)
  • Al momento del Battesimo il cristiano si è impegnato a vivere la sua affettività nella castità. (2348)
  • I fidanzati sono chiamati a vivere la castità nella continenza. (2350)
  • La lussuria è un desiderio disordinato o una fruizione sregolata del piacere venereo. Il piacere sessuale è moralmente disordinato quando è ricercato per se stesso, al di fuori delle finalità di procreazione e di unione. (2351)
  • [...] la masturbazione è un atto intrinsecamente e gravemente disordinato. (2352)
  • La fornicazione è l'unione carnale tra un uomo e una donna liberi, al di fuori del matrimonio. Essa è gravemente contraria alla dignità delle persone e della sessualità umana naturalmente ordinata [...]. (2353)
  • Le autorità civili devono impedire la produzione e la diffusione di materiali pornografici. (2354)
  • [...] gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati. (2357)
  • Il divorzio è una grave offesa alla legge naturale. (2384)
  • Gli animali sono creature di Dio. Egli li circonda della sua provvida cura.[4] Con la loro semplice esistenza lo benedicono e gli rendono gloria.[5] Anche gli uomini devono essere benevoli verso di loro. Ci si ricorderà con quale delicatezza i santi, come san Francesco d'Assisi o san Filippo Neri, trattassero gli animali. (2416)

Note[modifica]

  1. Cfr. Gn 2,19-20.
  2. Cfr. Mt 5,37.
  3. Cfr. Sir 1,22.
  4. Cfr. Mt 6,26.
  5. Cfr. Dn 3,79-81.

Bibliografia[modifica]

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]