Crisippo di Soli

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Busto dedicato a Crisippo

Crisippo di Soli (281/277 – 208/204 a.C.), filosofo e matematico greco antico.

Citazioni di Crisippo[modifica]

  • Chiunque corre nello stadio, deve fare ogni sforzo possibile per vincere; ma non deve in nessun modo far gambetta al competitore, o respingerlo con mano. Così nella vita è permesso l'adoperarsi per l'utile proprio, ma è vietato il toglierlo agli altri.[1]
  • Così come il ragno nel bel mezzo della ragnatela tiene con le sue zampe le estremità dei fili per poter sentire da vicino gli urti da qualunque parte essi provengano quando una qualche bestiola è caduta nella trappola, così l'egemonico[2], situato nella parte centrale del cuore, tiene – per così dire – come fili le estremità dei sensi per poter riconoscere da vicino ciò che, come messaggeri, gli comunicheranno.[3]
  • E certo troverrai niuno infra e' mortali a cui non spesso occorrano cose da dolorarlo.[4]
  • La legge è regina di tutte le cose divine ed umane. Essa deve essere l'autorità che determina che cosa sia moralmente bello e che cosa brutto, deve essere sovrana e guida degli esseri predisposti dalla natura a vivere in una comunità politica e di conseguenza deve fornire la norma per ciò che è giusto o ingiusto, ordinando ciò che va fatto e proibendo ciò che non va fatto.[5]
  • La pinna e il guardiapinna[6], a quanto si dice, sono animali che cooperano e che non riuscirebbero a rimanere in vita se stessero per conto proprio. La pinna è una conchiglia, il guardiapinna un piccolo granchio. La pinna spalanca le sue valve e se ne sta ferma ad aspettare che i pesci piccoli entrino dentro di esse; il guardiapinna, dal canto suo, le sta accanto, e quando qualcosa le entra dentro, morde la pinna come a darle un segnale. La pinna allora, rispondendo come a un segnale convenuto, dà un morso e così entrambi gli animali si cibano, in comune, della preda che rimane chiusa dentro le valve.[7]
  • [A un tale che gli muoveva rimprovero perché non con molti frequentava le lezioni di Aristone] Se avessi voluto seguire la moltitudine, non mi sarei dato alla filosofia.[8]
  • Sono poi ridicoli i modi di procurarsi da vivere: chi se li procura da un re deve cedere ai suoi capricci e alle sue voglie; chi se li procura dagli amici si compra l'amicizia per guadagno; chi se li procura per mezzo della sapienza rende la sapienza mercenaria.[9]

Citazioni su Crisippo[modifica]

  • Crisippo è colui che tesse le lodi della provvidenza per il fatto che ci ha procurato i pesci, gli uccelli, il miele e il vino. (Plutarco)
  • Piuttosto si deve passare a parlare di forme di solidarietà individuale e di simbiosi fra specie di animali marini. Una di queste, quella del «guardiapinna», ha fatto consumare grandi quantità di inchiostro a Crisippo, che – per così dire – ha insignito questa bestia della proedria in tutte le sue opere di fisica e di etica. Egli, comunque, non deve avere conosciuto il «guardiaspugna», che altrimenti non avrebbe tralasciato. (Plutarco)

Note[modifica]

  1. Citato in Marco Tullio Cicerone, Dei doveri, traduzione di Giuseppe Rigutini, Sansoni, Firenze, 1876, p. 243.
  2. L'hegemonikon («egemonico») è per gli stoici il centro di autocontrollo dell'anima, ed è perfettamente razionale. (nota del curatore in L'anima degli animali, p. 447)
  3. Citato in Calcidio, In Platonis Timaeum, 220; citato in L'anima degli animali, p. 146.
  4. Citato in Leon Battista Alberti, Profugiorum ab ærumna, in Opere volgari, a cura di Cecil Grayson, Laterza, Bari, 1966, p. 123.
  5. Citato in SVF III, 314; traduzione in Max Pohlenz, La stoa. Storia di un movimento spirituale, Bompiani, 2005, p. 268, ISBN 978-88-452-3408-8.
  6. Il guardiapinna è un piccolo granchio, detto anche pinnotere. Cfr. L'anima degli animali, pp. 268, 489.
  7. Da Sul bello e il piacere, lib. V, in Ateneo, Deipnosophistae, III, 89d; citato in L'anima degli animali, pp. 122-123.
  8. Citato in 2009, VII, 182, p. 370.
  9. Citato in 2009, VII, 189, p. 374.

Bibliografia[modifica]

  • Aristotele, frammenti stoici, Plutarco, Porfirio, L'anima degli animali, a cura di Pietro Li Causi e Roberto Pomelli, Einaudi, Torino, 2015. ISBN 978-88-06-21101-1
  • Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, a cura di Marcello Gigante, Laterza, Bari, 1962.

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