Ciclismo

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Jump to navigation Jump to search
Les deux cyclistes (P. Monnier, 1969)

Citazioni sul ciclismo.

  • A livello di soddisfazione personale, il top era rappresentato dai grandi tapponi di montagna del Giro o del Tour: un divano, una birra ghiacciata, un panino fragrante e ben imbottito con cui rifocillarsi assistendo allo spettacolo di un nutrito gruppo di tizi che si facevano un culo epico arrampicandosi in bicicletta alle tre di pomeriggio lungo salite ripide ma assolate, sudando come mufloni nel caldo impietoso di luglio. (Marco Malvaldi)
  • Fra calcio e ciclismo esiste una differenza sostanziale: nel calcio esiste il pareggio, nel ciclismo no, si perde, anche in fotografia per un niente. (Alfredo Martini)
  • Ho l'impressione che il ciclismo sia un'orchestra con degli ottimi elementi, ma con un pessimo direttore. Ecco perché‚ questo sport è diventato un casino. E degli altri perché non si parla mai? Noi siamo 150 persone in tutto. Dov'è il tennis, dov'è il calcio? (Alexandre Vinokourov)
  • Il ciclismo è come la vita, non ci sono formule matematiche quando sei davanti ad un avversario. Si tratta di saper soffrire più di lui, i più grandi campioni hanno sempre fatto la differenza col cuore. (Lance Armstrong)
  • Il ciclismo è complesso, fortemente politicizzato, ed è molto più uno sport di squadra di quanto si possa pensare, come mi stavo accingendo a scoprire. (Lance Armstrong)
  • Il ciclismo professionistico ha sempre praticato l'omertà e ha giocato un ruolo importante nella cultura del doping. (David Walsh)
  • Il ciclismo è lo sport più popolare perché non si paga il biglietto. (Pier Paolo Pasolini)
  • Il ciclismo, per lungo tempo, è stato un dolce racconto mediatico che ha fatto leva sulla fantasia del narratore e di chi ne ha fruito. (Adriano De Zan)
  • [«Quanto è cambiato il ciclismo dai tuoi inizi ad oggi?»] Il rapporto giornalista-campione, ad esempio, è diverso: e questo in tutti gli sport. Anzi, se pensiamo al calcio dobbiamo trarre la conclusione che il ciclismo è comunque lo sport che più di ogni altro è rimasto accessibile. Col campione di ciclismo si riesce ancora ad avere un rapporto abbastanza stretto. Col calciatore no. [...] Anche il ciclismo, però, è cambiato con la presentazione degli uffici stampa. Inoltre, il ciclismo ha quasi completato il processo di globalizzazione. [...] Allora non c'erano tutte le nazioni di oggi: quando arrivò Greg LeMond, americano, sembrava un marziano. Adesso [...] si ritrovano i colombiani, che arrivano dai tremila metri ed in salita vanno alla grande; e poi il sudafricano bianco, l'australiano, il neozelandese, gli inglesi. È diventato un ciclismo molto più complesso: all'epoca di Gimondi le nazioni principali nel ciclismo erano quattro. (Beppe Conti)
  • In altri sport, le squadre amano definirsi «famiglie». Nel ciclismo, non è una metafora. (Tyler Hamilton)
  • La sofferenza è una compagna di viaggio, è un'insegnante di disciplina, è una maestra di vita. Però il ciclismo non è solo sofferenza, ma anche piacere. Stai nella natura, nel paesaggio, nel mondo. Stai con la gente e nella gente. Vivi un'eterna giovinezza. (Alfredo Martini)
  • Nell'ombra della notte si ritorna soli. È l'ora che preferisco per viaggiare in bicicletta, al raggio delle stelle su la strada vuota, per la bianchezza della quale l'occhio vede da lungi sicuramente. Dove si corre? (Alfredo Oriani)
  • Oggi il ciclismo è certamente cambiato, ha raggiunto una «democratizzazione» molto più evidente: tutti posso vincere, tutti hanno la possibilità di fare la loro corsa, e le spinte, dopo un patto fra galantuomini, sono state definitivamente bandite. (Adriano De Zan)
  • [«Come mai il ciclismo ha ispirato tante belle penne? Da Alfonso Gatto a Dino Buzzati, da Orio Vergani a Indro Montanelli»] Perché nessuno sport si presta come il ciclismo al racconto. Nel calcio — che pure è popolarissimo in tutto il mondo — si corre dietro a una palla. Negli anni di quei fuoriclasse della scrittura i corridori scalavano montagne sullo sterrato, facevano imprese eroiche. E, particolare non da poco, non c'era la televisione. La gente "vedeva" le imprese dei campioni attraverso il racconto di quegli scrittori. E poi il ciclismo era di gran lunga lo sport più popolare. Ti faccio un esempio: Fiorenzo Magni aveva appeso una prima pagina della Gazzetta dello Sport, nel suo ufficio. Un grande titolo d'apertura, che occupava quasi tutta la pagina, su una sua vittoria di tappa. Sotto, di taglio basso, il titolo sul Milan che, battendo l'Inter nel derby, aveva vinto lo scudetto. Ti rendi conto? (Beppe Conti)
  • Pronte sono le biciclette lustrate come nobili cavalli alla vigilia del torneo. Il cartellino rosa dal numero è fissato al telaio coi sigilli. Il lubrificante le ha abbeverate al punto giusto. I sottili pneumatici lisci e tesi come giovani serpenti. (Dino Buzzati)
  • Quello che non va bene per il ciclismo e soprattutto per i tifosi è non vedere correre i grandi campioni per tutta la stagione; questo si che fa male al ciclismo. (Francesco Moser)
  • Uno sport che produce sudore. (Enzo Ferrari)
  • Volare come un uccello: ecco il sogno; correre sulla bicicletta: ecco oggi il piacere. Si torna giovani, si diventa poeti. (Alfredo Oriani)

Letizia Paternoster[modifica]

  • Fate ciclismo perché riempie la vita di emozioni, fa divertire, fa crescere. Che diventi un lavoro o meno, crea una mentalità che serve nella vita di tutti i giorni.
  • Il ciclismo è un mondo irto di ostacoli. Ma come si dice nel nostro ambiente, dopo una dura salita c'è sempre il tratto in discesa.
  • Le difficoltà in bici sono sempre dietro l'angolo e bisogna essere sempre pronte ad affrontarle. Le gambe contano fino ad una certo punto: prima iniziano a far male, poi mano a mano l'energia manca. Lì entra in gioco la testa che deve comandare e spingere il proprio corpo a tenere duro e anche ad andare oltre i propri limiti. Tutto ciò però penso che non sia possibile senza un pizzico di cuore, di passione, che accompagnano e rendono possibile tutto ciò.
  • Non vedo perché il ciclismo debba essere considerato un sport prettamente maschile. Io in bici resto me stessa e porto, come tutte, la mia femminilità. Ma non chiamatemi modella per piacere! [...] Io mi limito ad andare forte in bici.

Bibliografia[modifica]

  • Giancarlo Gozzi, Lassù sulle Montagne... Cronache del Giro d'Italia in Valtellina e Valchiavenna, Polaris, Sondrio 2000.

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]