Luigi Silori

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Luigi Silori (1921 – 1983), scrittore, critico letterario e accademico italiano.

Luigi Silori nel proprio studio a Roma, 1963

Citazioni di Luigi Silori[modifica]

  • Ungaretti fu nominato professore di ruolo di Storia della Letteratura italiana moderna e contemporanea nel 1942. Credo che allora quella di Ungaretti fosse l'unica cattedra di ruolo di questo insegnamento in Italia. [...] La nascita di questa cattedra era stata contrassegnata da un'etichetta, per la verità, un po' sciagurata; era infatti stato nominato professore di ruolo per chiara fama in base ad una legge che risaliva al Risorgimento. [...] Del resto, pochi potevano vantare una fama chiara come quella di Ungaretti. Di questo tutti noi, che ruotavamo attorno alla sua cattedra, eravamo convinti. Eppure [...] presto molte nubi, più o meno cupe, si addensarono sulla cattedra di Ungaretti a Roma.[1]

Incipit di alcune opere[modifica]

La gran vecchia[modifica]

riconosciuto questa qualità, che non pare neanche entrare nella sua coscienza. In ogni caso, il vivo del problema sfugge ad entrambi, e così ripetiamo gli stessi gesti, tirando avanti alla peggio in attesa di un qualcosa che, forse, non arriverà mai.
In questi ultimissimi giorni, gli ordini di servizio sembrano sempre più pazzi: Cesare è deciso a fare proteste solenni, ma non è sicuro che Vellari ci stia. Delli Campi, probabilmente, se ne laverà le mani. Drusi ci appoggia (almeno dice, ma sarà vero?). Intanto, bisogna sopportare tutte le porcheriole che ci vengono fatte sistematicamente e la paura la fa da regina. Per quanto personalmente mi concerne, io potrei anche infischiarmene, con la nomina che mi sta per arrivare addosso, ma francamente non me la sento di piantare in asso i colleghi proprio ora che la battaglia va facendosi più ardente e decisiva.

Ping-pong e vecchie glorie[modifica]

Nel tempo al quale si riferiscono questi personali e modesti ricordi, il gioco del ping-pong (nobile gioco, come tutti sanno) non era ancora assurto ai fastigi della grande diplomazia internazionale: allora era un gioco e nulla più, senza implicazioni politiche, senza le speranze di un mondo quasi del tutto disperato. Non è escluso, anzi, che allora il ping-pong fosse considerato dai più un gioco di categoria inferiore, una specie di innocente passatempo per ragazzi, un'attività agonistica buona per i circoli parrocchiali e gli stabilimenti balneari.

Le «case chiuse» di guerra – La «casa» di Atene[modifica]

Sarà bene ch'io avverta subito il lettore che non ho alcuna intenzione di portare ulteriori contributi cronachistici – o, peggio ancora, scandalistici – alla nota e vessata questione dell'Armata Sagapò. Assolutamente: nessuna intenzione. Le vicende amatorie dell'XI Armata, dimorante per lunghi mesi sul suolo greco, hanno già sufficientemente impegnato, a suo tempo, giornalisti, avvocati e militari di carriera; hanno provocato polemiche accese, precisazioni, processi clamorosi. Dunque, parlerò d'altro.

I fratelli[modifica]

Ogni volta che sento in bocca questo sapore di sangue, mescolato all'aceto che il Ganassa mette sempre nella spugna per tirarmi su in quei rapidissimi sessanta secondi; ogni volta che, verso la fine dell'incontro, mi fanno male gli zigomi e le tempie, e le palpebre sono gonfie di lacrime rientrate e di sangue pestato, non posso fare a meno di pensare a Franco. Lui, anche se fatica e si impegna nel suo mestiere, non ha mai la faccia tumefatta e i muscoli delle braccia e dello stomaco tutti indolenziti per giorni e giorni, come succede a me. Lui non si alza alle sei del mattino [...]. Io e Franco siamo fratelli quasi coetanei, eppure le nostre sorti sono così diverse ...

Prendine mille e una[modifica]

Più volte, nella preparazione di questo libro, mi sono chiesto quale effetto potesse avere oggi, in un momento in cui i movimenti femminili stanno conducendo le loro lotte. Monsignor Della Casa scriveva la sua Quaestio lepidissima: an uxor sit ducenda più di quattro secoli fa e l'indirizzava a lettori che certamente non avevano il più piccolo sentore di una questione femminile, neppure tra le cose di là da venire. In più, egli si rivolgeva agli uomini per una serie di motivi il principalissimo dei quali era che, nel Cinquecento, in Italia (e anche fuori, del resto), le donne non sapevano leggere.

