Costantino I

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Costantino I, busto di marmo presso i Musei Vaticani

Flavio Valerio Costantino, conosciuto anche come Costantino I e Costantino il Grande (274 – 337), imperatore romano.

Citazioni su Costantino I[modifica]

  • Buon politico e ignorante teologo, Costantino credette l'arianesimo niente più che una differenza esteriore, laonde comandò il silenzio: agli uni disse Avete fatto male a tirar in campo una questione irresolubile; agli altri Avete fatto male col pretendere di risolverla; sono punti speculativi da lasciar da banda; non molestatevi l'un l'altro, ma vivete in armonia. (Cesare Cantù)
  • Costantino fu uno strano e complesso personaggio. Faceva gran scialo di fervore cristiano, ma nei suoi rapporti di famiglia non si mostrò molto ossequente ai precetti di Gesù. Mandò sua madre Elena a Gerusalemme per distruggere il tempio di Afrodite che gli empi governatori romani avevano elevato sulla tomba del Redentore, dove, secondo Eusebio, fu ritrovata la croce su cui era stato suppliziato. Ma subito dopo mise a morte sua moglie, suo figlio e suo nipote. (Indro Montanelli)
  • Costantino non fu mai un vero galileo, si servì semplicemente dei galilei per estendere il suo dominio sul mondo. Era un soldato di mestiere, di scarsa cultura, che se ne infischiava altamente della filosofia, sebbene, per non so quale gusto perverso, provasse una enorme soddisfazione alle dispute dottrinarie; le folli diatribe dei vescovi lo affascinavano. (Gore Vidal)
  • Dall'esempio di mio zio, l'imperatore Costantino detto il Grande, che morì quando avevo sei anni, ho imparato che è pericoloso prendere le parti dei galilei, a qualunque fazione appartengano, perché vogliono soffocare e distruggere le cose veramente sante. Non ricordo quasi nulla di Costantino, sebbene un giorno mi abbiano presentato a lui, nel palazzo sacro. Rivedo, vagamente, un gigante molto profumato, che indossava una veste rigida, tempestata di gioielli. Mio fratello Gallo diceva sempre che avevo tentato di strappargli la parrucca. Ma Gallo aveva un umorismo crudele e dubito molto che la storia sia vera. Se avessi veramente tirato la parrucca all'imperatore non mi sarei fatto voler bene, perché era vanitoso come una donna: lo riconoscono perfino i suoi ammiratori galilei. (Gore Vidal)
  • Nato e cresciuto nel centro di quell'Impero che governò per 31 anni, l'Imperatore Costantino ha nel corso della propria esistenza viaggiato attraverso il mondo allora conosciuto, scoprendo le diversità tra le culture, le lingue e le regole sociali dei popoli, giungendo a comprendere come l'esistenza di diversi credi e culture all'interno del territorio imperiale di allora rappresentasse non una minaccia da contrastare o un fenomeno da perseguitare, ma una ricchezza da difendere, valorizzare e trasfondere nell'enunciazione di principi universalmente riconoscibili, accettati e rispettati da tutti i cittadini. (Emma Bonino)
  • Partendo dall'assunto che la Chiesa è la confutazione dell'Impero, egli [Pierre Klossowski] denuncia il travestirsi dell'Impero in Chiesa «trionfante»: «Cesare in effetti non è ancora l'Anticristo; solo dopo che Cristo si sarà rivelato al mondo, Cesare "con l'anima di Cristo" diventerà l'Anticristo». Così, lo In hoc signo vinces di Costantino è ciò attraverso cui si realizza «l'eresia» che trasforma la comunità cristiana in Impero [...]. (Denis Hollier)

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