Isacco di Ninive

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Isacco di Ninive

Isacco di Ninive (VII secolo), monaco, vescovo, teologo e mistico siro-qatariota.

Discorsi ascetici – prima collezione[modifica]

  • A chi ha bisogno di preghiera appassionata e di dolci parole, tu non dare invece di quelle un rimprovero, perché saresti causa della sua perdita e ti verrebbe richiesta la sua anima dalle tue mani.
  • Ama i peccatori e disprezza le loro opere.
  • Chi guarda ai venti non semina.
  • Chi si denuda per amore di Dio, Dio lo rivestirà di una veste di gloria.
  • Ci sono tre modi con i quali ogni anima razionale può avvicinarsi a Dio: o con l'ardore della fede, o con il timore, o con la correzione di Dio. Non è possibile accedere al livello dell'amore per via diretta ed unica, senza prendere le mosse da uno di questi tre modi.
  • Come il vapore oscura lo splendore della luna, così il vapore del ventre scaccia dall'anima la sapienza di Dio.
  • Custodiscono la purezza le fatiche corporali e la meditazione della Scrittura.
  • Davanti a Dio sono più preziose le tribolazioni per amore della giustizia che non tutti i voti e i sacrifici.
  • Disprezza l'onore e sarai onorato, non amarlo e non sarai disprezzato.
  • Dove fiorisce l'umiliazione, di là sgorga la gloria.
  • Ė meglio per noi la morte in battaglia per amore di Dio, che non la vita nella vergogna e nell'ignavia.
  • Fatiche ed umiltà rendono l'uomo un dio sulla terra.
  • Fede e compassione conducono velocemente alla limpidezza.
  • Fin quando l'uomo serve Dio sensibilmente e per mezzo delle cose, le impronte delle cose si imprimono nei suoi pensieri e la sua mente pensa in forme corporee le cose di Dio. Quando, invece, sente ciò che è dentro le cose, allora, secondo la misura della sua potenza di sentire, anche la sua mente sarà innalzata di tempo in tempo oltre gli schemi delle cose.
  • Il vino riscalda il corpo, ma la Parola di Dio riscalda la mente.
  • L'umiltà raccoglie sempre compassione; mentre la durezza di cuore e la mancanza di fede raccolgono sempre eventi duri ed imprevisti, finché all'improvviso insorge contro di loro il Male ed esse sono consegnate al giudizio finale.
  • L'umiltà raccoglie il cuore.
  • La tolleranza dell'ingiuria nasce dal disprezzo del mondo.
  • Le fatiche del corpo, senza le bellezze della mente, sono come un seno sterile e mammelle asciutte.
  • Misericordioso è colui che, quando fa misericordia, non distingue nel suo pensiero una classe di uomini dall'altra.
  • Non avvicinarti ai litigiosi per non essere costretto ad uscire dalle tue abitudini di pace.
  • Non fuggire i malati di malattie ripugnanti perché anche tu sei rivestito di carne.
  • Non stringere vento nel tuo pugno cioè la fede senza le opere.
  • Ogni virtù dalla quale il corpo non sia costretto, ritienila un aborto senza anima.
  • Prima delle tentazioni l'uomo prega Dio come estraneo, ma quando entra nelle afflizioni a causa dell'amore per lui, senza subire alterazione, allora è come uno che ha imposto a Dio dei debiti.
  • Prima di inciampare, prega e chiedi.
  • Quando è dato il fervore, è tolta la tristezza ed il lutto.
  • Se desideri la castità, fa' cessare il flusso dei pensieri turpi, occupandoti nella lettura della Scrittura e nella supplica incessante davanti a Dio.
  • Se hai rinunciato volontariamente all'intero corpo del mondo, non contendere con nessuno per piccole parti di esso.
  • Se hai rigettato la gloria, fuggi da coloro che vanno a caccia di lode.
  • Se voi vi preoccupate di questo [il Regno dei Cieli], il mondo, come un servo, vi preparerà ogni cosa e obbedirà alle vostre parole senza esitare, senza resistere in nulla alla vostra volontà, come si obbedisce ad un padrone.
  • Senza conoscere la tentazione delle passioni non è possibile conoscere la verità. La tentazione è il luogo in cui noi conosciamo la verità.
  • Senza le tentazioni non si sperimenta la Provvidenza di Dio e l'amore di Dio non si radica nell'anima dell'uomo.

