San Girolamo

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San Girolamo nel suo studio, di Domenico Ghirlandaio

Sofronio Eusebio Girolamo, noto come san Girolamo, san Gerolamo o san Geronimo (347 – 419/420), teologo romano.

Citazioni di San Girolamo[modifica]

  • A caval donato non si guarda in bocca.
Noli equi dentes inspicere donati. (da Commentariorum In Epistolam Beati Pauli Ad Ephesios)
  • Fai di necessità virtù.
Facis de necessitate virtutem. (da Apologia adversus Libros Rufini)
  • I privilegi di pochi non costituiscono legge. (da Commenti biblici)
Privilegia paucorum non faciunt legem. (Jonam)
Non plausus sed lacrymas et suspiria
  • Ogni giorno lacrime, ogni giorno gemiti, condannato in compagnia solo di scorpioni e di belve.[3]
  • Vorrei proprio che mi capitasse quello che Tito Livio dice di Catone: "Alla sua gloria nessuno portò giovamento con le sue lodi, né nocumento con le sue accuse, anche se l'uno e l'altro atteggiamento ebbero ad assumere uomini forniti di altissimo ingegno." Vuole riferirsi a Marco Cicerone e a Gaio Cesare: il primo di loro scrisse le lodi, il secondo le accuse del personaggio appena citato.[5]
Optarem illud mihi contingere, quod T. Livius scribit de Catone: "Cuius gloriae neque profuit quisquam laudando nec vituperando nocuit, cum utrumque summis praediti fecerint ingeniis." Significat autem M. Ciceronem et C. Caesarem, quorum alter laudes, alter vituperationes supra dicti scripsit viri. (da Commentarium in Oseam, prefazione, III)

Adversus Iovinianum[modifica]

  • Proprio come il divorzio secondo la parola del Salvatore non fu permesso fin dal principio, ma a causa della durezza del nostro cuore fu una concessione di Mosè alla razza umana, così anche il mangiar carne fu sconosciuto fino al diluvio. Ma dopo il diluvio, alla maniera delle quaglie date nel deserto al popolo che mormorava, il veleno della carne animale fu offerto ai nostri denti. [...] Agli albori della razza umana non mangiavamo carne, né facevamo pratiche di divorzio, né pativamo il rito della circoncisione. Così abbiamo raggiunto il diluvio. Ma dopo il diluvio, insieme con il dono della legge che nessuno poteva soddisfare, ci è stata data la carne come cibo, e il divorzio è stato permesso agli uomini duri di cuore, ed è stato applicato il taglio della circoncisione, come se la mano di Dio avesse plasmato in noi qualcosa di superfluo. Ma una volta che Cristo è venuto alla fine dei tempi, e l'Omega è passata in Alfa e la fine è stata mutata in principio, non ci è più permesso il divorzio, né siamo circoncisi, né mangiamo carne. (I, 18[6])
  • Dicearco, nei suoi libri sull'antichità greca, riferisce che sotto il segno di Saturno, quando la Terra era ancora spontaneamente fertile, nessun uomo mangiava carne, vivendo tutti di frutti e legumi che crescevano naturalmente. (II, 13[7])

Epistole[modifica]

  • Ogni giorno cambiamo, ogni giorno moriamo, eppure ci vagheggiamo eterni.
  • Quando lo stomaco è pieno, è facile parlare di digiuno.
Plenus venter facile disputat de ieiuniis. (58, 2)
  • Un'amicizia che può terminare non è mai stata sincera.[9]
Amicitia quae desinere potest, vera nunquam fuit. (3, 6)
  • Vigilanzio apre di nuovo la sua fetida bocca e butta il suo schifosissimo fiato contro le reliquie dei santi martiri [...] Lo si consegni alla morte della carne, affinché sia salvo lo spirito.[10]

Citazioni su San Girolamo[modifica]

  • San Geronimo fu un vero maestro di monaci. Egli scrisse diverse empietà sul matrimonio, in cui vedeva solo (la soddisfazione de)gli istinti. Ma in realtà nel matrimonio le tentazioni vengono sconfitte attraverso la carne. (Martin Lutero)

Note[modifica]

  1. Citato in Gianfranco Ravasi, L'incontro: ritrovarsi nella preghiera, Oscar Mondadori, Milano, 2014, p. 13. ISBN 978-88-04-63591-8
  2. Citato in Guglielmo Audisio, Lezioni di eloquenza sacra, Giacinto Marietti, Torino, 1870.
  3. Citato in Corriere della Sera, 25 ottobre 2008.
  4. Citato in Giuseppe Ricciotti, introduzione a Zaccaria, in La sacra Bibbia, Salani Editore, Firenze, 1954, p. 1297.
  5. Citato in Gian Domenico Mazzocato, Frammenti, in Tito Livio, Storia di Roma dalla fondazione, vol. 6, Newton & Compton, Roma, 1997, p. 489. ISBN 978-88-8183-773-1
  6. Just as divorce according to the Saviour's word was not permitted from the beginning, but on account of the hardness of our heart was a concession of Moses to the human race, so too the eating of flesh was unknown until the deluge. But after the deluge, like the quails given in the desert to the murmuring people, the poison of flesh-meat was offered to our teeth. [...] At the beginning of the human race we neither ate flesh, nor gave bills of divorce, nor suffered circumcision for a sign. Thus we reached the deluge. But after the deluge, together with the giving of the law which no one could fulfil, flesh was given for food, and divorce was allowed to hard-hearted men, and the knife of circumcision was applied, as though the hand of God had fashioned us with something superfluous. But once Christ has come in the end of time, and Omega passed into Alpha and turned the end into the beginning, we are no longer allowed divorce, nor are we circumcised, nor do we eat flesh [...]. (da Against Jovinianus, traduzione inglese di W.H. Fremantle, G. Lewis e W.G. Martley, in Nicene and Post-Nicene Fathers, Second Series, vol. 6, Christian Literature Publishing, Buffalo, 1893; riveduto e trascritto a cura di Kevin Knight in NewAdvent.org)
  7. Citato in Jean Jacques Rousseau, Discorso sull'origine e i fondamenti della disuguaglianza, in Scritti politici, vol. 1, a cura di Maria Garin, Laterza, Bari, 1971; citato in Gino Ditadi, I filosofi e gli animali, vol. 2, Isonomia, Este, 1994, p. 707. ISBN 88-85944-12-4
  8. Traduzione di Roberto Pomelli, in Aa. Vv., L'anima degli animali, Einaudi, Torino, 2015, p. 417. ISBN 978-88-06-21101-1
  9. Citato in Paola Mastellaro, Il libro delle citazioni latine e greche, Mondadori, Milano, 2012, p. 19. ISBN 978-88-04-47133-2.
  10. Citato in Walter Peruzzi, Il cattolicesimo reale attraverso i testi della Bibbia, dei papi, dei dottori della Chiesa, dei concili, Odradek, Roma, 2008, p. 209.

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