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Partito Ba'th

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Bandiera del Partito Ba'th

Partito Ba'th, partito politico panarabo.

Citazioni sul Partito Ba'th

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  • È vero che il Baath fu fondato da un certo Michel Aflaq, un cristiano ambiguo con simpatie per il fascismo, ed è anche vero che l'iscrizione a questo partito era aperta a tutti, senza distinzioni religiose (sebbene abbia ragione di pensare che le adesioni ebraiche fossero assai limitate). Tuttavia, almeno a partire dalla disastrosa invasione dell'Iran, nel 1979, che suscitò contro di lui da parte della teocrazia iraniana furibonde accuse di essere un «infedele», Saddam Hussein aveva riverniciato il suo regime - basato, comunque, su una minoranza tribale della minoranza sunnita - come devoto e consacrato al jihad. (Christopher Hitchens)
  • Il califfato islamico [...] affianca una lettura apocalittica dell’Islam con una burocrazia da stato di polizia che ha poco a che fare con le tradizioni ottomane del lontano passato, ma deve molto al partito Baath, basato sul modello sovietico; il concetto islamista della cospirazione demoniaca degli ebrei invece è un’eredità nazista. Insomma ci troveremmo al cospetto di un’unione infernale tra il peggio della storia d’Europa e di quella del Medio Oriente. (Paolo Mieli)
  • Il partito Baath non si è fatto catturare dall'estremismo e dall'utopia, ha trovato una collocazione chiara nella sinistra, ha evitato involuzioni conservatrici. Democrazia e socialismo sono i nostri ideali, inscindibilmente legati alla rinascita e all'unità dell'intera nazione araba. I nostri obiettivi non cambiano col tempo, ma le sfide che abbiamo incontrato, la contrapposizione con le forze che dominano il mondo, hanno impedito a questi processi di giungere a maturazione. Il desiderio di unità degli arabi ha dovuto fare i conti con le mire dell'Est e dell'Occidente, che temevano la crescita di un nuovo polo, di una forza in grado di ridurre la loro influenza nella regione. (Elias Farah)
  • In concreto il partito della rinascita pose al centro dei suoi interessi il problema del nazionalismo e dell'unità dell'Oriente arabo, tendendo a farlo coincidere con una vaga esigenza socialista e riformatrice. (Guido Valabrega)
Michel Aflaq, fondatore del Partito Ba'th, con Saddam Hussein
  • Dobbiamo rimuovere ogni ostacolo rappresentato dalla stagnazione e dal degrado affinché il sangue puro della nostra stirpe scorra rinnovato nelle nostre vene.
  • Il Ba'th non è una scuola di pensiero che si limita a proclamare una realtà in cui crede. È un movimento il cui messaggio è la lotta per la conseguire la vittoria di questa realtà.
  • Il nostro partito è un partito arabo nel senso che nessun altro partito è simile ad esso. Non si limita ad affermare l'idea araba, ma oltre la sua idea si sforza, realmente, di essere il partito arabo comprensivo in tutte le regioni arabe. Esso affronta i problemi arabi come un insieme indivisibile. Non tratta la questione regionale, inclusa la questione della Siria, se non alla luce di un'unica nazione araba.
  • Noi rappresentiamo la libertà, il socialismo e l'unità. Questo è l'interesse della nazione Araba, e per nazione intendo il più grande numero di persone e non quella minoranza sfigurata e deviata che ha negato la propria identità, la minoranza schiavizzata dal proprio egoismo e dai propri interessi privati, che non sarà parte della nazione ancora per molto.
  • Oggi assistiamo ad un conflitto fra il nostro passato glorioso e il deplorevole presente. La personalità degli Arabi nel nostro passato era unita in un solo corpo: non c'era frattura fra la sua anima e il suo intelletto, nessuna frattura fra i suoi discorsi e la sua pratica, fra i suoi codici privati e i suoi codici pubblici di comportamento... All'opposto, nel nostro tempo attuale, siamo testimoni solo di una personalità frammentata, di una vita parziale, impoverita... È giunta l'ora di eliminare questa contraddizione e di tornare alla personalità araba nella sua unità, e rendere di nuovo integro il modo di vivere degli arabi.
