Raymond Radiguet

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Raymond Radiguet

Raymond Radiguet (1903 – 1923), scrittore e poeta francese.

Il ballo del conte d'Orgel[modifica]

Incipit[modifica]

Gatti[modifica]

I moti di un cuore come quello della contessa d'Orgel sono forse superati? Una mescolanza di dovere e di indolenza potrà sembrare incredibile, ai giorni nostri, anche in una persona di razza e in una creola. Non sarà piuttosto che l'attenzione si distoglie dalla purezza, con il pretesto che offre meno sapore della dissolutezza?
Ma le manovre incoscienti di un'anima pura sono ancora più singolari delle combinazioni del vizio. È ciò che risponderemo alle donne che, le une, troveranno la signora d'Orgel troppo onesta, e le altre troppo facile.

La contessa d'Orgel apparteneva per nascita all'illustre casato dei Grimoard de la Verberie, che brillò per parecchi secoli di un lustro incomparabile. Tuttavia, non è che gli antenati della signora d'Orgel si fossero dati molto da fare. A tutte le circostanze gloriose alle quali le altre famiglie devono la propria nobiltà, questo casato è orgoglioso di essere rimasto estraneo. Un tale atteggiamento, a lungo andare, può essere pericoloso. I Grimoard erano in prima fila fra quelli che ispirarono a Luigi XIII la decisione d'indebolire la nobiltà feudale. Il loro capo mal sopportò quell'ingiuria, e fu con scalpore che lasciò la Francia. I Grimoard si stabilirono in Martinica.

Emanuelli[modifica]

I moti di un cuore come quello della contessa d'Orgel possono ancora esser veri? Oggi, una tale mescolanza di senso del dovere e di debolezza sembrerà incredibile, anche in una persona di razza ed in una creola. Ma non potrebbe piuttosto darsi che la nostra attenzione si posi mal volentieri sulla purezza soltanto con il pretesto ch'essa offre minori attrattive alla depravazione?
Gli incoscienti maneggi di un animo puro sono ancor più eccezionali di certi viziosi imbrogli. Questo risponderemo alle donne, alcune delle quali stimeranno la contessa d'Orgel troppo onesta; ed altre, invece, troppo arrendevole.

Il diavolo in corpo[modifica]

Incipit[modifica]

Emanuela Gatti[modifica]

Sarò oggetto di biasimo. Ma cosa posso farci? È forse colpa mia se ho compiuto dodici anni qualche mese prima della dichiarazione di guerra? I turbamenti che mi vennero da quel periodo straordinario furono certamente di un tipo che non si prova mai a quell'età: ma siccome non esiste nulla di sufficientemente forte da invecchiarci malgrado le apparenze, è da bambino che mi sarei comportato in un'avventura in cui anche un uomo si sarebbe sentito imbarazzato. Non sono il solo. E di quell'epoca i miei compagni conserveranno un ricordo che non è quello dei loro fratelli maggiori. Chi già me ne vuole si figuri ciò che fu la guerra per tanti ragazzi molto giovani: quattro anni di vacanza.

Abitavamo a F., sulla Marna.
I miei genitori erano piuttosto contrari al cameratismo fra uomini e donne. La sensualità, che nasce con noi e si manifesta ancora cieca, ci guadagnò invece di perderci.
Non sono mai stato un sognatore. Ciò che agli altri, più creduli, sembra un sogno a me pareva tanto reale quanto il formaggio al gatto, malgrado sia sotto la campana di vetro. Tuttavia, la campana c'è.
Quando questa si rompe, il gatto ne approfitta, anche se a romperla sono stati i padroni, tagliandosi le mani.

Francesca Sanvitale[modifica]

Sì, mi aspettano dei rimproveri. Che cosa ci posso fare? È colpa mia se compivo dodici anni qualche mese prima della dichiarazione di guerra? Forse le emozioni di quel periodo straordinario furono di un genere che non si prova mai a questa età; ma dal momento che non c'è niente di così formidabile che riesca ad invecchiarci, malgrado le apparenze, era fatale che io agissi da bambino in un'avventura che avrebbe messo in imbarazzo persino un uomo fatto. Non sono il solo. Anche i miei coetanei ricorderanno questo periodo in modo diverso da chi è nato prima. E chi mi vuol male immagini pure ciò che fu la guerra per tanti ragazzi allora giovanissimi: quattro anni di grandi vacanze.

