La leggenda di Al, John e Jack

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La leggenda di Al, John e Jack

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Titolo originale

La leggenda di Al, John e Jack

Paese Italia
Anno 2002
Genere commedia, gangster
Regia Aldo Baglio, Giacomo Poretti, Giovanni Storti e Massimo Venier
Sceneggiatura Aldo Baglio, Giacomo Poretti, Giovanni Storti, Massimo Venier, Paolo Cananzi e Walter Fontana
Interpreti e personaggi

La leggenda di Al, John e Jack, film del 2002 diretto e interpretato da Aldo Baglio, Giacomo Poretti, Giovanni Storti e Massimo Venier.

Frasi[modifica]

  • E voi chi minchia siete? (Al)
  • Smarties contro Anfetamine! (Jack)
  • Anzi fai una cosa, Johnny: ammazzalo così la smette di soffrire, va! (Jack) [riferito ad Al che ha perso la memoria]
  • Johnny, Johnny, non piangere, che diventi brutto! (Jack)
  • Le ha spente con la tosse... [le candeline] (John) [riferito a Jack e alla sua salute "non proprio di ferro"]
  • Ma quant'è bella la mafia! (Jack)
  • Jack, noi stiamo mettendo la nostra vita nelle sue mani e questo non sa neanche come si chiama! (John) [riferito ad Al, che aveva appena detto di chiamarsi Niccolò Carosio]
  • Johnny, a te te lo devono dare il premio Nobel per la mafia, e se non te lo danno è perché è tutto un magna magna. (Jack)
  • Che tocchi? Che tocchi, Jack? Non è roba per te! Non hai mai avuto manualità! (John)
  • Che albergo della minchia... (Boss Sam Genovese)
  • E vedi di non farmi diventare Al tre dita. (Al) [Riferito a Jack che attacca un quadro con la pistola]

Dialoghi[modifica]

