Michel Aflaq

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Michel Aflaq

Michel Aflaq (1910 – 1989), politico siriano.

Citazioni di Michel Aflaq[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Oggi assistiamo ad un conflitto fra il nostro passato glorioso e il deplorevole presente. La personalità degli Arabi nel nostro passato era unita in un solo corpo: non c'era frattura fra la sua anima e il suo intelletto, nessuna frattura fra i suoi discorsi e la sua pratica, fra i suoi codici privati e i suoi codici pubblici di comportamento... All'opposto, nel nostro tempo attuale, siamo testimoni solo di una personalità frammentata, di una vita parziale, impoverita... È giunta l'ora di eliminare questa contraddizione e di tornare alla personalità araba nella sua unità, e rendere di nuovo integro il modo di vivere degli arabi. (da un discorso nell'università di Damasco nel 1943)
Today we stand witness to a conflict between our glorious past and shameful present. The Arab personality was in our past unified in one body: there was no divide between its soul and its intellect, no divide between its rhetoric and its practice, its private and its public codes of conduct ... In contrast, in our present time, we witness only a fragmented personality, a partial, impoverished life ... It is time we removed this contradiction and return to the Arab personality in its unity, and make whole Arab life once again.[1]
  • Dobbiamo rimuovere ogni ostacolo rappresentato dalla stagnazione e dal degrado affinché il sangue puro della nostra stirpe scorra rinnovato nelle nostre vene. (da un discorso nell'università di Damasco nel 1943)
We must remove all obstacles of stagnation and degradation, so that our pure blood lineage will run anew in our veins.[1]
  • In passato, la vita di una persona riassumeva la vita di una nazione. Oggi, la vita dell'intera nazione nella sua nuova rinascita dovrebbe diventare una esposizione dettagliata del suo grande uomo. Maometto era tutti gli arabi. Che tutti gli arabi siano oggi Maometto. (da un discorso nell'università di Damasco nel 1943)
In the past, one person's life summarized the life of a nation. Today the life of the whole nation in its new revival should become a detailed exposition of the life of its great man. Muhammad was all the Arabs. Let all the Arabs be Muhammad today.[1]
  • Se c'è una qualità peculiare del movimento Ba'th che è ansioso di preservare è che non fa affidamento sulle sorprese e non crede nel facile successo. Esso vuole, e questo è anche lo scopo del giornale, essere un movimento vivo con radici profonde e irremovibili che gli assicurino la sopravvivenza, la stabilità e la crescita naturale. (da The seeds of the Baath, 3 luglio 1946)
If there is a distinctive quality of the Baath movement that it is anxious to preserve, it is that it does not put its trust in surprises and does not believe in facile success. It wants— and this is also the aim of the newspaper to be a living movement that has deep and unshakeable roots which secure for it survival, stability and natural growth.[2]
  • Il nostro partito è un partito arabo nel senso che nessun altro partito è simile ad esso. Non si limita ad affermare l'idea araba, ma oltre la sua idea si sforza, realmente, di essere il partito arabo comprensivo in tutte le regioni arabe. Esso affronta i problemi arabi come un insieme indivisibile. Non tratta la questione regionale, inclusa la questione della Siria, se non alla luce di un'unica nazione araba. (da Our attitude vis-a-vis the present government, Al-Baath, 27 gennaio 1947)
Our party is an Arab party in the sense that no other party is like it. It does not content itself with the affirmation of the Arab idea but endeavors, in reality, besides its idea, to be the comprehensive Arab party in all the Arab regions. It tackles the Arab problems as an indivisible whole. It does not treat the regional question, including the question of Syria, except in the light of one Arab nation.
  • Colui che pensa che il socialismo sia una religione della pietà commette un grave errore. Non siamo eremiti che si rifugiano nella misericordia di dare pace ad una coscienza turbata dalla miseria e dalla sofferenza, cosicché diventiamo grandi ai nostri occhi e dormiamo senza problemi. Difendere le masse defraudate non significa far loro l'elemosina ma rivendicare i loro diritti. Noi non siamo solo interessati ad alleviare la loro miseria ma anche nell'incrementare il loro livello di vita. (da La ricchezza della vita, 1936)