Abitavamo a H..., sulla riva della Marna.
I miei genitori erano abbastanza contrari alle amicizie miste. La sensualità che nasce insieme a noi e si rivela ancora cieca, invece di soffrirci ci guadagnava.
Non sono mai stato un sognatore. Quello che sembrava un sogno agli altri più ingenui, mi pareva reale come è reale per il gatto il formaggio sotto la campana di vetro. Però la campana esiste.
Se si rompe, il gatto ne approfitta. Anche quando sono i padroni a rompere la campana, a tagliarsi le mani.

Citazioni[modifica]

  • La felicità è egoista. (1995, p. 22)
  • Il sapore del primo bacio mi aveva deluso come un frutto che si assaggia la prima volta. Non è nella novità, ma è nell'abitudine che si provano i piaceri più grandi. Qualche minuto dopo, non solo ero abituato alla bocca di Marthe, ma non potevo neanche più farne a meno. E proprio allora lei parlava di privarmene per sempre. (1995, p. 38)
  • Chi ama irrita sempre chi non ama. (1995, p. 40)
  • Crediamo di essere i primi a provare certi turbamenti, non sapendo che l'amore è come la poesia, e che tutti gli amanti, anche i più mediocri, pensano d'innovare. (p. 48)
  • Considerare la morte con salma conta solo se la si considera in solitudine. La morte in due non è più la morte, anche per gli increduli. Ciò che affligge non è lasciare la vita, bensì lasciare la persona che le dà un senso. Quando un amore è la nostra vita, che differenza c'è tra vivere insieme e morire insieme? (p. 49)
  • Ciò che indebolisce i nostri sistemi educativi è che si rivolgono ai mediocri, a causa del loro numero. (p. 68)
  • L'uomo molto giovane è un animale ribelle al dolore. (p. 110)
  • I veri presentimenti si formano a profondità che la nostra mente non visita. (p. 112)
  • Un uomo disordinato che sta per morire e non lo sospetta, mette improvvisamente ordine attorno a sé. La sua vita cambia. Archivia documenti. Si alza presto, si corica di buon'ora. Rinuncia ai suoi vizi. Quelli che gli vivono accanto si rallegrano. Così, la sua morte brutale sembra tanto più ingiusta. "Stava per vivere felice". (p. 112)
  • Il fulmine che si abbatte su un uomo è così rapido che egli non soffre. Ma, per colui che lo accompagna, è un triste spettacolo. (p. 112)
  • Si è sempre avidi di sorprendere ciò che riguarda gli esseri che si amano. (p. 113)
  • Non è nella novità, ma nell'abitudine che si trovano i maggiori piaceri. (p. 67 ed. BUR)
  • Probabilmente siamo tutti dei Narcisi, che amano e detestano la propria immagine, ma provano indifferenza per tutte le altre. È questo istinto di somiglianza che ci guida nella vita, gridandoci «Alt!» davanti a un paesaggio, a una donna, a una poesia. Possiamo ammirarne altri, ma senza rimanere così colpiti. L'istinto di somiglianza è la sola linea di condotta che non sia artificiosa. (p. 106 ed. BUR)
  • Non è per vizio che desideravo Svèa, ma per golosità. Mi sarebbero bastate le sue guance, in mancanza delle labbra. (p. 116 ed. BUR)

Le guance in fiamme[modifica]

  • Stéphane Mallarmé
    Un ventaglio, volatrice che | Fu delizia delle immiti estati, | D'un fresco colpo d'ala ha sfiorato | l'uccello della tazza di tè.
    Mallarmé
    Un évent qui fut l'oiselle | Exquise des rudes étés | Effleure fraîchement de l'aile
    L'oiseau peint sur la tasse à thé.
  • Paolo e Virginia
    Oh cielo! le colonie. || Di nidi razziatore, | Senza ali volatore. | Solo, Paolo che fa? | Virginia che fa? ||Si ringiovanirà || Bel cielo di colonia, | Paolo e la Virginia: | Ma per questa e per quello | Era come un ombrello.
    Paul et Virginie
    Ciel! les colonies. || Dénicheur des nids, | Un oiseau sans ailes. | Que fait Paul sans elle? | Où est Virginie? || Elle rajeunit. || Ciel des colonies, | Paul et Virginie: | Pour lui et pour elle, | C'était une ombrelle.
  • Sepolcro di Venere
    Trastulli delle onde, i vostri rosei orechhi. Cugine mie, più leggere dei flutti, perché la fanfara dell'oceano vi fa rabbividire?. Ecco Venere. (Ma se volete crescere, cuginette mie, non avete tempo da perdere.)
    Oggi, raccolta delle piume di struzzo; mazzolino d'onde ricciute, il ventaglio di Venere.
    Se annegherà, le innalzeremo un sepolcro di conchiglie
    .
    Tombeau de Vénus
    Jouets des vagues, vos oreilles roses. Ô mes cousines, plus légères que l'onde, porquoi l'orphéon océanique vous fait-il frissonner? Voici Vénus. (Mais si vous voulez grandir, mes petites cousines, vous n'avez pas de temps à perdre.)
    Aujourd'hui, cueillette des plumes d'autruche; bouquet de vagues frisées, l'éventail de Vénus.
    Si elle se noie, nous lui élèverons un tombeau en coquillages
    .