  • Al: [Vedendo ridere John e Jack] Che c'è da ridere?
    John: Niente, Al...
    Al: E fate ridere un po' anche me!
    John: No, è che... tuo fratello, no?
    Al: Che c'hai da dire su mio fratello, parla.
    John: Niente, così, dico che... A conoscerlo superficialmente... Tuo fratello è un po'... Eh? [Si scambia uno sguardo d'intesa con Jack e ride]
    Al: È un po' cosa? Parla!
    John: Niente, dai, lasciamo perdere, non parliamone più.
    Al: No, parliamone, parliamone, stiamo parlando di mio fratello e parliamone, giusto?
    Jack: Allora Al, ti sta dicendo che... Tuo fratello... Ti sta dicendo che tuo fratello... è un ricchione!
    Al: Mio fratello non è un ricchione! È raffinato!
    Jack: Cos'è tuo fratello?
    Al: Raffinato! E comunque stiamo facendo un lavoro, facciamolo e basta, va bene? C'è da ammazzare qualcuno? Ammazziamolo e basta!
    Jack: Mii, che clima... E come si fa ad ammazzare la gente con questo clima? Che siamo, delle macchine?
  • Al: Johnny, vai dritto verso la discarica.
    Frankie: No, la discarica no! Lo so che cosa succede alla discarica!
    John: E che cosa succede alla discarica, Frankie? Che si butta la spazzatura!
  • John: E vabbè va', oggi mi sento di buon umore. Frankie, se risponderai a una domandina facile facile, te ne torni a casa dai tuoi bambini, eh?
    Frankie: Grazie Johnny, ti dico tutto quello che vuoi sapere.
    John: Ecco, allora dimmi: qual è la capitale della Birmania?
    Frankie: [Stupito] Ma... come... la...
    John: La capitale della Birmania, Frankie!
    Frankie: Ragazzi, ma perché fate così, come faccio a sapere la capitale della Birmania?
    John: Ahi, ahi, ahi, che peccato, che peccato, che peccato, Frankie! Tra l'altro potevi dire una cosa qualsiasi che a noi andava bene! Chi minchia la sa la capitale della Birmania, Frankie?!
  • John: Allora, vediamo domani. Ore 4: far saltare la tintoria dei Jefferson. E mi raccomando Jack, non come l'altra volta che ti sei dimenticato il numero e hai fatto saltare un negozio a caso!
    Jack: Sì, però poi era quello giusto!
    John: Quella è fortuna, non si lavora così, siamo professionisti!
  • Al: Ti sento, Diavolo, che sei in questa casa! Entra in me! Entra in me, Diavolo! Satana di un satanasso! Io ti scaccio-da questa-casa-male-detta!! Io ti posso affrontare! Hai capito?! Vai via, Satana!!
    John: Che minchia sta succedendo, Jack?
    Jack: Minchia, Johnny, mi sto ammazzando dalle risate!
    Al: Rientra nelle tenebre! Entra in me! Entra in me!
    John: Ma che gli hai fatto, Jack?
    Jack: Ma niente, Johnny, si è addormentato, poi quando s'è svegliato gli ho fatto credere di essere un esorcista! Ah ah ah!
    Al: So che sei qua!! Non mi fai paura!! Abbandona!! Rientra!!! Nelle!!! Tenebre!!!
    John: Ma sei impazzito??
    Jack: Mi sto ammazzando dalle risate, Johnny! Che bella vita che facciamo, Johnny! Guarda che ridere fa bene! E poi, oh, il bello deve ancora avvenire, eheheheh! [Silenzio. Al guarda John in modo strano credendo che fosse il Diavolo]
    Jack [sottovoce a John]: E credici un pochino...
    Al: Diavolo, ti ho trovato finalmente. Esci da questo corpo deforme. Entra in me. Cosa sei...? Entra in me! Abbandona questo grottesco involucro ed entra in me! Entra in me, adesso...! [John gli dà una sberla che lo fa cadere per terra privo di sensi]
    John: Come faccio con te, Jack? Come faccio?
    Jack: E che ne so, Johnny...
    John: Due ore di lavoro buttate via! Quante volte te l'ho detto? Non è un giocattolo, non è un giocattolo!
    Jack: Ma mi annoio, Johnny!
    John: Jack! Jack! Jack!
    Jack: Comunque faceva ridere, di' la verità!
  • Jack: Ma come facevi a sapere che mi piaceva proprio la pistola?
    Al: Eh, tu tre gusti hai! La pistola, le anfetamine e la torta di Melissa.
  • John: Jack, quante volte te lo devo dire, non si spara ai cani!
    Jack: E perché?
    John: Perché sono animali superiori!
    Jack: E chi l'ha detto?
    John: Ma la scienza lo dice, Jack, la scienza!
    Jack: La scienza?
    John: Ma che ne sai tu di scienza! [in realtà Jack ha appena sparato ad un gatto]
  • John: Minchia, quante volte ti ho detto che non si spara in casa, Jack? Quante?
    Jack: Cinque?
    John: No, sette!
  • John: Jack, ma quante volte ti ho detto di non tenere la canna della pistola verso l'alto? Quante?
    Jack: Cinque!
    John: No, sette!
    Jack: Minchia, non mi sta in testa, Johnny!
  • Al: Non preoccuparti, io non voglio immischiarmi nelle vostre cose, ti chiedo solo di parlargli e di dirli che non sei innamorato di lui... se è così...
    John: Al, fidati, è così!
    Al: E chi ha detto il contrario? Ti chiedo solo di parlagli e di dirgli che i suoi sentimenti per te non sono corrisposti... se è così...
    John: Al, se dici un'altra volta "se è così" ti sparo in testa! È così!
  • Al: Graziosi, vero? [riferito al fratello gay Herbert che balla con John]
    Jack: [guarda male Al] ...è uno spettacolo raccapricciante.
  • Jack: Johnny, però non è che te la puoi pigliare sempre con me, eh? E comunque che credi che io non ci abbia pensato?