He who thinks that socialism is a religion of pity is gravely mistaken. We are not hermits taking refuge in mercy to give peace to a conscience disturbed by seeing misery and suffering, so that we become great in our own eyes and sleep untroubled. Defending deprived masses is not a matter of giving them alms but demanding their rights. We are not only concerned about alleviating misery but also about increasing the wealth of life.[3]
  • Noi crediamo che ogni intervento sul rialzo dei prezzi che non affronti le vere cause di questo aumento sia un trattamento superficiale destinato al fallimento. Il problema dell'alto costo della vita nel nostro paese è profondo, legato alle fondamenta del nostro sistema sociale ed economico corrotto. È direttamente connesso con l'esistenza di una classe affarista e sfruttatrice, che fa soffrire il popolo. È il risultato di un sistema economico egoistico, che è libero da ogni supervisione o controllo da parte di uno Stato conscio e rigoroso che rappresenti pienamente il popolo. Il problema dell'alto costo della vita non potrà essere risolto se non alla luce dei principi socialisti ardentemente e fedelmente invocati dal nostro Partito. Non sarà risolto se non attraverso la nazionalizzazione delle compagnie straniere e la loro messa sotto controllo statale, salvando così il popolo da un ulteriore sfruttamento delle sue necessità vitali, come l'acqua, l'elettricità e le comunicazioni, e tramite la distribuzione tra i piccoli contadini delle terre demaniali, salvandoli dai feudatari che succhiano il loro sangue e si appropriano delle loro fatiche e fanno loro condurre una vita scarna e affamata, per la loro sofferenza continua al caldo estivo e al freddo invernale. Non sarà risolto se non costringendo i grandi feudatari ed i capitalisti a rendere giustizia al lavoro, imponendo un limite all'oppressione creata dalla proprietà e dal capitalismo e riconoscendo ai contadini e ai lavoratori i loro diritti naturali ad una vita umana e degna. (da Our attitude vis-a-vis the present government, Al-Baath, 27 gennaio 1947)
We believe that any treatment of the rise in prices, which does not deal with the real reasons of this elevation, is a shallow treatment doomed to failure. The problem of the high cost of living in our country is a deep one, related to the foundations of our corrupt social and economic system. It is closely connected with the existence of this profiteering and exploiting class, which makes the people suffer. It is the result of this selfish economic system, which is free from any supervision or control by a conscious and strict state that fully represents the people. The problem of the high cost of living will not be resolved except in the light of the socialist principles ardently and faithfully called for by our Party .It will not be solved except through the nationalization of the foreign companies and putting them under state ownership, thus saving the people from other exploitation of their vital needs such as water, electricity and communication, and by distributing the state owned lands among small farmers, rescuing them from the feudalists who draw off their blood and drain their efforts and give them a life close to nakedness and hunger for their continuous travail in the summer heat and the cold of winter. It will not be solved except by forcing the big feudalists and capitalists to do justice to labor, limiting the oppression created by ownership and capitalism and granting the peasant and worker their natural rights in a dignified and human life.[3]
  • La classe dominante nella nazione Araba è, per struttura, educazione e interessi, incapace, per non dire che odia farlo − di realizzare la completa liberazione nazionale e l'unità dei frammenti delle terre arabe, per questo è incapace di realizzare l'unità nei cuori degli arabi.[4]
The ruling class in the Arab nation is by structure, education and interests, incapable of, if we do not say loathe to--realizing the complete national liberation and the unity of the fragments of the Arab land, for it is incapable of realizing unity in the hearts of the Arabs.[3]
  • L'interesse della patria Araba non potrà mai affiancarsi al blocco occidentale o a qualcuno dei suoi membri. Perciò, la politica dei governi arabi dovrà essere una politica di neutralità nel conflitto tra i due blocchi, invece di legarsi ai nemici degli arabi con nuovi trattati. È imperativo evitare di legarsi in qualsiasi modo ad un campo.[5]
The interest of the Arab homeland can never be to side with the Western bloc or with of its members. Therefore the policy of the Arab governments should be one of neutrality in the conflict between the two world blocs, instead of binding themselves to the enemies of the Arabs by new treaties. It is imperative that we should relieve ourselves of any bound with them.[6]
