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L'ululato

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L'ululato

Descrizione di questa immagine nella legenda seguente.

Quadro di Alfred Wierusz-Kowalski presente in una scena del film

Titolo originale

The Howling

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1981
Genere Horror
Regia Joe Dante
Soggetto Gary Brandner
Sceneggiatura John Sayles, Terence H. Winkless
Produttore Michael Finnell, Jack Conrad
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

L'ululato, film horror del 1981 diretto da Joe Dante.

Incipit

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La repressione. La repressione è la madre delle nevrosi, dei propri tormenti. Naturalmente, lo stress aumenta quando combattiamo contro i nostri impulsi. Tutti abbiamo sentito parlare del magnetismo animale, del magnetismo umano, e l'uomo si sente come se avesse perso qualcosa di prezioso nella lunga evoluzione verso la civilizzazione umana, e questo è abbastanza naturale. L'uomo è una combinazione di ragione e d'istinto, di sofisticato e di primitivo. Non dovremmo mai cercare di reprimere la bestia, l'animale che è in noi. (George Waggner)

Frasi

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  • La solita lotta fra la mente e il corpo per me non è indispensabile. È una lotta che produce rabbia, frustrazione. (George Waggner)
  • Tu senti qualcosa per me, Karen... Nessuno lo sente. Non sono reali. La gente è morta... No, non potrebbero mai capirmi! Ma tu sei diversa... ti vedo alla televisione, lo so che solo tu puoi capirmi! Ti chiedo solo di darmi il tuo corpo! Voltati, ora, Karen... Voglio che mi guardi! (Eddie Quist)
  • Sono imprevedibili e spesso sono anche fonte di sorprese. Non hanno regole. Seguono un impulso, e delle volte questo impulso è creativo. Ma non è usuale per un assassino disegnare così bene. (George Waggner)
  • Ho tutto: adoratori del Sole, della Luna, di Satana. Ho anche tutto sui seguaci di Manson. Erano carogne! (Walter Paisley)
  • [Doppiaggio]
    Io ne ho passate una decina, ma niente da fare: riposo, tranquillanti, terapia di gruppo, terapia intensiva, terapia estensiva. Non lo so, però da quando sono qui mi sento ritornata normale. Mi sento più tranquilla. (Donna)
[Sottotitolaggio di Pulp Video]
Prima di conoscere Doc ho fatto di tutto: terapia di gruppo, terapia trascendentale, Scientology, iridologia, urlo primordiale[1]. Non so. Forse ci vorranno altri cinque anni di duro lavoro e poi sarò un essere umano.
  • Uccidere un animale e non mangiarlo è sadismo. (T.C. Quist)
  • Se abbiamo cercato questo posto, è per salvarci dagli umani. (George Waggner)
  • [Doppiaggio]
    È inutile. La natura bestiale dell'uomo non si può cambiare. (Erle Kenton)
[Sottotitolaggio di Pulp Video]
Non puoi domare quello che è destinato a essere selvaggio, Doc. Non è naturale.
  • Inevitabilmente, essere con la violenza, nella violenza, porta a ognuno di noi a delle scelte morali. Fortunatamente, la maggior parte dell'umanità è capace di fare una scelta costruttiva e morale. Ma, in alcuni esseri, la parte bestiale ha il sopravvento, e porta costoro ad azioni che forse loro stessi non vorrebbero commettere. (George Waggner)
  • Chris, la gente deve sapere, è una cosa troppo mostruosa! (Karen White)
  • Un furioso incendio sta divorando i boschi a nordovest della città. Secondo i pompieri, le fiamme si sono sviluppate da una località detta la "Colonia", una comunità sperimentale fondata da uno dei più affermati cultori di psicologia, il dottor George Waggner. [...] Dalle prime notizie, risulta che molti cadaveri sono stati ritrovati nell'interno e nell'esterno della colonia, bruciati e irriconoscibili. Si fanno paragoni con il terribile spettacolo della Guyana che ricorderete.[2] (Lew Landers)
  • Buonasera. Dal giorno che nasciamo dobbiamo combattere una battaglia, una lotta tra quello che c'è di gentile nella nostra natura e quello che c'è di selvaggio. Dalla vittoria del bene dipende tutta l'umanità. Il bene è il vero dono che ci differenzia dagli animali. Questo discorso può sembrare normale come l'aria che respiriamo, eppure, signori, non lo è. E Dio ci aiuti per quello che sto per dire... Esistono gruppi di persone, esseri che vivono tra noi... che non sono uomini né animali, ma qualcosa di mezzo tra d'uno e dell'altro! Sono quei casi in cui la natura animale ha avuto il sopravvento! Sì, il male ha vinto! So cosa voi pensate, perché anch'io la pensavo come voi. Ma la leggenda è una realtà e io ve nè darò la prova, affinché possiate credermi... Dovrete credermi! [Lancia un urlo e si trasforma in licantropo] (Karen White)

