Ettore Lo Gatto

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Ettore Lo Gatto (1890 – 1983), scrittore e critico italiano.

Michail Osorgin e "Un vicolo di Mosca" [modifica]

Incipit[modifica]

Una delle ragioni, sebbene la principale, per cui in Occidente l'attenzione della critica e dei lettori si rivolge agli "anni venti" della letteratura russo-sovietica, è l'interesse per quel che fu lo svolgimento della rivoluzione bolscevica, vista da scrittori che ancora non potevano essere detti sovietici, ma erano prima di tutto russi. La rivoluzione vista dagli scrittori sovietici e russo-sovietici fu un fenomeno retrospettivo che avrebbe potuto avere anche un significato positivo, se non fosse che si verificò non negli "anni venti", ma nel decennio fu appunto quella degli scrittori degli "anni venti", subentrò la "non-libertà" del regime staliniano.

Citazioni[modifica]

  • L'Italia fu il paese nel quale Osorgìn si acclimò al punto di accettarlo come "una nuova patria solare e gioiosa", secondo l'espressione usata in una sua autobiografia.
  • Rievocatore dell'infanzia e adolescenza egli divenne effettivamente, ma solo dopo aver dato come scrittore una prova di originalità quale Un vicolo di Mosca, che del resto ci si presenta anch'esso ricco di rievocazioni attraverso il velo della realtà immediata degli avvenimenti. (p. 12)

[Ettore Lo Gatto, Michail Osorgin e "Un vicolo di Mosca" , prefazione a Michaìl Andréevič Osorgìn, Un vicolo di Mosca, Bompiani, Milano 1968]

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