Jonathan Rosenbaum

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Jonathan Rosenbaum (1943 – vivente), critico cinematografico statunitense.

Citazioni di Jonathan Rosenbaum[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • [Su Trappola di cristallo] La sceneggiatura è abbastanza prevedibile e la maggior parte dell'azione consiste nel mostrare l'ingenuità della polizia e degli ufficiali dell'FBI che stanno fuori e personaggi che chiamano altri idioti.
The script is fairly routine, and most of the wit consists of showing the naivete of police and FBI officials outside and characters calling one another dickhead.[1]
A serviceable if rather overextended and overblown adventure thriller.[1]
  • [Su Tutti pazzi per Mary] L'umorismo gross-out [del film] è fondamentalmente moderato, per tutte le sue modifiche a un sistema, e anche se questo film sembra raffazzonato, la sua sceneggiatura unisce sorprendentemente bene tutto.
The gross-out humor is basically sweet tempered, for all its tweaking of PC attitudes, and though this film looks slapdash, its script is surprisingly well put together.[2]
  • [Su Matrix] Anche se è traboccante di pretese in senso positivo, per la prima ora circa è intrattenimento semplicione, sebbene ci siano frequenti rimandi a Blade Runner (strade piovose e piene di rifiuti) e Men in Black (uomini con completi scuri e occhiali da sole). Col tempo però diviene chiaro che i Wachowski sono plagiatori a favore delle pari opportunità, prelevando liberamente da Star Wars per la mitologia, da Die Hard per i grattacieli, da Alien per i personaggi secondari e gli arredi, da Superman e True Lies per le acrobazie, da Videodrome per la paranoia e persino, Dio ci aiuti, da The Game - Nessuna regola per le sciocchezze metafisiche.
Though positively brimming over with pretensions, this is simpleminded fun for roughly the first hour, despite frequent reminders of Blade Runner (rainy and trash-laden streets) and Men in Black (men in dark suits with shades). But eventually it becomes clear that the Wachowskis are equal-opportunity plagiarists, drawing just as freely on Star Wars for mythology, Die Hard for skyscrapers, Alien for secondary characters and decor, Superman and True Lies for stunts, Videodrome for paranoia, and even, God help us, The Game for metaphysical jive. (dal Chicago Reader, 1999[3])
  • [Su Déjà vu - Corsa contro il tempo] La trama ricorda il film di Otto Preminger Laura (1944) nel suo malumore romantico ed ha alcuni struggenti punti filosofici in comune alle storie sui viaggi nel tempo. Ma la meccanica fantascientifica (piacevole) e i meccanismi thriller (meccanici) di questo violento film prodotto da Jerry Bruckheimer non ingranano molto bene con la riflessione, e l'azione trionfa sulla maggior parte delle prove di pensiero.
The story recalls Otto Preminger's Laura (1944) in its romantic moodiness and has some of the philosophical poignance common to tales of time travel. But the SF hardware (enjoyable) and thriller mechanics (mechanical) of this Jerry Bruckheimer slam-banger don't mesh very well with reflection, and the action trumps most evidence of thought.[4]

Note[modifica]

  1. a b (EN) Da Die Hard, Jonathanrosenbaum.net, 1º luglio 1988.
  2. (EN) Da There's Something About Mary, Jonathanrosenbaum.com, 1º luglio 1998.
  3. (EN) Citato in The Matrix, OnFilm.ChiReader.com
  4. (EN) Da Deja Vu | Jonathan Rosenbaum, Jonathanrosenbaum.com, 17 novembre 2006.

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