Giovanni Stobeo

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La prima pagina del Florilegium di Stobeo, edizione 1536

Giovanni Stobèo (V secolo), scrittore bizantino.

Citazioni di Stobeo[modifica]

  • Una vita ben ordinata garantisce un felice avvenire.[1]
  • Stai attento: poiché i decani comandano sui pianeti, e noi siamo sotto il dominio dei Sette, ti rendi dunque conto di come siamo soggetti a una certa influenza dei decani, sia tramite i loro figli, sia tramite i pianeti? (VI frammento) [2]

Anthologion[modifica]

  • Socrate diceva che è più facile trattenere sulla lingua un carbone ardente, piuttosto che un discorso che non deve essere pronunciato.[3] (libro III, cap. 41)
  • Socrate, essendogli stato annunciato, mentre discuteva, che suo figlio era morto, dopo aver terminato la discussione disse: "Andiamo ad adempiere per Sofronisco ciò che è d'uso".[3] (libro IV, cap. 44)

Florilegium[modifica]

  • [...] pensi al più affidabile; loro che non hanno nulla da contendere a nessuno? L'invidia è sempre un'ottima compagna. Guardati dall'invidiare ricchi e poveri. (tit. XXXVIII, 2-6)  traduttore? traduttore?
  • Guardati da chiunque sostiene di essere un uomo felice, ché, presto, a delle felici esequie andrebbe incontro. Solo ai morti gli elogî si danno senza pericolo. (tit. CV, 2 attribuibile a Leda)  traduttore? traduttore?

Note[modifica]

  1. Citato in G. B. Garassini e Carla Morini, Gemme, classe 5 maschile, Sandron, Milano [post. 1911].
  2. Citato da Frances A. Yates, Giordano Bruno e la tradizione ermetica. Laterza p. 53 ISBN 978-88-420-9239-1
  3. a b Citato in Alessandro Ravera e Francesco Adorno, Socrate: vita, pensiero, testimonianze, a cura di Armando Massarenti e Gabriele Giannantoni, Il Sole 24 Ore, 2006.

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