Marino Freschi

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Marino Freschi (–), scrittore, storico, saggista e docente universitario italiano.

L'utopia nel Settecento tedesco[modifica]

Incipit[modifica]

Nel Settecento e nell'Ottocento il romanzo tedesco presenta caratteristiche specifiche comuni. Pur nella loro diversità stilistica e contenutistica scrittori come Gellert, Jean Paul, Stifter e Keller si muovono in un paesaggio culturale abbastanza uniforme, caratterizzato secondo Erich Auerbach da «una così intima religiosità della vita e una purezza nel considerare la vocazione dell'uomo».
Questa peculiarità viene spesso intesa come provincialità, ma tale espressione non deve essere compresa univocamente come giudizio riduttivo, bensì come un indice di una disponibilità a una esperienza culturale 'classica ', utopica 'inattuale', che trovò la sua espressione paradigmatica nella Provincia Pedagogica del Wilhelm Meister goethiano.

Citazioni[modifica]

  • Scrivere per intero la storia dell'utopia nel Settecento tedesco vuol dire scrivere la storia della cultura di questo secolo affascinante ed inesauribile. (in prefazione, p. 2)
  • L'utopia settecentesca è così strettamente legata alla vena profonda della cultura esoterica che tanto intimamente ha segnato l'età di Lessing e di Goethe, non a caso entrambi massoni, ancorché assai critici e scettici verso la massoneria storica, già in preda a quei processi di frantumazione e di disgregazione. (in prefazione, p. 3-4)
  • Nella letteratura del Settecento l' 'isola' è un luogo poetico privilegiato. Il Robinson Crusoue fu, infatti, una delle opere più lette del secolo e iniziò perfino un nuovo genere di romanzo, che con il nome di Robinsonade conobbe una particolare fortuna nella Germania dell'epoca. (p. 8)
  • Gli accenni di Schnabel a un 'cristianesimo razionale' devono essere inseriti nell'ampia discussione teologica che per tutto il secolo caratterizzò la cultura tedesca di derivazione luterana e che conoscerà nel razionalismo di Lessing la sua espressione più matura. (p. 11)
  • Nel romanzo di Schnabel [Insel Felsenburg] il fondamento spirituale della comunità è la virtù, la Tugend, intesa come onestà, lealtà, capacità di sopportare serenamente le traversie della vita, confidando nell'aiuto della provvidenza. (p. 11)
  • Schnabel è uno dei primi scrittori che avvertirono il nuovo clima culturale e psicologico della Germania settecentesca, egli riesce a evocare gradualmente un mondo nuovo con una comunità umana che si costruisce come società modello con l'adesione a un ideale morale di onestà e di purezza religiosamente intense e vissute con intensa partecipazione interiore e riconosciute come il momento di aggregazione sociale primario atto a distinguere il consorzio veramente umano di Felsenburg da quello dei selvaggi, ma soprattutto da quello corrotto e immorale della società 'civile' europea. (p. 12-13)

Goethe: l'insidia della modernità[modifica]

Incipit[modifica]

A mezzogiorno del 28 agosto 1749, col dodicesimo tocco della campana, venni al mondo a Francoforte sul Meno. La costellazione era favorevole; il sole si trovava nel segno della Vergine e aveva raggiunto lo zenit nella giornata; Giove e Venere lo guardavano amichevolmente, Mercurio senza ostilità, Saturno e Marte tenevano un contegno indifferente: solo la luna, che in quel momento era piena, esercitava una forza contraria tanto maggiore, in quanto allo stesso tempo era entrata la sua ora planetaria. Essa si oppose quindi alla mia nascita, che non poté avvenire se non dopo passata tale ora.
Così comincia l'autobiografia di Goethe, composta dal 1811 quando aveva ormai oltrepassato i sessant'anni. Questo sorprendente incipit astrologico ci indica quanto lo scrittore fosse attento e partecipe osservatore di una cultura ermetica che frequenta soprattutto in gioventù. L'oroscopo è simbolico e communica già quelle che Goethe considera le sue le sue predisposizioni più profilate.

Citazioni[modifica]

  • [Goethe] L'evento più felice della sua vita è il viaggio in Italia che conclude i suoi studi e la sua giovinezza. Ne è così colpito che scrive le memorie di quel viaggio in italiano aiutato da un pugliese, Domenico Giovinazzi, che diviene anche maestro del giovane. (p. 10)
  • Ernst Wolfgang Behrisch, il più ardito a parodiare il pedagogo poetico, diviene ben presto il migliore amico di Wolfgang, con cui, oltre alle lezioni di poetica, condivide dalla Pasqua del 1766 la mensa in casa Schönkopf, cui viene condotto dall'amico Sclosser durante la sua visita a Lipsia. (p. 22)
  • Behrisch è uno dei primi grandi modelli, esempio per Goethe di moda e di modi culturali. È sarcastico, caustico, ha qualcosa di mefistofelico, che ritroveremo in una altro amico di gioventù, Merck. (p. 22)

Bibliografia[modifica]

  • Marino Freschi, L'utopia nel Settecento tedesco, Liguori Editore, Napoli 2004.
  • Marino Freschi, Goethe: l'insidia della modernità, Donzelli Editore, Roma 1999.