Nuova politica economica

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Citazioni sulla Nuova politica economica o NEP.

  • L'inaugurazione della Nuova Politica Economica (al principio del 1921), che consentiva gli scambi privati entro certi limiti e attenuava le requisizioni ai contadini, migliorò tutta la situazione riammettendo l'antico fine del guadagno personale in luogo dell'ideale della disciplina comunista. (Edmund Wilson)
  • La Nep aveva salvato il regime bolscevico, ma aveva anche introdotto gravi motivi di instabilità nel sistema sovietico. Il principio del profitto privato si scontrava con gli obiettivi della pianificazione centrale. Gli uomini della Nep, i funzionari di partito, i contadini agiati, i professionisti e gli artisti iniziavano silenziosamente ad affermarsi, mentre riaffioravano le aspirazioni nazionaliste, regionaliste e religiose, e anche le arti e le scienze offrivano prospettive culturali diverse da quelle del bolscevismo. La società sovietica ai tempi della Nuova politica economica era un agglomerato di contraddizioni e di esiti imprevedibili, di fallimenti e opportunità, di aspirazioni e delusioni. (Robert Service)
  • La N.E.P. (Nuova Politica Economica), riammettendo nella legalità il commercio libero, aveva fatto sorgere centinaia di botteghe nuove: ristoranti, caffè, ecc... Chi aveva denaro poteva ora procurarsi tutto ciò che voleva. (Viktor Andrijovyč Kravčenko)
  • Questa nuova forma di economia, cioè la libertà di contrattazione, dà origine alla Nep, che vuol dire nuova politica economica. Spenta la borghesia, si permette il sorgere del nep-borghese, il quale si presenta come un piccolo commerciante, come un distributore di merci. Ed anche l'economia statale si orienta secondo il mercato, cioè nelle operazioni si parte dal concetto di reddito. E, quanto agli scambi, con l'introduzione del Tscherwonetz si ritorna alla circolazione della moneta. (Waldemar Gurian)

Arthur Rosenberg[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Nella primavera del 1921 Lenin iniziò la ritirata dal comunismo di guerra alla «nuova politica economica» (chiamata NEP dalle iniziali delle corrispondenti parole russe). Cessarono ormai le requisizioni forzate del grano ai contadini: questi dovevano consegnare allo Stato una determinata parte del raccolto, come imposta in natura: tutto il resto restava a loro disposizione, ed essi potevano venderlo come meglio loro pareva. Così era ricostituita di colpo la proprietà privata del contadino russo, che il comunismo aveva soffocato con le sue requisizioni. Nello stesso tempo era creato un libero mercato delle merci, ed era di nuovo resa possibile l'esistenza del piccolo commercio e della piccola industria.
  • La NEP scartò ogni idea generale d'uguaglianza tra gli uomini, come aveva dominato nel regime del comunismo di guerra, anche se non s'era trattato che dell'uguaglianza di fronte alla fame. Ora esisteva di nuovo una minoranza d'operai accanto a una maggioranza di contadini e di altri appartenenti alle classi medie.
  • Con il volgersi alla NEP, Lenin ottenne nei primi anni assolutamente quel che desiderava: la dittatura bolscevica si mantenne: domata la fame, svanì il malcontento delle masse, e l'economia russa si risollevò dopo sette anni di decadimento e di sfacelo.

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