Giampiero Mughini

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Giampiero Mughini (1941 – vivente), scrittore, opinionista e giornalista italiano.

Citazioni di Giampiero Mughini[modifica]

  • 91 Punti... teste di cazzo. (dal programma televisivo Controcampo, Italia 1, 14 maggio 2006[1])
  • Chiamare Calciopoli un episodio mi pare pazzesco: alla Juve sono stati tolti due scudetti, mandati in serie B, distrutta una squadra, la squadra dei campioni del Mondo nella finale del 2006, tra Italia e Francia, tra campo e panchina, allenatore compreso, ce n'erano 14. Che questa squadra sia stata distrutta non è un episodio.Non è stato un episodio, c'è una squadra che è stata al centro del campionato, della storia del calcio, delle vittorie italiane del campionato del mondo, che è stata umiliata.Il pm sportivo ha detto che anche l'Inter aveva fatto le sue telefonate e i suoi approcci ed era punibile, ma era caduta in prescrizione. Perché non rinunciate alla prescrizione?Il protagonista, Facchetti, non telefonava a nome della sua famiglia, ma della società di cui era un dipendente. La prescrizione non era dovuta al fatto che Giacinto Facchetti fosse in Paradiso, ma al fatto che era trascorso un certo numero di anni.Questo non cicatrizza la ferita, l'umiliazione, l'offesa. No, non cicatrizza, no.[2]
  • [Su Oscar Giannino] Conosco benissimo le sue smargiassate, lui è un mentitore professionale, ma è bravissimo nel suo lavoro. Ha sbagliato a vantarsi delle lauree, perché sono le cose più inutili e stucchevoli. Con la mia laurea io mi ci sono pulito le scarpe e non sono neppure venute pulite.[3]
  • È esilarante che i mass-media fingano di scandalizzarsi quando un bel pezzo della squadra del Manchester United convoca, in un non ricordo più quale albergo, una caterva di puttane, due o tre a testa. E che cosa volete che facciano dei ragazzoni di vent'anni che guadagnano in sterline l'equivalente di mezza milionata di euro netti il mese? Pensavate che passassero tutto il loro tempo libero nelle gallerie d'arte e nelle librerie antiquarie?[4]
  • [Su Gianroberto Casaleggio] È letteratura allo stato puro, un genio della coreografia. Mi fa pensare ad Albert Speer, l'architetto del Terzo Reich, grande inventore di coreografie naziste. Speer aveva creato le serate notturne per i leader nazisti che avevano la pancetta e con le sue coreografie le nascondeva. Ecco, Casaleggio è un genio della coreografia, ma meno geniale di Speer.[3]
  • [Su Zdeněk Zeman] [...] grande allenatore ma anche un impagabile cabarettista quando si tratta di lanciare veleno anti-Juve.[5]
  • Grillo? È un miliardario che si veste da baracconato e va gridando pezzenterie. Sono totalmente insensibile a Grillo, come i film che non mi piacciono e non guardo. Di lui non mi arriva nulla, sento solo una gran fanfaronata molto furbetta. Non penso che creda alle cose che dice, come il voler prendere il cento per cento. Ormai Grillo è una macchinetta, metti una moneta ed esce una nenia, come aver messo un gettone in un jukebox.[3]
  • Il governatore di New York [Eliot Spitzer] è stato un gran bugiardo e un grande ipocrita, certo che per questo andava punito. Ma solo per questo. Perché per il resto l'andare a puttane è affare strettamente privato, e ognuno ne risponde (se vuole) alla propria coscienza, eventualmente alla propria donna.[4]
  • Il porno è una cosa seria. È molto più seria di quanto dicano e io potrei tranquillamente tenere lezioni all'università. È arte pura. [...] In occasione dell'Isola dei Famosi un brillante giornalista italiano ha parlato della masturbazione come fosse una malattia, invece è una di quelle cose che Dio ci ha dato e di cui gli siamo grati. Anche io mi masturbo davanti a un film porno. Chi non l'ha mai fatto è un degenere, anche se li guardo solo per completare la ricchezza del mio patrimonio conoscitivo.[6]
  • La Juventus è l'unica donna della nostra vita che non c'ha mai tradito.[7]
  • [Sulla Juventus Football Club] [...] la squadra che un italiano su tre considera la sua "fidanzata" ideale e mentre gli altri due italiani su tre la reputano invece il Male Assoluto.[8]
  • Poche cose sono certe e continuative nella storia dell'umanità come l'andare a puttane. Tolgo di mezzo subito un possibile equivoco. Non sono un praticante della cosa. Non ci vado adesso né ci andavo a venti o trent'anni, salvo in un paio di occasioni di cui la sola emozione che ricordo è la noia.[4]
  • [La prostituzione] Quella che Leonardo Sciascia definiva il più innocente dei peccati capitali.[4]
  • [Sulla Juventus Football Club] Una squadra che è tornata ad essere l'orgoglio del calcio italiano alla faccia di tutti i club "Juve merda" disseminati per lo stivale. Una squadra che è una scuola del carattere, uno stemma, un brand. L'unico brand italiano del 1930 tuttora in voga.[8]
  • Vecchioni? Sulla Sicilia ha fatto benissimo, io l'ho detto non so quante volte che odio la Sicilia. Che sentimento vuoi provare quando vedi l'assemblea regionale? E poi è chiaro che Vecchioni ha pronunciato quelle parole perché prova un sentimento di amore-odio. Leonardo Sciascia diceva: mi alzo delle mattine e penso della Sicilia ciò che ne pensa la Liga Veneta. La Sicilia è la terra dove è sepolta mia madre, io dico che la odio. Ma si deve capire l'intensità di questo sentimento. Guardate l'assemblea regionale siciliana, che sentimenti puoi provare?[9]