Explicit di alcune opere[modifica]

La gran vecchia[modifica]

Egregio Dott. M.Z., Ospedale Centrale, Roma
Santa Maria del Prato, 7 settembre 1968
Illustre Dottore,
appena ricevuta la Sua lettera ho fatto immediate ricerche del quaderno di cui mi parla. Purtroppo, per quanto abbia frugato e chiesto ai miei dell'albergo, non m'è riuscito di trovarlo. Evidentemente l'ha smarrito altrove.
Mi dispiace molto di questo contrattempo. Sarò sempre lieto di averLa ancora ospite nel mio albergo.
Mi creda, con la più perfetta stima.
Mario Drei, albergatore.

Ping-pong e vecchie glorie[modifica]

Vinsi la seconda e la terza partita, sgominai il giovanissimo avversario, conobbi la gloria del trionfo. La cosa fece un tale scalpore che, all'ultimo momento, gli organizzatori riuscirono a scovare una coppa anche per me. Tutti possono vederla, nel mio studio.

Le «case chiuse» di guerra – La «casa» di Atene[modifica]

La mia seconda notte non fui solo. Lisa mi fece compagnia e stemmo svegli fin quasi all'alba. Parlò molto e io l'ascoltai fino alla fine. Non dirò di più perché, come ho avvertito al principio di queste pagine, non ho nessuna intenzione di celebrare i fasti dell'Armata Sagapò, né di rievocarne le gesta.
Una sola cosa posso dire, a distanza di tanti anni: credo proprio che Lisa, la piccola Lisa, fosse la figlia di un colonnello.

Citazioni su Luigi Silori[modifica]

  • Nella paleo-TV (anni '50 e '60), le rubriche librarie hanno un atteggiamento pedagogizzante verso il pubblico, tipico di tutta la televisione di quegli anni. [...] Nasce la figura del divulgatore di libri e assume le sembianze di Luigi Silori, ex assistente di Ungaretti, docente di letteratura italiana contemporanea nell'ateneo genovese, come tiene a precisare il Radiocorriere: «Viene dalle fila della cultura universitaria, ma non ritiene illegittima questa partecipazione della letteratura alla vita, questa riscoperta comunicazione tra l'uomo e il suo libro». Le trasmissioni di Silori sono delle sfilate, delle passerelle di uomini e libri; è anche l'unico conduttore di trasmissioni sui libri cui sia concesso il privilegio di frequentare il palinsesto serale. (Aldo Grasso)
  • Silori è, sì, una maschera del video, una voce radiofonica, uno dei pochi caseurs acuti e arguti della nostra società letteraria, ma è anche un uomo [...] che ha molto sofferto, il reduce da un tristo lager, lo scampato alla morte per poco, un uomo di studi che si porta appresso come riserva un homo ludens, un amatore competente di jazz, un pianista e un intellettuale fine, un padre ansioso e tenero. (Libero Bigiaretti)
  • Silenzio, comincia la trasmissione. Appare sul teleschermo un signore giovialotto, cordialotto, il Luigi Silori di cui sopra. Presso di lui c'è la simpatica attrice Carla Bizzarri, pronta a dare la mano. Silori, con voce baritonale: "Cominciamo col libro della settimana. Questa volta è un libro di viaggi. Va a ruba. Ha un successo di vendita strepitoso. Eccolo qua." Prende dalla scrivania un volume, lo esamina, lo mostra ai telespettatori. Con voce baritonale: "S'intitola Orario generale delle Ferrovie dello Stato". È un'operetta preziosa, che non dovrebbe mancare nella biblioteca di qualsiasi persona colta; si raccomanda per la sua veste e il suo contenuto, e non soltanto ai bibliofili, ai cultori del libro come oggetto d'arte. Ma del resto, adesso parleremo con l'editore che abbiamo voluto ospite nostro questa sera perché ci parli di questa sua creatura."
    Entra il signor Pozzo (o il signor Grippaudo). Silori, con voce baritonale: "Caro Pozzo (o: caro Grippaudo), noi vorremmo sapere da lei quali sono gli intendimenti artistici perseguiti da questa fortunata opera letteraria." "Le dirò, riguarda lo sviluppo della cultura differenziata da caso a caso." [...] "E mi dica, i ritardi?" "I ritardi no, non sono indicati. C'è comunque un'edizione integrale e ci sono delle edizioni ridotte." "Direi quasi regionali. A carattere etnografico?" "Direi di sì. Direi di sì." "Ed è un libro che va molto?". "Direi che è una delle opere più vendute." "Un best seller, insomma.". (Achille Campanile)

Bibliografia[modifica]

Note[modifica]

  1. AA.VV., Ungaretti e la cultura romana, capitolo su Ungaretti professore: una cattedra difficile, di Luigi Silori, 1983, Bulzoni Editore

Altri progetti[modifica]