Tartari

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Tartari della Siberia: nonna e nipote.
Soldati tartari nella Battaglia di Grunwald, particolare dell'opera di Wojciech Kossak, 1931.

Citazioni sui Tartari o Tatari.

  • Dalle rive del Danubio, migliaia di uomini su piccoli cavalli, infagottati in casacche di pelli di topo, Tartari orrendi, con enormi teste, nasi schiacciati, menti deturpate da cicatrici e sfregi, musi gialli senza un pelo, si precipitano a tutta velocità all'attacco dei territori del Basso Impero, travolgendoli come una fiumana. (Joris-Karl Huysmans)

Varvàra Dolgorouki[modifica]

  • I tartari che dimorano in gran parte della Russia, dalla regione del Volga, il Kazan, la Crimea, su fino al Caucaso e alla Siberia, sono i discendenti che ancora restano del loro un tempo glorioso conquistatore Gengis-Khan. Dal suo nipote, Batii, fino al 1242, la Russia fu dominata e oppressa dai tartari per 237 anni: la cosiddetta Tatàrskoe igo o dominazione mongola, imposta dopo la seconda dominazione.
  • In varie parti della Russia i tartari erano molto pittoreschi. A Tzarítzin (Colline Gialle), per esempio, sul Volga: folle variopinte, venditori ambulanti di varie merci con le loro grida caratteristiche. In Crimea i bei tartari nelle loro tuniche ricamate d'oro accompagnavano gli ospiti d'autunno, soprattutto le signore, che noleggiavano i loro cavallini, felici di quelle scorte pittoresche.
  • Talvolta, d'autunno, nella nostra campagna apparivano dei tartari. Giungevano con le famiglie, i carri e gran numero di cavalli, in cerca di lavoro. Questo significava che la siccità li aveva costretti ad allontanarsi per un certo tempo dalla loro regione onde salvar se stessi e i loro cavalli dalla fame. I cavalli sono essenziali ai tartari. Li usano per il lavoro, per il trasporto; il loro principale cibo giornaliero è carne di cavallo e latte di giumenta.

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