  • I nostri poteri non sono i visibili e limitati poteri. I nostri poteri sono di un'inesauribile ricchezza. Vorrei aggiungere che dipendiamo da un'altra forza, che è la marcia del nostro movimento verso il progresso umano. Il nostro scopo è di elevare la nazione dallo stato di arretratezza a quello di lavoro, di serietà e creatività. La storia sta prendendo questa direzione e ci muoviamo con essa. La logica della storia impone che sorga la nazione araba ed occupi un posto positivo e creativo ed assuma il suo ruolo per costruire il suo futuro. La storia è quindi dalla nostra parte. (da The connection between Arabism (Uruba) and the radical change movement, 1950)
Our powers are not the visible and limited powers. Our powers are of inexhaustible richness. I would add that we depend on another force, which is the march of our movement toward human progress. Our aim is to elevate the nation from the state of backwardness to that of work, seriousness and creativeness. History is taking this direction and we move with it. The logic of history demands that the Arab nation rise and occupy a positive and creative place and assume its role to construct its future. History then is on our side.[2]
  • Il Ba'th non è una scuola di pensiero che si limita a proclamare una realtà in cui crede. È un movimento il cui messaggio è la lotta per la conseguire la vittoria di questa realtà. (da The organization of radical change, 1 febbraio 1950)
The Baath is not a school of thought to be content with proclaiming a reality in which it believes. It is a movement whose message is the struggle for achieving victory for this reality.[2]
  • L'interesse nazionale, la sopravvivenza della nazione Araba ed il suo progresso insieme alle nazioni sviluppate, così come la perseveranza nella competizione fra nazioni dipendono tutte dalla realizzazione del socialismo, che significa permettere ad ogni arabo, senza distinzione o discriminazione, di diventare un'entità produttiva tangibile e non un'illusione.[7]
The national interest, the survival of the nation and its progress along with the developed nations as well as its steadfastness in the race among nations all depend on the realization of socialism, that is, allowing every Arab, without distinction or discrimination to become a tangibly productive entity and not an illusion.[3]
  • Noi rappresentiamo la libertà, il socialismo e l'unità. Questo è l'interesse della nazione Araba, e per nazione intendo il più grande numero di persone e non quella minoranza sfigurata e deviata che ha negato la propria identità, la minoranza schiavizzata dal proprio egoismo e dai propri interessi privati, che non sarà parte della nazione ancora per molto.[8]
We represent liberty, socialism and unity. This is the interest of the Arab nation, I mean by nation the greater number of the people and not that disfigured and deviating minority which has denied its identity, the minority enslaved by its selfishness and private interests, for it is no longer a part of the nation.[3]
  • Noi, che non ci facciamo ingannare dall'apparenza, sappiamo che dietro l'opinione di ciascuno esistono fattori psicologici e morali così come fattori creati dagli interessi. Nella maggior parte dei casi, il contrasto tra gli altri e noi non risiede nella sfera del pensiero, ma è un contrasto tra interessi personali e distacco dai vantaggi personali. Coloro che pensano che la nazione Araba non sia sufficientemente matura per razionalizzare la sua causa come invece hanno fatto altre nazioni che hanno recato messaggi importanti nella storia, e coloro che pensano che la nostra nazione non sia ancora divenuta adulta, di fatto non esprimono le loro opinioni sulla nazione, ma esprimono il loro egoismo.[9]
We, who are not deceived by appearances, know that behind every opinion there are psychological and moral factors as well as factors created by interest. In most cases, the contradiction between the others and us is not in the realm of thinking, but it is a contradiction in interests and the detachment from personal benefits. Those who think that the Arab nation has not become sufficiently mature to put its case in a rationalized formula like the cases of other nations who have had important messages in history, and those who think that our nation has not come of age yet do not express in fact their opinion of the nation but expresses their selfishness.[3]