Citazioni sul libro[modifica]

  • Queste liriche rappresentano il sentimento genuino della più incauta adolescenza, insieme misteriosa e febbrile. Esse corrispondono infatti, punto per punto, alle esaltazioni e alle precoci stanchezze dell'età breve. (Giacinto Spagnoletti)

Citazioni su Raymond Radiguet[modifica]

  • Ho avuto la fortuna di vedere Radiguet scrivere il suo libro come un compito, durante le vacanze del 1921. Lo dico perché questo ragazzo prodigio stupisce per la sua mancanza di mostruosità. Rimbaud può venir spiegato dai suoi incubi infantili. Mi domando dove ficca le mani codesto prestigiatore. Radiguet lavora in pieno giorno con le maniche rimboccate. Rimbaud soddisfa l'idea drammatica, breve e folgorante, che la gente si fa del genio. Radiguet ha avuto la fortuna di nascere dopo l'epoca in cui una luce opaca attraeva il fulmine. Egli ci sorprende dunque per la sua scipitezza. Sono molti a esprimersi in tal modo. Il foglio trasparente dello scandolo c'impedisce ancora di ammettere che alla nostra epoca l'anarchia si presenti sotto forma di colomba. (Jean Cocteau)
  • La parola di Radiguet, continuamente in bilico fra ironia e trepidazione, si risolve in dono di grazia e leggerezza. (Roberto Rossi Precerutti)
  • Nel Diavolo in corpo la pianta misteriosa che fu Radiguet racconta il segreto delle proprie origini. Nel Ballo del conte d'Orgel, essa fiorisce. E il suo profumo è parola. (Jean Cocteau)
  • Nei confronti di una letteratura di franchi impulsi, di limpide dichiarazioni, i romanzi di Radiguet sono tra le opere meno spontanee che si conoscano. (Giovanni Macchia)
  • Raymond Radiguet, spentosi a vent'anni nel 1923 al termine di una folgorante ma troppo breve parabola, è tuttora oggetto di un vero e proprio culto da parte di un manipolo, costantemente rinnovato e ridefinito secondo il succedersi delle generazioni, di fanatici ammiratori. (Roberto Rossi Precerutti)
  • Reagendo alle tendenze del romanzo sociale, del romanzo d'avventure, del romanzo di conquista, nati dall'influsso di Balzac, Radiguet ha voluto rintracciare l'anima del romanzo tipicamente francese, nato nel XVII secolo all'ombra della tragedia: per questo, secondo l'espressione di Cocteau, ha messo il suo cavalletto davanti alla Princesse de Clèves. (Clément Borgal)

Bibliografia[modifica]

  • Raymond Radiguet, Il diavolo in corpo (Le diable au corps), traduzione di Emanuela Gatti, Alberto Peruzzi Editore, 1986.
  • Raymond Radiguet, Il diavolo in corpo (Le diable au corps), traduzione di Emanuela Gatti, Alberto Peruzzi Editore, 1995.
  • Raymond Radiguet, Il diavolo in corpo, traduzione di Francesca Sanvitale, Einaudi, 1989.
  • Raymond Radiguet, Il diavolo in corpo, BUR Rizzoli, 2009.
  • Raymond Radiguet, Il ballo del conte d'Orgel (Le bal du comte d'Orgel), traduzione di Emanuela Gatti, Alberto Peruzzi Editore 1986.
  • Raymond Radiguet, Il ballo del conte d'Orgel (Le bal du comte d'Orgel), traduzione di Enrico Emanuelli, introduzione di Roberto Cantini, Oscar Mondadori 1975.
  • Raymond Radiguet, Le guance in fiamme (Joues en feu), traduzione e cura di Roberto Rossi Precerutti; citato in Poesia, anno XII, marzo 1999, Crocetti Editore.

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