Dialoghi

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  • Karen White: Salve, Eddie.
    Eddie Quist: Sapevo che saresti venuta... abbiamo molto da dirci... tu ed io.
    Karen White: Non posso voltarmi e guardarti?
    Eddie Quist: Non ancora... Guarda il film.
  • Chris Halloran [Mentre ispezionano l'abitazione di Eddie Quist]: È chiaro che si trattava di un malato.
    Terri Fisher [raccoglie un disegno]: Questa è Karen, guarda qui.
    Chris Halloran: Non male. Aveva talento!
    Terri Fisher: Poteva illustrare il libro del Marchese de Sade.
  • George Waggner: È sciocco aver paura dei sogni.
    Karen White: Sì, capisco, tutto quello che ricordo è che io apro quella porta, che ne esco urlando, e che Bill e i poliziotti mi vengono incontro. Non so che cos'è accaduto nella cabina, e poi... c'è molto sangue su di me non riesco a immaginare chi possa averlo perso.
    George Waggner: Di quello che è successo nella cabina non riesci a ricordare nulla?
    Karen White: No... no, niente. Solo le immagini di un film!
    George Waggner: Come sta Bill?
    Karen White: Bene, con me è molto caro. Allora, mi dica dottore, sono pazza per caso?
    George Waggner: Sì, completamente! [ridono]
    Karen White: Penso anch'io!
    George Waggner: Comunque ti consiglio una casa di cura che ho vicino al mare.
    Karen White: Una casa di cura?
    George Waggner: Sì, certo. Ma, ehm, non è una clinica con dottori e infermieri, è solo una specie di pensione in mezzo al bosco, un posto dove ci si può ricaricare le batterie. Un mese di riposo e tornerai ad essere quella di sempre!
    Karen White: E non dovrò seguire nessuna cura?
    George Waggner: No, no, terapie di gruppo o cose del genere non servono a niente! Hai subito un forte shock, in un paio di settimane ricorderai di nuovo tutto.
  • Karen White: Io non so se voglio ricordare, Bill.
    Bill Neill: Come?
    Karen White: Il dottore ha detto che una volta ricordato quello che è successo non avrò più paura. Ma io non ne sono sicura.
    Bill Neill: Comunque un po' di riposo ti farà bene. Non credi anche tu?
    Karen White: Spero che ci sia della gente simpatica...
  • Donna: Che lurida cagna!
    George Waggner: No no no no! È un elemento da studio, Marsha! Credetemi, è un soggetto eccezionale, è una forza della natura.
    Donna [a Karen]: È solo una ninfomane...
    George Waggner: No! Hehe... Piuttosto direi che... che non rientra negli schemi normali.
  • Karen White [giocando a tennis]: Ma che vergogna, tutte le palle dalla mia parte!
    Sam Newfield: Quello che le serve, signora, è un buon cane da riporto!
    Donna: Ciao, Sam!
    Sam Newfield: Salve! Il dottore m'ha detto per telefono che stanotte avete avuto problemi con un coyote. Ehi, lei è in televisione!
    Karen White: Esatto!
    Donna: Sam, ti presento Karen White, lo sceriffo Sam Newfield.
    Sam Newfield: Leito, molto lieto!
    Karen White: Piacere ci conoscerla.
    Sam Newfield: Guardo sempre i suoi programmi! La trovo molto più carina di Robert De Niro![3] [ridono]
  • Addetto all'obitorio: Un tatuaggio? No, non mi ricordo di averlo notato.