  • Poiché il movimento si espande proporzionalmente alla sua estensione e all'aumento del numero dei suoi aderenti, il dovere dei membri diventa più grande di prima. Ogni movimento, ed è questa la natura dei movimenti sociali e la natura delle società, è suscettibile di perdere un po' della sua spontaneità, della sua libertà, della sua genuinità e di essere sommerso in parole d'ordine convenzionali, in chiacchiere e trasformarsi in un idolo. Non sono solo le persone a diventare idoli, ma anche i movimenti ed i loro ideali. Questa è la cosa peggiore che possa capitare ad un movimento che vuole essere creativo. (da Our live view of the party, 1 aprile 1955)
As the movement expands in proportion to its scale and the increase in its membership, the duty of the member becomes greater than before. Every movement, and this is the nature of social movements and the nature of societies, is liable to lose some of its spontaneity, its freedom, its genuineness and to be submerged in conventional slogans, in words and to become an idol. It is not only persons who will become idols, but the movement and its ideals. This is the worst that can befall a movement that wants to be creative.[2]
  • I popoli dei paesi imperialisti stanno diventando, giorno dopo giorno, sempre meno entusiasti di queste guerre imperialiste. Se ne stanno sempre più ritirando cosicché alla fine la battaglia sarà combattuta apertamente solo da quelli che sono veramente interessati ad essa. Questi capitalisti, gli avventurieri e i mercenari che traggono profitto dalle guerre, quando avranno raggiunto questa fase, arriveranno alla loro fine, perché le guerre imperialiste non dipendono solo dagli imperialisti ma anche dalla capacità di questi ultimi di ingannare i loro popoli e trascinarli in guerre come queste.[10]
The peoples of the imperialist countries are day by day, becoming, less enthusiastic, about these imperialistic wars. They increasingly withdraw from them so that the battle will finally be confined, without disguise, to those who are really interested in it. These capitalists, the adventurers and mercenaries who profit by wars, when they have reached this stage, will come to their end, for imperialistic wars do not depend solely on the imperialists but on the capacity of the latter to deceive their peoples drive them into such wars.[6]
  • L'imperialismo, oggigiorno, ci impone una nuova e crudele battaglia per quale sta preparando ogni mezzo d'aggressione in suo possesso prima della crisi di Suez, questo fin da quando si rese conto della fermezza della coscienza rivoluzionaria araba e del fatto che le capacità popolari in alcune regioni arabe si sono bene organizzate. Ciò significa che questa battaglia è degli Arabi, prima anche che degli imperialisti. Il legittimo e naturale risveglio degli Arabi verso la strada della liberazione e del progresso forma, già di per sé, un grande pericolo per gli interessi dell'imperialismo e per la sua esistenza, non solo nella patria Araba ma nel mondo intero.[11]
Imperialism today imposes on us a new and cruel battle for which it is preparing every means of aggression it possessed before the Suez crisis, since the time it became certain of the fermentation of the revolutionary Arab consciousness and of the fact that popular capacities in some Arab regions have reached the level of effective organization. This means that the battle is that of the Arabs before it is that of imperialism. The legitimate and natural surge of the Arabs toward liberation and progress forms by itself a grave danger to the interests of imperialism and its existence not only in the Arab homeland but also in the world.[6]
  • Il raggiungimento del socialismo nella nostra vita è una condizione fondamentale per la sopravvivenza della nazione araba e per il suo progresso. Se non diffondiamo il socialismo e se non ci sforziamo di realizzare la giustizia sociale per ogni individuo, e se il popolo arabo non sarà messo in marcia non sarà protetto dal regresso e dalla cospirazione.[12]
The achievement of socialism in our life is a fundamental condition for the survival of our nation and for the possibility of its progress. If we do not spread socialism and if we do not endeavour to realize social justice for all individuals, and if the Arab people are not turned of their march and protect it form retrogression and conspiracy.[3]
  • I popoli liberi sono arrivati a riconoscere la nostra causa e a sostenerla solo dopo che hanno sentito che non era limitata ai desideri dei re e agli interessi delle classi privilegiate. Sono arrivati a rendersi conto che dietro di essa c'è un popolo in lotta che sta spaventando l'imperialismo mondiale e sta scuotendo le sue fondamenta, perché non teme più di confrontarsi in assoluta franchezza con i suoi problemi e tiene testa ai suoi nemici interni con lo stesso coraggio e la stessa determinazione con cui tiene testa all'imperialismo stesso.[13]
