La tunica

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La tunica

Descrizione di questa immagine nella legenda seguente.

Richard Burton nel ruolo di Marcello Gallio

Titolo originale

The Robe

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1953
Genere storico
Regia Henry Koster
Soggetto Lloyd C. Douglas (romanzo)
Sceneggiatura Gina Kaus, Albert Maltz, Philip Dunne
Produttore Frank Ross
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Note

La tunica, film statunitense del 1953 con Richard Burton, regia di Henry Koster.

Frasi[modifica]

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  • Dice il poeta: «L'amore è come il vino: sorseggiarlo non nuoce, ma se lo tracanni ti dà alla testa». (Marcello)
  • Da bambina eri saggia, ora ragioni come una donna: da sciocca. (Tiberio) [a Diana]

Dialoghi[modifica]

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  • Marcello: Puoi aiutarmi? Sto cercando un uomo.
    Giuda: Un uomo? Come si chiama?
    Marcello: Gesù. È in pericolo.
    Giuda: Arrivi tardi. A quest'ora è davanti a Pilato.
    Marcello: L'hanno trovato...
    Giuda: Qualcuno l'ha tradito. Uno che amava e in cui fidava. Un suo discepolo che sedeva alla sua sinistra.
    Marcello: Perché?
    Giuda: Perché gli uomini son deboli! Perché sono preda dell'invidia e della codardìa! Perché inseguono la verità e quando la trovano la ripudiano... e dubitano, dubitano, i pazzi! Perché l'uomo tradirà se stesso con il dubbio! Dillo, agli altri, trovali e di' loro di non dubitare! Neanche ora, che non dubitino! Di' che conservino la loro fede... che conservino la loro fede!!
  • Tiberio [profezia]: Quando accadrà, così avrà inizio: qualche oscuro martire in qualche provincia dimenticata, poi la pazzia ammorberà le legioni, tarlando l'impero; poi, la fine di Roma.
    Aruspice: Ma se il tribuno spezza la magia...
    Tiberio: Magia? Stolto, che magia?! È un pericolo più grave di qualsiasi magia possa concepire la vostra superstizione! È un desiderio di libertà dell'uomo. È la più grande di tutte le follie. Ed ho mandato il medico più adatto che potessi trovare per curarla: ho mandato un pazzo.
  • Pietro: Perché ti sia più facile, ti dirò prima del peso che porto io. Hai sentito Giustus dire che fui sempre fedele; lui non sapeva. Quando Gesù ebbe più bisogno di me, lo rinnegai, non una ma tre volte: giurai di non conoscerlo. Parla.
    Marcello: Io... l'ho crocifisso!
    Pietro: Lo so. Me l'ha detto Demetrio.
    Marcello: E puoi perdonarmi?
    Pietro: Lui ti perdonò dalla croce, posso far di meno? Ora cos'altro ti ostacola? Sarai uno di noi?
    Marcello: Da ora in avanti, sarò soldato di Cristo. Gli offro la mia spada, la mia fortuna, la mia vita. E questo lo giuro sul mio onore di romano.

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