    Chris Halloran: Ma sì, il magistrato ha detto che ne aveva uno sul braccio, una specie di testa d'animale, proprio qui.
    Addetto all'obitorio: Non viene spesso gente della TV qui, perlopiù sono i giornalisti, a cui piace venire a vedere i cadaveri dopo un delitto.
    Terri Fisher: Io non so come fa a resistere! [riferita all'hamburger mezzo mangiato che tiene vicino a dei cervelli asportati]
    Addetto all'obitorio: Be', mi ci sono abiutato. Dovrebbe vedere di là! Allora, Quist... dovrebbe essere ancora in frigo, non abbiamo avuto tempo per schedarlo. L'unica volta che mi ha fatto una certa sensazione da quando lavoro qui è stato per Stu Walker, un tizio che lavorava qui. Come tutte le sere arrivo e gli do il cambio, non passa neanche mezz'ora e ci arriva una consegna dal furgone mortuario, io apro il sacco... e dentro c'è Stu! Sorrideva con l'acqua di mare che gli usciva dalle orecchie. [bussa contro lo sportello del compartimento di Quist] Ci sono visite, Eddie!
    Chris Halloran [l'aprono, è vuoto]: E dov'è?!
    Addetto all'obitorio: Era qui stamattina!
    Terri Fisher: Chris, guarda lo sportello! [dall'interno è ricoperto di ammaccature e di graffi]
    Chris Halloran: Pensa che qualcuno possa averlo rubato?
    Addetto all'obitorio: Be', una cosa è sicura: da solo non se n'è andato...
  • Chris Halloran: Sappiamo che gli omicidi sono avvenuti con la Luna piena.
    Walter Paisley: Questa è roba da Hollywood, per i film. Il lupo mannaro cambia forma quando vuole, giorno e notte, quando ne ha necessità. Sono esseri diabolici. Ne ho letti di libri!
    Terri Fisher: È vero che si uccidono con pallottole d'argento?
    Walter Paisley: Sicuro, con quello o col fuoco. Sono i due modi per eliminarli. Sono come gli scarafaggi. Altrimenti, quei maledetti tornano a vivere, e per di più si regenerano. Li tagli un braccio, una gamba, un coltello nel cuore, niente! Sembrano morti, ma dopo tre giorni sono vivi e come nuovi.
    Chris Halloran: Ma lei ci crede?
    Walter Paisley: Sono forse un idiota?! Che sto facendo? Volete dei libri, ho dei libri! Ho sangue di pollo, embrione di cane, candele nere, veleno per i lupi, guardate! Pallottole d'argento, sono pronte per l'uso, 36: numero magico. Accetto dollari, American Express, VISA. Quello lo compra?
    Chris Halloran: Ehm, sì, questi due.
    Terri Fisher: Ci sono fotografie incredibili in questo libro.
    Walter Paisley: È un buon libro. [si rivela una illustrazione della fiaba di Cappuccetto Rosso]
  • Karen White: Ho rifatto quel sogno... questa volta il mostro eri tu!
    Bill Neill: Be', vedo che questo posto ti sta facendo bene.
  • [Dopo aver sentito Terri morire al telefono, uccisa da Eddie Quist, Chris prende le pallottole d'argento lasciando delle banconote]
    Walter Paisley: Ehi!! Quelle sono d'argento puro, dovrò farle vedere a un gioielliere, farle valutare!
    Chris Halloran: Mi dispiace, non ho tempo!
    Walter Paisley: Sono tutti pazzi...
  • Eddie Quist: Ciao, Karen!
    Karen White: Eddie!
    Eddie Quist: Sei tornata... ti stavo aspettando...
    Karen White: Ma t'ho visto morire!
