Federico Cafiero De Raho

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Federico Cafiero De Raho (1952 - vivente) magistrato italiano, Procuratore nazionale antimafia.

Citazioni di Federico Cafiero De Raho[modifica]

  • Così come è la legge sulle intercettazioni finisce per ostacolare l’esercizio delle indagini.[1]
  • È la massoneria il ponte per raggiungere quella "zona grigia" in cui convergono istituzioni, imprenditoria e criminalità organizzata. È soprattutto con i "pezzi" dello Stato, con gli infedeli appartenenti alle istituzioni, che la 'ndrangheta assume un nuovo livello organizzativo.[2]
  • La cosca Zito-Bertuca controlla da oltre 25 anni Villa San Giovanni dove nel 1991 venne ucciso il giudice Scopelliti. È stato un omicidio che non viene dimenticato dalla Procura della Repubblica. Certamente chi l’ha commesso prima o poi verrà identificato.[3]
  • La ‘ndrangheta cerca di utilizzare tutto ciò che c’è di buono e di meglio nella società per sfruttarlo a proprio piacimento. Ovunque ci sia da dimostrarsi potente e capace il boss è presente, in chiesa come in altre situazioni per dimostrare la supremazia. Il boss della ‘ndrangheta, quello vero, si sente al di sopra di tutto, al di sopra del Papa, come fosse Dio. Questo è paganesimo e come tale va condannato dalla Chiesa, prima, e dalla giustizia se il caso lo richiede, poi. Il ruolo dei sacerdoti è fondamentale. Loro devono osservare la regola del Vangelo e prendere ad esempio Gesù ed isolare la ‘ndrangheta.[4]

Note[modifica]

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