    John: Pensato! Jack, ma non ti si è ancora chiusa la fontanella, che vuoi pensare?
  • Jack: Johnny, stai calmo, dammi retta, che con la calma si ottiene tutto... allora Al, ascoltami bene, eh, è facile: adesso tu esci da quella finestra, ti arrampichi sul cornicione ed entri nella stanza di Sam Genovese.
    Al: Cornicione, finestra,stanza... questo lo so.
    Jack: Ecco, è un gioco da ragazzi per te, no? Quando sarai entrato dentro la stanza...
    Al: Scusami, Jack, ma perché non entriamo dalla porta come tutti quanti?
    Jack: E Al c'ha ragione! Perché non c'abbiamo pensato? Perché non entriamo direttamente dalla porta? E magari ci presentiamo con dei sandwich, delle birrette, chiamiamo pure una fanfara, suoniamo le trombe, spariamo per aria! E che credi, che se si poteva entrare dalla porta io e lui non ci pensavamo?! Che siamo, due cretini, io e lui?! È arrivato Sherlock Holmes, è arrivato!
  • John: Non possiamo entrare dalla porta perché davanti alla porta ci sono Tom Schiena di Legno e Sam Mani di Merda, hai capito?
    Al: Scommetto che quello che gli cadono le cose è Mani di Merda.
    Jack: No, quello è Tom Schiena di Legno, per quello non si può chinare.
    Al: E perché a quell'altro lo chiamano Sam Mani di Merda?
    Jack: Che c'entra? Quello è perché ci puzzano le mani.
  • John: Non è successo niente, Al, bravo, non è successo niente...
    Al: Mii, non è successo niente? E che doveva succedere, doveva cadere il palazzo?!
  • John: E poi portare in giro per la città la zia di Sam Genovese è un grande onore.
    Jack: Eh, sai che onore! L'anno scorso è toccato a Nick il Demente...
    John: [Spazientito per il costante parlare di Jack] Taci Jack, taci e basta! Non ne posso più quando parli! Adesso andiamo a prendere questa vecchia, la portiamo in giro per la città, la facciamo divertire, siamo gentili, siamo deferenti, la portiamo da Tiffany, la portiamo a prendere il tè con le cassatelle, eh? E poi la riportiamo a casa. E alle 5 p.m. cascasse il mondo saremo davanti allo Stardust, ok?!
    Jack: Johnny, mi hai convinto, andiamoci a pigliare sta minchia di vecchia.
    John: Allora, siamo gentili, non diciamo parolacce, non diciamo volgarità e soprattutto [suona il clacson per la rabbia] non diciamo vecchia! Ok, Jack? Ok?!
    Al: ...e allora andiamo a prendere questa teenager.
  • John: Ragazzi, forse m'è venuta un'idea...
    Jack: Gazpacho con la cocaina?! [John gli dà uno schiaffo]
  • John: Sei contento?
    Jack: Ti sembro scontento, Johnny? Minchia, Carabbaggio...
    John: Caravaggio, Jack!
    Jack: Sii... [Ad Al] Oh, comunque Al, grazie per questo regalo che è bellissimo! [La pistola]
    Al: Dai, digli che ti piace!
    Jack: [A John, che sembra triste] Ma si, Johnny, mi piace! Minchia... [Ad Al] Ma... i colpi?
    Al: Eh, i colpi! I colpi... pensavo che li prendeva Johnny!
    Jack: Johnny...?!
    Johnny: Eh... io ero indeciso tra i colpi e Caravaggio...
    Jack: E hai scelto il Carabbaggio...?! [John annuisce, e Jack si scandalizza] Che compleanno di merda!
  • Boss: Dovevate ammazzare una spia... e avete ammazzato un barbiere... non so proprio più come fare con voi, ragazzi... due settimane fa avete chiesto il pizzo ai negozi sbagliati... e oggi mi ammazzate un barbiere!!
    Jack: Eh, poi ci sarebbe anche la storia del bourbon...
    Boss: Quale bourbon?
    Jack: Eh quella partita di bourbon che dovevamo consegnare, e invece... ci siamo scolati al party di Billy Piorrea.
  • Boss: Ora lancerò questi dadi, forza, ditemelo un numero! Se uscirà proprio quel numero avrete salva la vita. Avanti, qual è il vostro numero fortunato, eh?
    Jack: Cinquanta! [John tira uno schiaffo a Jack]
    John: Otto, Boss, il nostro numero fortunato è otto. [il Boss lancia i dadi ed escono i numeri quattro e tre. Al, John e Jack rimangono turbati]
    Boss: quattro e tre... otto... che botta di culo!
    Jack: Ma scusi Boss, ma quattro e tre non... [Jack riceve uno schiaffo da John e un calcio da Al]
    John: Scusi per l'interruzione, boss!
  • Jack: Allora, Al, ascoltami bene: era venerdì. Eravamo al Drive In di Coney Island. Eravamo lì perché il boss...
    John: Jack, se inizi sempre dalla fine, questo [riferendosi ad Al] non capisce niente. Bisogna iniziare dall'inizio, lo dice la parola stessa.
    Jack: E allora fai una cosa, Al: ascolta il professorone. [indica John e se ne va]
  • Al: Ma... ditemi un'ultima cosa... quello che mi avete raccontato... è tutto inventato?
    [John e Jack fanno per replicare, quando una voce fuori campo li interrompe chiamando Al col suo vero nome]
    Herbert: Calogero! Calogero!
    Jack [stringendo le spalle]: Eh... Al... non proprio tutto tutto...
  • Jack [rivolto a Johnny, fermatosi in mezzo alla strada in macchina]: Perché ci siamo fermati?
    Johnny: Devo... riflettere!
    Jack: E su che minchia devi riflettere?
    Johnny: È finita la benzina!
    Jack: E facciamola!
    Johnny: La benzina non si fa, si compra!
    Jack: E prendiamo i soldi e la andiamo a comprare!

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