    Eddie Quist: No... Per telefono m'avevi detto che mi volevi conoscere... Sono qui, Karen! Guardami! Voglio darti una cosa che m'ha lasciato quel poliziotto... Non dovevi farlo! [rimuove dolorosamente una pallottola dal cranio, poi inizia a trasformarsi in lupo mannaro]
  • Karen White: Dov'è Bill?
    Marsha Quist: È uno dei nostri ora.
    George Waggner: Potresti esserlo anche tu, e allora il nostro segreto sarebbe salvo.
    Donna: È meraviglioso, Karen. Prima eravamo come degli animali braccati. Sì, anche Jerry. Poi abbiamo trovato il dottore. Lui ci ha aiutati. Lui ci ha riuniti. Vedi, Karen, lui ci ha spiegato un grande dono. Ci ha detto come utilizzarlo, come controllarlo.
    George Waggner: Puoi riavere Bill. Sei ancora in tempo d'accettare il dono.
    Jerry Warren: È stato un errore portarla qui!
    Erle Kenton: Dovevamo mantenere le vecchie abitudini, avevamo le vacche per i nostri bisogni, che ne facciamo di questa?!
    Charlie Barton: Eddie la desiderava...
    Erle Kenton: Sì, e ci ha tradito! Che necessità c'era di portarla qui? Questo è stato il suo errore, mi dispiace!
    George Waggner: Ma dovevo sapere che cosa aveva visto! Se abbiamo cercato questo posto, è per salvarci dagli umani! Che cosa sarebbe accaduto se questa donna avesse capito?
    Marsha Quist: Basta, dottore! Ora ascoltate me... finiamola! Tu ci avevi fatto una promessa, ci hai detto che saremmo tornati normali, invece tu ti stai servendo di noi!
    George Waggner: Marsha!
    Marsha Quist: Io ti ho capito, finalmente! È finita, dottore...
  • Eddie Quist [irrompe rubando il fucile a Chris]: Cosa fai qui?
    Chris Halloran: Eddie?!
    Eddie Quist: Tu mi conosci, e io non ti conosco. Come può essere?
    Chris Halloran: Dov'è lei?
    Eddie Quist: "Lei" chi? Di chi parli?
    Chris Halloran: Dov'è Terri!?
    Eddie Quist: Heh... è giù, nel grande capanno nel bosco. Il dottor Waggner le ha preparato una bella cerimonia, ora è felice. Heh... Come tutti noi!
    Chris Halloran: Cosa le avete fatto? [dal registratore ode le sue ultime urla terrorizzate prima di essere uccisa]
    Eddie Quist: Senti che voce sexy... Mi piacciono le donne con la voce sexy! Ha ha ha... Sì! Senti come urla!
    Chris Halloran: L'avete uccisa!
    Eddie Quist: Le abbiamo dato una nuova vita, semmai. Un gran dono. Tieni, prendi! [restituisce il fucile a Chris] E ora spara. Avanti, sparami al petto! Sono immortale! [inizia a trasformarsi di nuovo, ma Chris spara uccidendolo definitivamente con le pallottole d'argento]
  • Karen White: Chris, scappa! Questi ti ammazzano!
    T.C. Quist: Quel fucile non ti servirà!
    Chris Halloran: Non ti avvicinare! [T.C. inizia a trasformarsi, gli spara uccidendolo, si rivolge agli altri licantropi] Sono pallottole d'argento!
    Jerry Warren: Non esistono pallottole d'argento! Non ti credo! [fa per fucilarlo, ma Chris gli spara]
    George Waggner [a Karen]: Stai indietro...
    Chris Halloran: Non si avvicini, dottore! [George lo fa ugualmente e si fa sparare, desideroso di morire]
    George Waggner: È finita... [muore]
  • Chris Halloran: Non posso farlo, Karen!
    Karen White: Tu devi, Chris...