The free peoples have come to recognize our cause and support it only after they felt that it was not confined to the desires of Kings and the interests of the privileged class. They have come to know that behind it there is one struggling people that is frightening world imperialism and is shaking its foundations, for it is no longer afraid to confront its problems with perfect candidness and face its internal enemies with the same courage and determination it faces imperialism itself.[6]
  • Il marxismo è una teoria socialista. È la prima e la più importante teoria scientifica [...] e non è giusto vedere il marxismo fanaticamente. Dobbiamo essere aperti ad esso in modo obiettivo, e, anche nelle nostre divergenze con esso, dobbiamo argomentare senza avere pregiudizi, proponendo prove contro prove e dimostrazioni contro dimostrazioni. Dobbiamo essere in grado di vedere sia la verità che gli errori, dovunque siano [...] La nostra posizione odierna verso il marxismo e il comunismo non è più negativa. Nel passato non fummo imitatori, e nemmeno oggi lo siamo, ma bisogna accogliere ciò che è vantaggioso per noi e per la nostra lotta socialista.[14]
Marxism is a socialist theory .It is the first and most important scientific theory ...and it is not good to view Marxism with fanaticism. We must be open to it objectively, and in our differences with it we have to argue by giving evidence against evidence and proof against proof not by being prejudiced. We must be able to see right and wrong wherever they are... Our stand today of Marxism and communism is no longer negative. In the past we were not imitators and we are still not imitators, but we must take what is of benefit to us in our socialist struggle.[3]
  • L'essere di sinistra non significa estremismo, demagogia e esagerazioni insolenti. Non serve a calunniare gli altri. La politica di sinistra è un'analisi realistica ed una posizione pratica, la sua argomentazione oggettiva non deve essere influenzata da desideri personali, ambizioni e influenze transitorie ma deve essere governata da uno spirito scientifico, abnegazione e onestà.[14]
Leftism does not mean extremism, demagogy and insolent exaggerations. It is not to calumniate others. Leftism is a realistic analysis and practical stands, its objective reasoning is not affected by desires, ambitions and transitory influences but is governed by a scientific spirit, detachment and honesty.[3]
  • Non disponiamo ancora delle armi mortali e delle invenzioni che l'imperialismo possiede, ma abbiamo la fede, abbiamo il grande numero, abbiamo la patria, grande e ricca, abbiamo lo spirito di sacrificio e le virtù che non sono possedute dai paesi che vivono dello sfruttamento dei popoli deboli. Abbiamo una fede che è animata dal sentimento dell'ingiustizia , dal sentimento del nostro pieno e indiscutibile diritto. Abbiamo il grande numero poiché abbiamo questo popolo che è stato spogliato e represso, ma ha incominciato a liberarsi dalle sue catene ed ora intuisce, per la prima volta, la sua forza, la sua capacità e le sue doti umane. (da Palestine is the essence of the Arab cause, 30 maggio 1969)
We do not have yet the deadly weapons and inventions that imperialism possesses but we have the faith, we have the great number, we have the large and rich homeland, we have the spirit of sacrifice and the virtues which are not possessed by countries which live on the exploitation of the weak peoples. We have a faith that is moved by the feeling of injustice, the feeling of our clear and certain right. We have the great number as we have this people which has been deprived and stifled but has started to remove its fetters and now feels, for the first time its strength, its capacity and its human forces.[2]
  • Noi siamo parte della classe lavoratrice. I veri socialisti si considerano parte della classe lavoratrice. Il governo socialista è guidato dalla classe lavoratrice, presta attenzione a cosa essa può dare e creare nella vita della nazione e nelle battaglie del destino, osservando i possibili errori commessi attraverso la pratica, o i dettagli della propria azione. Questo è il salto richiesto dalla rivoluzione, dall'intera rivoluzione Araba e in ogni regione Araba, perché la miopia, in passato, è stata un ostacolo.[15]
We are part of the working class. True socialists consider themselves part of the working class. The socialist rule is that which is led by the working class, giving attention to what it can give and create in the life of the nation and in the battle of destiny, than viewing the possible mistakes made through practice, or the details of action. This is the leap required from the revolution, the whole Arab revolution in every Arab region, for such shortsightedness was a stumbling block in the past.[3]