[Isacco di Ninive, Discorsi ascetici. Prima collezione, Città nuova, 1984]

Discorsi ascetici – terza collezione[modifica]

  • Eccellente è colui che dimora, solo, in Dio. Egli è conti­nuamente spinto ad ammirare ciò che è nella natura di Dio; la sua intelligenza s'innalza allora al di là di se stessa, essendo re­sa sapiente dallo Spirito circa la conoscenza eccellente e la fe­de nei misteri.
  • I solitari si uniscono a Dio in ogni momento, per mezzo della preghiera.
  • L'ar­dente desiderio, infatti, può, anche quando la realtà sperata è lontana, mettere in comunione con essa attraverso l'immagina­zione.
  • La preghiera, infatti, è capace più di ogni altra cosa di avvicinare la mente a Dio, così che questi entri in comunione con essa e risplenda nelle sue condotte.
  • L'ordine esteriore, infatti, è capace di orientare in ogni direzione il pensiero del cuore.
  • Non c'è nulla che sia capace di allontanare il pensiero dal mondo, quanto l'intrattenersi con la speranza; nulla che sia capace di rendere intimi di Dio, quanto l'invocare la sua sapienza; nulla che consenta di accedere all'amore, quanto lo scoprire il suo amore per noi; e nulla che innalzi la mente nell'ammirazio­ne, al di fuori di tutto ciò che è visibile, per farla dimorare al di là del mondo davanti a Dio, quanto l'investigare i misteri della sua natura.
  • O Cristo che tutti arricchisci, invia in me la tua speranza; e fammi uscire dalla tenebra, verso la conoscenza della tua luce, perché io ti lodi con il cuore e non solo con la bocca.
  • Ornato di abitudini eccel­lenti, il solitario da quel momento vive senza esitazioni né ti­more; ormai quello che percepisce è solo la paternità di Dio e il suo essere figlio: nient'altro più c'è tra lui e Dio!
  • Perché i pensieri dimorino nella pace, è necessario che ci prendiamo grande cura anche di ciò che riguarda gli esercizi fisici.

[Isacco di Ninive, Discorsi ascetici. Terza collezione, Qiqajon Edizioni, 2004]

Discorsi spirituali[modifica]

  • Finché non avrai trovato l'umiltà, sarai provato più che da ogni altra cosa dall' accidia e l'accidia genererà in te continui pensieri e vedrai la moltitudine degli uomini mancare verso di te e, per quanto miri bene e secondo il dovuto alla meta, sarai quel che non è bene [essere]. Per questo ogni cosa ti sembrerà [capitare] alla rovescia.
  • Il lavoro della preghiera nell'agonia della vigilia della passione è l'atto insieme estremo e in qualche modo unico e proprio del cristiano.
  • La preghiera pura non è che i fantasmi delle cose non si muovano nell'intelletto, ma che l'intelletto non li guardi con invito né resti in conversazione con loro.
  • Non pensare sia ozio il molto indugiare in adorazione davanti a Dio, essa [è] l'umiliazione del corpo e dell'intelligenza ... e una grande prontezza alla carità di Dio.
  • Nostro Signore, dalla notte in cui sudò (Lc 22,44), ha mutato il sudore del lavoro [esercitato] su di una terra che fa crescere spine e cardi (Gen 2,18) nel sudore che si accompagna alla preghiera, perché [l'uomo] sudasse nel lavoro della giustizia.
  • Sappi che la sollecitudine di Dio ha fatto venire a te tutte queste cose perché tu fossi umiliato", affinché nell'ora del sereno sapessi "che (il fatto di] stare in piedi non è [opera] tua né della tua virtù, ma [che] è la grazia che ti porta sul palmo delle sue mani perché tu non sia scosso.

[Isacco di Ninive, Discorsi spirituali ed altri opuscoli, traduzione di Paolo Bettiolo, Qiqajon Edizioni, 1990]

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