Nikolaj Aleksandrovič Berdjaev

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Nikolaj Berdjaev nel 1912

Nikolaj Aleksandrovič Berdjaev (1874 – 1948), filosofo russo.

Citazioni di Nikolaj Aleksandrovič Berdjaev[modifica]

  • Dostojevskij non è solo un grande artista, un artista psicologo, e non in questo si deve ricercare la singolarità della sua opera, Dostojevskij è un grande pensatore.[1]
  • Le utopie appaiono oggi assai più realizzabili di quanto non si credesse un tempo. E noi ci troviamo attualmente davanti a una questione ben più angosciosa: come evitare la loro realizzazione definitiva? [...] Le utopie sono realizzabili. La vita marcia verso le utopie. E forse un secolo nuovo comincia; un secolo nel quale gli intellettuali e la classe colta penseranno ai mezzi d'evitare le utopie e di ritornare a una società non utopistica, meno "perfetta" e più libera.[2]

Autobiografia spirituale[modifica]

  • Non ho mai potuto incasellarmi secondo le concezioni del mondo che sogliono chiamare di "sinistra", di "destra": socialismo, nazionalismo, statalismo, clericalismo, collettivismo, fascismo, comunismo totalitario e via dicendo. Quanto piace al gregge, io l'ho in odio, mi sembra banale, e penso che nulla al mondo sia più stupidi del nazionalismo. (Gogol a Roma, p. 55)
  • Ho pure opposto il principio della personalità, la sua indipendenza davanti a ogni ordine sociale, davanti a ogni governo, davanti a ogni ambiente esteriore. Ciò significa che ho difeso lo spirito e quanto ad esso si riferisce. (Gogol a Roma, p. 56)
  • Il comunismo come si è manifestato nella rivoluzione russa, ha negato la libertà, ha negato la personalità, ha negato lo spirito. Precisamente in ciò, non già nel suo sistema sociale, si è manifestato il male demoniaco del comunismo. (Gogol a Roma, p. 56)

Nuovo Medioevo[modifica]

  • Bisognava essere proprio miopi per non accorgersi che la civiltà europea era sull'orlo di una crisi storica mondiale, le cui conseguenze si sarebbero perdute in un avvenire lontano e indeterminabile.
  • Stiamo entrando nel regno dell'ignoto e dell'inesplorato, e vi entriamo senza gioia, senza radiose speranze.
  • La modernità, che sta giungendo alla propria fine, venne concepita all'epoca del Rinascimento. Noi oggi stiamo assistendo alla fine del Rinascimento.
  • La luce diurna e razionalista della storia moderna si va spegnendo, il suo astro declina, avanza il crepuscolo, e ci avviciniamo alla notte.
  • La notte non è meno meravigliosa del giorno, non è meno divina; di notte risplendono luminose le stelle, e si hanno rivelazioni che il giorno ignora.
  • Il sentimento del male diviene più forte e più acuto nel nuovo Medioevo. La forza del male crescerà e assumerà forme nuove per causare nuovi dolori. Ma all'uomo è stata concessa la libertà dello spirito, la libertà di scegliere la propria via.
  • Credere che i popoli e le nazioni vivano nel presente è un errore. Il presente è qualcosa di appena raggiungibile. In realtà si vive nella forza del passato e nell'attrazione del futuro. (p. 134)

Note[modifica]

  1. Da La concezione di Dostojevskij, Einaudi, 1977, p. 218.
  2. Citato in epigrafe de Il mondo nuovo (Brave New World) di Aldous Huxley, traduzione di Lorenzo Gigli, Oscar Mondadori, Milano 1991.

Bibliografia[modifica]

  • Nikolaj Aleksandrovič Berdjaev, Autobiografia spirituale, a cura di Giuseppe Donnini, Vallecchi, Roma, citato in Tommaso Landolfi, Gogol' a Roma, Adelphi, Milano, 2002. ISBN 88-459-1735-5
  • Nikolaj Aleksandrovič Berdjaev, Nuovo Medioevo, a cura di Massimo Boffa, Fazi, Roma, 2000.

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