Giovanni Keplero

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Giovanni Keplero

Johannes Kepler o Giovanni Keplero (1571 – 1630), astronomo e matematico tedesco.

Citazioni di Giovanni Keplero[modifica]

  • Anche la pietà, anche il sacrificio di sé fanno parte delle passioni cieche: si scatenano con impeto e disprezzano il buon senso.[1]
  • Bruno ha concepito il mondo infinito in modo tale che quante sono le stelle fisse, tanti sono i mondi, e questo nostro mondo diviene uno fra i mondi innumerabili, perlopiù in nulla diverso dai rimanenti che lo circondano. (da De stella nova in pede serpentarii)[2]
  • Bruno sostenne l'inutilità di tutte le religioni e che Dio è presente nel mondo. (da una lettera a Johann Brengger, 5 aprile 1608)[2]
  • Essi [Bruno e E. Bruce] pensavano che anche altri corpi fossero circondati dalle proprie lune, come la Terra dalla sua. Tu dimostri in generale che quelli avevano sostenuto cose vere; ma sostenevano che le stelle fisse avessero il pianeta; Bruno addirittura ne fornì anche il motivo necessario [...]. Le tue osservazioni dimostrano che tutto questo ragionamento di Bruno non vale nulla[3]. (da una lettera a Galileo, 19 aprile 1610[2])
  • [Sul cannocchiale di Galileo Galilei] Oh canna meravigliosa, più preziosa d'uno scettro!
Oh du herrliches Rohr, köstlicher als ein Szepter![4]
  • [Dichiara che] nessun re poteva donar(gli) di più delle osservazioni degne di fede.
[...] kein Köning kann mir mehr schenken als zuverlässige Bebachtungen.[4]
  • Seppi da Wacherio che il Bruno fu abbruciato in Roma e che sopportò con costanza il supplicio, asserendo che tutte le religioni sono vane e che Iddio s'immedesima col mondo, col circolo e col punto. (da una lettera a Johann Brengger, medico e scienziato tedesco; citato in Domenico Berti, Vita di Giordano Bruno da Nola, Paravia, Torino 1868)

Attribuite[modifica]

  • I protestanti preferiscono essere in disaccordo col sole piuttosto che d'accordo col papa.[5]
Secondo altre fonti sarebbe una citazione di Voltaire.

Citazioni su Giovanni Keplero[modifica]

  • Concepita negli anni studenteschi di Tübingen, durante i quali l'originale interrogativo di come potesse essere visto dagli ipotetici abitatori lunari il moto dei pianeti e del sole cominciò ad agitare la mente di Keplero, l'operetta si trascinò per anni incompiuta; ma nel 1611 una copia del manoscritto capitò nelle mani di un tal barone von Volckerstorff, che lo portò a Tübingen: La cosa fu fatale a Keplero, poiché il «sogno» – una fantasia dei suoi colloqui e relazioni con spiriti celesti con cui il nostro voleva convincere coloro che credono unicamente a ciò che hanno visto – passò ben presto in dominio pubblico, al punto che «se ne era ciarlato perfino nelle botteghe dei barbieri» (dass sogar in den Barbierstuben darüber geschwatz worden ist), fomentando e rinsaldando la convinzione ch'egli (Durakotus, nel sogno) e la madre (Fiolxhilde) effettivamente avessero ricevuto il messaggio del «demone» circa il modo di poter pervenire all'isola Levania (la Luna), sospesa nell'etere a 50.000 miglia dalla Terra, sull'accelerazione necessaria a vincere la forza di gravità terrestre, sui pericoli di tale accelerazione per l'uomo, sullo stato ideale una volta pervenuti nel vuoto atmosferico, sull'attrazione lunare ecc. (Maria Teresa Mandalari)
  • Il celebre Keplero, il ramingo, inquieto Johannes (viaggiò tanto, per i suoi tempi, da lasciar sbalorditi a pensare che in tanto pellegrinare abbia trovato, non foss'altro, il tempo materiale di compiere gli sconvolgenti studi e gli ottanta volumi che sappiamo!) molto amò Leonberg e vi tornò spesso: clamorosamente poi quando – da figlio memore e devoto – si assunse di difendere la madre, l'altrettanto minuta e inquieta Katharina, dalle accuse di stregoneria che avevano attirato sul capo un pericolosissimo processo. (Maria Teresa Mandalari)

Albert Einstein[modifica]

  • In epoche turbate e angosciate come la nostra, in cui è difficile trovare gioia negli uomini e nel corso degli eventi umani, è particolarmente consolante evocare il ricordo di un uomo così grande, così sereno quale Kepler. Egli viveva in un'epoca in cui l'esistenza di leggi generali per i fenomeni naturali non era affatto stabilita con certezza. Quanto grande doveva essere la sua fede in queste leggi per dargli la forza di consacrare dozzine d'anni ad un lavoro paziente e difficile, nell'isolamento, senza alcun appoggio, poco compreso dai suoi contemporanei, alla ricerca empirica del movimento dei pianeti e delle leggi matematiche di questo movimento.
  • Keplero era uno di quei rari individui semplicemente incapaci di fare altro che battersi apertamente in difesa delle proprie convinzioni in ogni ambito.
  • Nella ricerca dovette sbarazzarsi dell'approccio animistico, una modalità di pensiero orientata a fini nascosti. Dovette per prima cosa riconoscere che nemmeno la tecnica matematica più nitidamente logica offriva di per sé alcuna garanzia di verità, facendosi irrilevante se non verificata sulle più meticolose osservazioni della scienza naturale. Non fosse stato per questo orientamento filosofico, il lavoro di Keplero non sarebbe stato possibile. Lui non ne parla, ma le sue lettere riflettono tale lotta interiore.
  • Risalta meravigliosamente bene dai lavori mirabili ai quali Keplero ha consacrato la sua vita, che la conoscenza non può derivare dall'esperienza sola, ma che occorre il paragone fra ciò che lo spirito umano ha concepito e ciò che ha osservato.

Note[modifica]

  1. Da Lettera per la scelta di una moglie, Stampa Alternativa, 1998, p. 9.
  2. a b c Citato in Immagini di Giordano Bruno 1600-1725, Procaccini, Napoli 1996.
  3. Keplero non visse abbastanza... la prima scoperta confermata di un pianeta extrasolare avvenne il 6 ottobre 1995.
  4. a b Citato in Maria Teresa Mandalari, Keplero e le streghe, La Fiera Letteraria, 23 febbraio 1967.
  5. Citato in Giuseppa Saccaro Del Buffa, Arthur O. Lewis, Utopia e modernità, Gangemi editore, 1989, p. 251.

Altri progetti[modifica]