La fuga di Logan

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La fuga di Logan

Descrizione di questa immagine nella legenda seguente.

Michael York e Jenny Agutter sul set del film

Titolo originale

Logan's Run

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1976
Genere fantascienza
Regia Michael Anderson
Soggetto William F. Nolan e George Clayton Johnson (romanzo)
Sceneggiatura David Z. Goodman
Produttore Saul David
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Note

La fuga di Logan, film statunitense del 1976 con Michael York, regia di Michael Anderson.

Frasi[modifica]

  • Sei stato in gamba, Logan. Devi stare attento, quelli sono furbi, ti fregheranno. Logan, hai finito il tuo ciclo. (Francis) [ultime parole]

Dialoghi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Logan: Uno va e uno viene. È quello che ci hanno insegnato a credere. Ma sarà vero?
    Francis: Ma certo, le cose funzionano così, e tutto rimane in equilibrio. Uno arriva al termine e uno rinasce. Semplice, logico e perfetto. Conosci un sistema migliore?
    Logan: Questo no. Eppure io qualche volta ci penso, mi ribello al principio meccanico dell'uno va e uno viene.
  • Box: Benvenuti, umani! Sono a vostra disposizione. Pesci, plancton, alghe e proteine del mare, fresche come il giorno che sono state raccolte. Sono straordinario, non è vero? Siete sorpresi? Vi sembro troppo diverso da voi?
    Logan: Chi... chi sei?
    Box: Io sono più che una macchina e più che un uomo, più che una combinazione fra le due cose. Venite. Quando si leverà il vento, i miei uccelli canteranno e le profonde grotte sussurreranno il mio nome: Box, Box, Box.
  • [Vedono per la prima volta il sole]
    Jessica: Che cos'è?
    Logan: Non lo so. Ma qualunque cosa sia, riscalda.

Citazioni su La fuga di Logan[modifica]

  • Il film cerca di recuperare le utopie e gli incubi orwelliani, ma dopo un buon inizio scade rapidamente nello schematismo e nella prevedibilità. (Il Mereghetti)
  • Racconto di fantascienza che non lesina sul piano del meraviglioso, aiutato dalla suggestiva fotografia di Ernest Laszlo. Come dire che la cornice vale più del quadro. C'è, infatti, debolezza logica, confusione, mancanza di stile. (il Morandini)

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