Incipit de La collezione[modifica]

Quando sono sbucato dalla metropolitana di Porta Genova, una mattina di poco più di un anno fa, il cielo milanese era appena striato da qualche timida nuvolaglia sperduta nell'azzurro intenso. Per essere una giornata di fine novembre, niente a che vedere con la sua cupa leggenda di cielo imbronciato e attristante. Quel cielo milanese di inizio secolo, «spesso reumatizzante in inverno dolorante preoccupato», di cui scrive Filippo Tommaso Marinetti in un suo tardo libro autobiografico. E se nello spazio di un secolo è cambiato il colore e l'aroma del cielo milanese, figuriamoci tutto il resto. Dagli albori del Novecento, quando Marinetti (nato ad Alessandria d'Egitto nel 1876) aveva trent'anni nella «grande Milano tradizionale e futurista» e s'apprestava a scatenare in Italia e nel mondo l'uragano letterario e artistico del futurismo. Del cui esordio ufficiale, il Manifeste du Futurisme firmato da Marinetti sulla prima pagina del «Figaro» del 20 febbraio 1909, scocca in questo 2009 l'anno centenario. Marinetti e gli altri della sua banda, nessuno dei quali aveva toccato i trent'anni, avevano scritto questa tonitruante apologia della modernità alla notte, in quel suo appartamento milanese di via Senato sotto le cui finestre scorrevano allora le acque del Naviglio.

Citazioni su Giampiero Mughini[modifica]

  • Mughini Giampiero. Oltre dalla polizia è tenuto sotto sorveglianza anche dagli antropologi. È infatti passato da Lotta Continua ad Area Bianconera. (Enzo Costa)
  • Se un giocatore della Juve dà un calcio nella gola di un avversario e lo colpisce alla testa con un kalashnikov Mughini dice che è rigore per la Juve. (Claudio Amendola)

Note[modifica]

  1. Video disponibile su Youtube.com.
  2. Dal programma televisivo Tiki-Taka; citato in Sotto la lente - Calciopoli, una ferita che non cicatrizzerà mai, Tuttojuve.com, 31 ottobre 2014.
  3. a b c Dalla trasmissione radiofonica La Zanzara, Radio 24; citato in Gisella Ruccia, Mughini: "Grillo? Milionario che si veste da baracconato e grida pezzenterie", Tv.Ilfattoquotidiano.it, 11 marzo 2013.
  4. a b c d Dall'apologo Scappatelle con le squillo? Un fatto privato, Tiscali.it.
  5. da Libero del 23 agosto 2012, trascrita su Mughini "Giustizia sportiva al rovinìo"
  6. Dalla trasmissione radiofonica La Zanzara, Radio 24; citato in Giampiero Mughini: "Il porno è una cosa seria. Chi non si masturba è un degenere. Ho una collezione di 20 cassette hard", Libero quotidiano.it, 30 marzo 2015.
  7. Da Juve, il sogno che continua, Mondadori, 2008. ISBN 88-0457-594-8
  8. a b Da Nove anni fa. La Juve distrutta è in Serie B, Dagospia.com, 14 maggio 2015.
  9. Dal programma radiofonico La Zanzara, Radio 24; citato in Il siciliano Mughini dà manforte a Vecchioni: «Le frasi sulla Sicilia? Ha fatto bene, io la odio», Corrieredelmezzogiorno.corriere.it, 11 dicembre 2015.

Bibliografia[modifica]

  • Giampiero Mughini, La collezione. Un bibliofolle racconta i più bei libri italiani del Novecento, Einaudi, 2009. ISBN 9788806196103

Film[modifica]

Altri progetti[modifica]