Luigi Lanzi

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Luigi Lanzi (1732 – 1810), gesuita, archeologo e storico dell'arte italiano.

Citazioni di Luigi Lanzi[modifica]

  • Michelangiolo Amerighi o Morigi da Caravaggio è memorabile in quest'epoca, in quanto richiamò la pittura dalla maniera alla verità, così nelle forme che ritraeva sempre dal naturale, come nel colorito che, dato quasi bando a' cinabri e agli azzurri, compose di poche, ma vere tinte alla giorgionesca. Quindi Annibale [Carracci] diceva in sua lode che costui macinava carne; e il Guercino e Guido assai l'ammirarono e profittarono de' suoi esempi. (da Storia pittorica della Italia, tomo primo, libro terzo, epoca quarta, Remondini di Venezia, Bassano, 1795-1796)
  • [Canaletto] ama il grand'effetto, e nel produrlo tiene alquanto del Tiepolo, che talvolta gli fa le figure; e ovunque muove il pennello, sian fabbriche, sian acque, sian nuvole, sian figure, imprime un carattere di vigore, che par vedere gli oggetti nell'aspetto che più impone. Usa qualche libertà pittoresca, sobriamente però, e in modo che il comune degli spettatori vi trova natura, e gl'intendenti vi notan arte. Questa possedé in grado eminente.[1] (da Storia pittorica della Italia, tomo secondo, libro primo, epoca quarta, Remondini di Venezia, Bassano, 1795-1796)

Note[modifica]

  1. Citato in Canaletto, I Classici dell'arte, a cura di Cinzia Manco, pagg. 181 - 188, Milano, Rizzoli/Skira, 2003. IT\ICCU\CAG\0608462

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