  • Se c'è una qualità peculiare del movimento Ba'th che è ansioso di preservare è che non fa affidamento sulle sorprese e non crede nel facile successo. Esso vuole, e questo è anche lo scopo del giornale, essere un movimento vivo con radici profonde e irremovibili che gli assicurino la sopravvivenza, la stabilità e la crescita naturale.
  • Ciò che mi irritò di più, e che mi fece odiare il potere, fu lo spettacolo dei membri del Comando Regionale in lotta per il potere. Litigavano tanto sull'autorità che persero la Rivoluzione del Ramadan, e anche se stessi. Erano loro i responsabili per il rovesciamento del Partito nel 1963, e io osservavo la loro lotta per il potere, il modo in cui si mordevano a vicenda nell'ascesa al potere.
  • Il Partito Ba'th Socialista Arabo desidera espandersi in Iran? Lasceremo la risposta a voi e gli altri.
  • Sapete che le donne prima della Rivoluzione [del 17 luglio 1968] erano in una situazione sociale ed economica pressoché simile a quella delle donne nel Terzo Mondo in generale. Ma la condizione delle donne è cambiata notevolmente, non in termini di progresso graduale e relativo, ma piuttosto il cambiamento è stato tangibile. Nel corso della sua lunga storia, il Partito Ba'th Socialista Arabo si è sforzato di illuminare le donne sull'importanza della loro integrazione con gli uomini in tutti gli aspetti umani, politici e sociali.
  • Fra il Baath e il fanatismo religioso, anche quando si alleano contro un nemico comune, vi è un incolmabile fossato.
  • Il più simile al fascismo, tra i gruppi politici sorti in Medio Oriente durante il Novecento.
  • Nella filosofia totalitaria e nazional-socialista del Baath, il partito è il cuore del Paese, la mente della nazione, l'anima dello Stato e il centro vitale delle sue funzioni.
  • Saddam si servì del partito unico per militarizzare la società, instaurò un culto del leader che era modellato su quello del Duce e del Führer, mise la burocrazia in uniforme, affidò la sua fama alla costruzione di grandi opere pubbliche, fu al tempo stesso nazionalista e, a modo suo, socialista. Fu questo il fascismo del mondo arabo.
  • – Come possidente terriero, ora che è cessata l'influenza di Nasser, è preoccupato che il Ba'th possa conquistare il potere?
    – Mi permetta di darle un consiglio, Sig. Thaabet. Lei si sta trasferendo dall'Argentina alla Siria. Ci sono argomenti che non si discutono in luoghi pubblici. Per cose di cui lei ha parlato apertamente all'estero, potrebbe finire ucciso dove è diretto.
  • Di questi tempi, non si è mai troppo cauti, è vero. Ma il movimento si sta diffondendo in tutto il mondo arabo, e presto lo controllerà, inshallah, con l'aiuto di leader come Saddam Hussein in Iraq e qui in Siria.
  • Molti hanno temuto quello che avrebbe potuto realizzare una Siria potente. E, per questo, hanno ripetutamente cercato di dividerci. Ma quel tempo è finito. In questo giorno d'indipendenza, riconosciamo le lotte del passato, ma guardiamo avanti con fiducia verso un futuro luminoso, unito e glorioso per tutti i siriani sotto il partito Ba'th.
  • – Occorre una Siria indipendente a capo di una rinascita araba che possa competere con l'Europa e opporsi agli Stati Uniti. Al-Kudsi non è l'uomo giusto. Ora che la Siria non è più dominata dall'Egitto, c'è un solo partito che può farcela.
    – Il Ba'th.
  • Al contrario degli ayatollah iraniani, i dirigenti del partito Baas iracheno non erano considerati una minaccia alla stabilità del Golfo, vale a dire del mercato del petrolio.
  • Un tempo il più importante movimento laico e progressista del Medio Oriente arabo, nato durante la seconda guerra mondiale, emozionalmente anche dall'ammirazione suscitata a Beirut, a Damasco, a Bagdad, dalle notizie sulla difesa di Stalingrado.
  • Una volta interarabo ma da tempo frantumato in correnti nazionali.

Voci correlate

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