Citazioni su Michel Aflaq[modifica]

Michel Aflaq con Saddam Hussein nel 1988
  • È lui che ha creato il partito. Come posso dimenticare ciò che Michel Aflaq ha fatto per me? Se non fosse stato per lui non sarei a questo posto. (Saddam Hussein)
  • Un cristiano ambiguo con simpatie per il fascismo. (Christopher Hitchens)

Sergio Romano[modifica]

  • Aveva studiato alla Sorbona negli anni Trenta, aveva assistito alle battaglie politiche fra destra e sinistra nelle strade di Parigi, aveva inghiottito un inebriante cocktail di letteratura politica europea da Mazzini a Lenin, era anticolonialista, panarabista, fiero del grande passato arabo, ma risolutamente laico e socialista.
  • Il partito Baath, di cui Saddam Hussein fu il principale esponente iracheno, fu sempre detestato dai movimenti islamici del Medio Oriente. Il suo fondatore Michel Aflaq fu una delle personalità più interessanti di quel periodo.
  • Nel fascismo italiano e nel nazionalsocialismo tedesco Aflaq credette di trovare tutti gli ingredienti necessari alla modernizzazione delle società arabe e alla nascita di un grande movimento panarabo: un partito di massa, un apparato composto da militanti laici, una società militarizzata e pronta a difendere la patria contro le potenze coloniali, una economia diretta dall'alto con una forte partecipazione dello Stato, capace di dare lavoro e prosperità ai ceti più miserabili della popolazione.

Bernardo Valli[modifica]

  • Aflak era un siriano di religione cristiana, un greco-ortodosso, ed era celebre anche per le sue lunghissime immersioni nell'acqua bollente. Mi aspettavo dunque di trovarlo in una vasca da bagno, come Marat: era invece seduto accanto alla finestra e guardava il fiume gonfio delle piogge invernali. Lo scorrere dell'acqua gli suggeriva molte idee: così era anche il corso impetuoso del nazionalismo arabo guidato dal Baas (Rinascimento) verso un'inevitabile unità araba dal Cairo alle sponde del Tigri sulle quali noi ci trovavamo. I vari fiumi non si versano in un unico mare? Aflak era incerto sul dove costruire la capitale del mondo arabo unito. Per evitare un conflitto tra il Cairo, Damasco e Bagdad in concorrenza tra di loro, bisognava crearne una nuova. Ma in quale deserto? Ricordo quell'incontro come uno degli episodi più surrealisti della mia vita professionale.
  • Aflak non riuscì mai ad esercitare il potere perché il suo clan era isolato, insignificante nel grande mosaico tribale siriano o iracheno.
  • Aflaq (un siriano di religione cristiana ortodossa) voleva strappare gli arabi dall'asservimento alla religione, a suo avviso retrogrado, e sognava una grande nazione panaraba.
  • La sua figura è popolare. Aflaq fu il fondatore del partito Baath (Rinascita), al quale appartengono i miliziani armati, adesso dispersi nelle case della capitale. Fu anche l'ispiratore di Saddam Hussein. Il mausoleo. Sarebbe un ottimo bastione.
  • Mi sembrò un uomo mite. Pigro nei movimenti e nell'eloquio. Era un sognatore. Mi raccontò dell'influenza fascista e marxista subita negli anni parigini, quando studiava alla Sorbona. Diffidava sia dell'Occidente sia del comunismo.

Note[modifica]

  1. a b c (EN) Citato in Baathism: An Obituary, New Republic, 14 settembre 2012.
  2. a b c d e (EN) Citato in On the Arab Baath movement, Albaath.online.
  3. a b c d e f g h i j (EN) Citato in On socialism, Albaath.online.
  4. Da C'è un compito popolare per la nazione Araba, "Al-Ba'ath", 2 marzo 1947.
  5. Da La nostra politica estera, "Al-Ba'ath", 12 gennaio 1948.
  6. a b c d (EN) Citato in On imperialism and zionism, Albaath.online.
  7. Da La sopravvivenza della nazione Araba e il suo progresso sono nel socialismo, "Al-Ba'ath", 7 ottobre 1950.
  8. Da La nazione Araba è la volontà della vita, aprile 1950.
  9. Da Il movimento ideologico completo, 1950.
  10. Da Il ruolo della battaglia algerina nella nostra lotta, 1956.
  11. Da La nostra battaglia con l'imperialismo è inevitabile, "Al-Ba'ath", 24 agosto 1956.
  12. Da Gli inganni della reazione e l'allerta del popolo, "Al-Ba'ath", 15 giugno 1956.
  13. Da Il consenso del popolo è [l'arma] più forte, 16 novembre 1956.
  14. a b Da Un discorso ai ranghi, "La regione siriana", 18 gennaio 1960.
  15. Da Il ruolo della classe lavoratrice nella costruzione della rivoluzione Araba, novembre 1969.

Voci correlate[modifica]

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