Camionista [dopo aver visto la trasformazione e uccisione di Karen]: Cosa non riescono a fare con i trucchi! Mi domando anche se lo sbarco sulla Luna era vero!
Fumatore: Eppure io ci credo, ai lupi mannari...
Camionista: He he he! Che stupido!
Fumatore: Cosa ne vuoi sapere, tu?
Uomo: Ehi, Ernie! Metti su una bistecca per me e un hamburger per la signora.
Ernie: Come lo vuoi?
Uomo: Come lo vuoi, cara?
Marsha Quist: Al sangue...

Citazioni su L'ululato

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  • È il film che, assieme a Un lupo mannaro americano a Londra, ha fondato le basi per la rinascita su basi moderne del genere licantropesco, all'epoca piuttosto in ribasso. Vivace, dinamico, orrorifico e ironico al tempo stesso, è diretto con brio e capacità da un Joe Dante all'apice dell'inventiva. (Rudy Salvagnini)
  • Il primo film in cui la trasformazione in lupo avviene di fronte alla macchina da presa è in ordine cronologico il mio, L'ululato. Io e la produzione volevamo lanciare il film dal punto di vista commerciale e questo espediente mai provato prima di allora fu la chiave di tutto. Nel mio film, a differenza di quello di Landis [Un lupo mannaro americano a Londra], pur essendo molto meno perfetta dal punto di vista tecnico, può vantare il fatto che degli attori erano nella scena e ho potuto registrare le loro reali reazioni alla trasformazione in atto di fronte a loro. La scena girata da Landis ha anche piccoli errori, per esempio è illuminata male e si vede nell'immagine del braccio.
  • L'idea di andare a vedere un film sui licantropi con un lupo vero, invece di un tipo travestito e truccato era considerata una truffa perché non era abbastanza soprannaturale. Ne tenemmo conto nel fare L'ululato.
  • Non inserimmo lo spezzone tratto da L'uomo lupo per far ridere, ma perché riassume il modo di vivere del licantropo. È la scena che spiega cosa vuol dire essere licantropo ed è anche la scena che permette di capire, cosa mai successa in un film di questo tipo, che i personaggi ne sanno quanto lo spettatore sull'argomento.
  • In teoria ero stato avvertito, perché la scena della trasformazione era, almeno in parte, nella sceneggiatura. Avevo sentito dire che si trattava di un nuovo tipo di trucco, che creava l'effetto camera d'aria. Ti appiccicavano alla pelle dei sacchettini e poi piazzavano una copia della tua pelle, una maschera di lattice modellata sulla tua faccia, su questi sacchettini. Non sapevo che questi sacchettini erano dei preservativi. Erano nuovi, ma erano preservativi e te li appiccicavano qui qui, qui e qui, e poi mi appiccicarono al collo una borsa dell'acqua calda gigante. C'erano otto assistenti che soffiavano in dei tubi e mi facevano rigonfiare le guance. Quando soffiavano nel tubo collegato al mio collo, mi si chiudeva la gola e non respiravo. Non ti avvertono perché non lo sanno che accade una cosa del genere. È una tecnica nuova e non ne conoscono i difetti fino a che non la usano su di te e allora glielo dici tu quali sono i difetti.
  • Joe Dante mi vide durante uno show a cui stavo prendendo parte molto tempo fa a Broadway al fianco del famoso Jack Lemmon, in cui io interpretavo il suo giovane figlio pieno di ira, e mi fece fare due audizioni per L'ululato. Alla fine mi scelse, non so perchè... forse riteneva che avessi questa rabbia esplosiva adatta per interpretare bene un lupo mannaro, e mentre stavamo girando il film, io mi divertivo a fare delle battute tra una scena e l’altra, che lo facevano ridere.
  • Mi ricordo che un giorno ero molto giù. [...] Era il giorno dedicato al trucco e mi avevano messo una maschera all'acido che mi bruciò mezza faccia. Ero nel corridoio, dopo aver passato sei ore e mezza in sala trucco, pronto a filmare e con un'aria sconsolata. Pensai: "Accidenti. Ho alle spalle un tirocinio a Yale, due parti da protagonista a Broadway, un primo film in California, e mi fondono la faccia in un film a basso budget". Me ne stavo lì con quell'espressione sul volto e Dennis Dugan mi disse: "Bob, la prossima volta leggi la sceneggiatura per intero".
  • Ricordo il giorno in cui il produttore di Star Trek, Brannon Braga, scoprì che io avevo fatto Eddie Quist. Non ne aveva idea. Lavoravo con lui da due anni per Star Trek: Voyager e non lo sapeva. Qualcuno gli disse che avevo fatto Eddie in L'ululato e penso che alla fine disse: "Wow, questo ragazzo vale più di quanto pensassi, fatemi scrivere un episodio". Poco dopo, girammo un episodio di Voyager ispirato a Jekyll e Hyde.

Note

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  1. Cfr. Terapia primaria
  2. Riferendosi agli eventi di Jonestown Cfr. voce su Wikipedia.
  3. Nella battuta in lingua originale, Sam paragona Karen a Walter Cronkite

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