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Federico Cafiero De Raho

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Federico Cafiero De Raho nel 2019

Federico Cafiero De Raho (1952 - vivente) magistrato italiano, Procuratore nazionale antimafia.

Citazioni di Federico Cafiero De Raho[modifica]

  • Così come è la legge sulle intercettazioni finisce per ostacolare l’esercizio delle indagini.[1]
  • È la massoneria il ponte per raggiungere quella "zona grigia" in cui convergono istituzioni, imprenditoria e criminalità organizzata. È soprattutto con i "pezzi" dello Stato, con gli infedeli appartenenti alle istituzioni, che la 'ndrangheta assume un nuovo livello organizzativo.[2]
  • La cosca Zito-Bertuca controlla da oltre 25 anni Villa San Giovanni dove nel 1991 venne ucciso il giudice Scopelliti. È stato un omicidio che non viene dimenticato dalla Procura della Repubblica. Certamente chi l’ha commesso prima o poi verrà identificato.[3]
  • La ‘ndrangheta cerca di utilizzare tutto ciò che c’è di buono e di meglio nella società per sfruttarlo a proprio piacimento. Ovunque ci sia da dimostrarsi potente e capace il boss è presente, in chiesa come in altre situazioni per dimostrare la supremazia. Il boss della ‘ndrangheta, quello vero, si sente al di sopra di tutto, al di sopra del Papa, come fosse Dio. Questo è paganesimo e come tale va condannato dalla Chiesa, prima, e dalla giustizia se il caso lo richiede, poi. Il ruolo dei sacerdoti è fondamentale. Loro devono osservare la regola del Vangelo e prendere ad esempio Gesù ed isolare la ‘ndrangheta.[4]

Interventi alla Camera dei Deputati[modifica]

Dall'intervento alla seduta del 25 ottobre 2022 in risposta al discorso di insediamento di Giorgia Meloni

Resoconto stenografico 4. Seduta di martedì 25 ottobre 2022

  • È nella povertà [...] che le organizzazioni criminali reclutano agevolmente le nuove leve della manovalanza. (p. 49)
  • Le misure attuali derivanti dal reddito di cittadinanza sono state adottate per far fronte alla dilagante povertà e avviare al lavoro, non solo come misura di assistenza, e queste misure non possono essere né sostituite né sospese. (p. 49)
  • Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, è bello vedere una donna a capo del Governo perché sembra che le battaglie che riguardano l’uguaglianza di genere abbiano raggiunto risultati inimmaginabili, ma pensiamo anche che debbano essere portate avanti le battaglie su tutte le discriminazioni. Non basta, quindi, l’uguaglianza di genere, ancora tanti passi in avanti bisogna fare; occorre dare dignità anche a coloro che sono e si sentono diversi, occorre una cultura del rispetto della diversità. (p. 49)
  • Qualcuno ha anche parlato di blocco navale ed è chiaro a tutti che altro è il contrasto alla tratta di esseri umani, che quella, sì, va contrastata. Altro è il blocco del flusso migratorio che fugge dai Paesi senza diritti. Costoro devono avere diritto di asilo, lo dice la nostra Costituzione e lo dice la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. (p. 50)

Dall'intervento alla seduta del 23 novembre 2022

Resoconto stenografico dell'Assemblea Seduta n. 13 di mercoledì 23 novembre 2022

  • Il raggiungimento della parità di genere passa per la sconfitta della sottocultura della violenza degli uomini contro le donne, ma anche per l'eliminazione di barriere e ostacoli che rendono la donna più debole per un'inferiorità salariale o una dipendenza economica o per una reiterata discriminazione che danneggia e ostacola la crescita lavorativa, sociale e professionale della donna.
  • È la cultura della legalità e dell'uguaglianza effettiva la strada per contrastare realmente e definitivamente la violenza dell'uomo sulla donna.
  • In una situazione di estrema vulnerabilità delle vittime di violenza di genere, bisogna offrire prospettive di tutela e di opportunità per consentire alle donne di fuoriuscire dallo stato di soggezione. Se per ottenere giustizia occorre intraprendere un lungo e faticoso calvario, è inevitabile che molte donne non riescano ad emanciparsi.
  • Occorre però che le fattispecie penali siano formulate in modo da consentire, nei casi di più alto rischio di progressione violenta, l'intervento immediato del giudice, con strumenti in grado di vigilare costantemente sui comportamenti. Di chi sono state le responsabilità quando, nonostante le reiterate denunce, la violenza maschile si è abbattuta sulla donna, uccidendola, in una progressione mai da alcuno impedita? Allora, il Codice rosso non è sufficiente.

Citazioni su Federico Cafiero De Raho[modifica]

  • [Antonio] Iovine non l'ha mica arrestato Maroni. Era 16 anni che lo cercavano. Il pm Federico Cafiero de Raho, dell'Antimafia di Napoli, uno degli eroi silenziosi di questo Paese, è la persona a cui deve andare il merito morale del contrasto ai boss casalesi. (Roberto Saviano)

Note[modifica]

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